Letture per le vacanze. Beh, una e centomila (nessuna suona brutto). Nel 2025 il New Yorker ha festeggiato i cento anni di pubblicazione e, tra le altre, ha
digitalizzato l’intero archivio della rivista.
A sentire loro, ci sono più di centomila articoli, per oltre quattromila fascicoli. Con le copertine, i sommari di ciascun numero, gli abstract (qualcuno scritto, dichiaratamente, con i sistemi per generare testo. Ed è una cosa che ha senso), gli autori.
Si commentava
quanto è stata di qualità la produzione televisiva di Apple e guarda tu che caso, Time
ha tre serie Apple nella classifica delle migliori dieci del duemilaventicinque.
Per la precisione, Pluribus, Severance e The Studio.
Così si sa dove guardare il trentuno sera per riempire la serata fino a mezzanotte.
Se per quest’anno dovessi scegliere un documento da cui trarre ispirazione per imparare qualcosa sullo sviluppo web, prenderei queste
cinquanta opinioni sulle API per il web nel 2025.
Non spaventi il numero, ché poi le osservazioni effettivamente presenti sono cinquantacinque. Ma si legge in fretta, si capisce subito, tutto è molto concreto e preciso. Il pretesto è stato scrivere un semplice gioco in HTML5, che poi è di per sé lettura interessante e non noiosa, niente accademicismi né pipponi tecnici sopra un normale livello di comprensione.
I biglietti con gli auguri di Natale arrivavano tutti con gli stessi auguri, ma la grafica era sempre diversa; monotona sui temi e sulle declinazioni di stile, ma c’era sempre o quasi sempre un qualcosa di originale, o almeno tentato.
Adesso sono rimasti tutti uguali negli auguri ed è uguale pure la grafica.
Fanno tenerezza – nella mia bolla è la tendenza del momento – quelli che hanno scoperto lo stile famiglia felice anni sessanta e trovano originalissimo riprodurre la famiglia felice con in più il mostro fantasy, il serial killer, il cattivo di qualche serie, il politico criminale. Variazione sul tema: famiglia felice con frase cinica o agghiacciante.
Ho visto la prima pubblicità realizzata completamente con la sedicente intelligenza artificiale e con il refuso dentro: un bel titolo a tutto schermo che recitava questo feste. Considerato che le parole erano tipo sei o sette, è un bel traguardo.
Una delle cose più belle di questo blog è che scrivo un sacco di refusi. Mi arrivano le segnalazioni, correggo. A volte ripasso su post vecchi di anni e trovo il refuso. Lo sistemo, anche se dormiva sereno da ere geologiche.
Nel muovere vecchi scatoloni e contenitori di reliquie, è saltata fuori una
iSight che – ora lo ricordo – era stata presa e mai utilizzata, perché si erano realizzati progetti diversi.
Gran design e ottimo prodotto, con materiali di qualità. Confezione affascinante. Un lavoro di Apple di quelli da ricordare.
Tutto FireWire, purtroppo, oggi dovrei armeggiare con adattatori e cavi ibridi ammesso che ne esistano e non ho neanche voglia di cercare, nell’epoca in cui per avere una videocamera basta un vecchio iPhone.
È stato sia un onore che un piacere prendere parte alla cena di Natale di
Magnetic Media Network, più che mai in espansione ora che fa parte di un colosso europeo forte di oltre quattordicimila dipendenti e tante altre cose che sarà interessante raccontare più avanti, perché questa sera la novità è un’altra.
Succede che per mano di MMN, da sempre attenta alla storia dell’informatica e in possesso di una notevole collezione di reperti retrocomputeristici, sia nata – e sia stata annunciata pubblicamente oggi –
Fondazione 101.
Brian Scott ha un figlio che gioca a Minecraft e si preoccupa che durante le partite il figlio stesso e i suoi amici possano chattare in modo sicuro e protetto.
Così ha armeggiato e ha messo a punto Chat-tails, un
sistema di chat effimera via Tailscale, accessibile attraverso il Terminale.
I ragazzi chattano attraverso il Terminale su una chat virtualmente irraggiungibile da chiunque non sia invitato, con contenuti che svaniscono una volta chiusa la connessione e il testo come unica forma di contenuto ammesso.
La lotta – ma verrebbe più da chiamarla missione, nel senso della quest fantasy – per affermare la buona tipografia e quindi la buona civiltà nel digitale va ben oltre situazioni molto chiacchierate, in modo superiore alla loro importanza, come
le diatribe su Times New Roman o Calibri dentro le amministrazioni statunitensi.
Un passo molto più fondamentale è invece depotenziare ed emarginare progressivamente come si merita quella piaga tipografica che è Arial. Ci si può misurare in un test per vedere
se riusciamo a distinguere Arial da Helvetica. La tristezza, scrivevo, è che se fossero varietà di formaggio, il non riuscire a cogliere la differenza sarebbe un’onta gastronomica. In campo tipografico digitale, invece, vabbè-tanto-sono-uguali.
Dice Apple, senza fornire numeri, che
Pluribus è la serie più vista su Apple TV, persino davanti alla
seconda stagione di Severance.
Per numero di abbonati, Apple TV non può fare grandi numeri in assoluto. Però nel 2025 ha pubblicato quattro stagioni di show come
Slow Horses, appunto Severance, The Studio, ora Pluribus.
Tutte cose di cui poi si parla. Marketing, eh? Ma ce l’hanno tutti, il marketing. Eppure, a parità di marketing, si parla di Slow Horses (che continuo a raccomandare).