Wordle continua a restarmi nel cuore e però mi sono sempre chiesto quando avrebbe potuto venire sfidato da qualcos’altro. Sono usciti ovviamente cloni su cloni, varianti a tonnellate, risultati variamente imbarazzanti.
Oggi segnalo
Long Story Short, che cambia le premesse abbastanza per allontanarsi ma conserva l’immediatezza e l’ambito delle parole.
Si parte da una frase lunghetta e l’obiettivo è condensarla in cinque parole, a catturare il cuore del suo significato.
Una frase al giorno, ovviamente in inglese (siamo ricchi di inventiva, ma il combinato disposto di abilità umanistiche e pensiero computazionale ci gioca contro). Numero limitato di tentativi, segnalazione di parole giuste al posto giusto, giuste al posto sbagliato, sbagliate (c’è anche questa possibilità).
Oggi lezione di Internet.
Lo sviluppatore Brett Terpstra crea una app Unix che
trasforma i risultati da Terminale in widget sulla scrivania.
L’amatore Dr. Drang unisce la passione per lo scripting e quella per l’astronomia, a creare un
widget da scrivania che indica la posizione dei pianeti nel cielo e rende credito allo sviluppatore.
Quest’ultimo legge il post di Drang e
migliora il widget creato dal programma, con ringraziamenti per chi lo ha utilizzato.
If you can keep your head when all about you
Are losing theirs and blaming it on you…
— Rudyard Kipling, If
È trascorso quasi un anno dalla
adozione di LibreOffice da parte dell’esercito austriaco su un parco utenti di sedicimila persone. Invece di parlare delle macchine, che non fanno resistenza al cambiamento e non inventano scuse per giustificare problemi superabilissimi, parliamo di persone.
Sul blog di The Document Foundation è comparsa una
metà di intervista, cui si è aggiunto
il seguito, con un rappresentante della Bundesheer che ha fatto il punto sul progetto.
Ci furono una volta gli schermi con matrici di caratteri otto per otto e codifiche di caratteri con centoventotto possibilità e grazie per l’abbondanza. Inventati in Occidente, i computer coprivano l’essenza dell’alfabeto occidentale, senza neanche tutto questo spazio per accenti e caratteri appena più esotici di quelli californiani.
Un po’ di spazio però avanzava comunque, ASCII era ancora tutto tranne che uno standard vincolante, la progettazione di quei computer che hanno aperto una epoca nuova era realmente una attività creativa e niente stimola la creatività quanto un vincolo che solletica l’immaginazione.
La campagna pubblicitaria Relax, It’s iPhone ha vinto nel 2024 il premio
One Show per la categoria Music & Sound Craft. Secondo The One Club for Creativity, che lo organizza, sarebbe il premio più prestigioso nel suo genere.
Apple ha ricevuto il premio per l’uso di effetti sonori e musica su quattro spot. In uno, un contadino a bordo del trattore traina una zucca enorme presumibilmente verso una fiera di paese. La strada è di quelle americane, diritta, lunghissima e il contadino va pianissimo. Ci metterà molto. Sul cruscotto un iPhone indica l’itinerario, ovviamente senza alternative per una strada in mezzo al nulla, priva di svolte o di attraversamenti. La situazione è evidentemente fuori logica e paradossale. Ma relax, la batteria superiore di iPhone sarà all’altezza del viaggio interminabile.
Buttiamola in politica: per capire quando è sano essere conservatori e quando essere progressisti dovrebbe bastare pensare al treno.
Un treno che resta fermo non va nessuna parte (conservatori sempre). Un treno incapace di fermarsi porta al disastro (progressisti sempre).
La saggezza sta nel vedere che cosa merita di essere conservato e farlo evolvere. La saggezza sta nel guardare avanti conoscendo il valore di quello che sta dietro.
Ho scoperto un’incarnazione di sano conservatorismo e progressismo uniti (l’unico modo possibile di esercitarli in modo sano):
vibe coding applicato allo sviluppo in Common Lisp.
Mezzo mondo ha già scritto dove e come vedere l’eclisse solare di oggi e chi vuole vederla dal vivo ha già provveduto in un modo o in un altro, si è munita di occhialini o di mezzi di fortuna, oppure semplicemente non ha interesse.
Un altro mezzo mondo invece non è in grado di viaggiare, non vuole viaggiare, sta in un posto dove la totalità è al nove percento e non vale la pena di guardare.
Mi riferisco, e come potrebbe essere altrimenti, alla
Steve’s Awk Academy.
Mi è parso il tutorial più semplice e accessibile a awk, forse l’alternativa migliore possibile al parsing dei file con criterio scientifico. Si possono fare richieste di questo tipo all’intelligenza, soi-disant, artificiale ma nessuno è in grado di garantire che il risultato finale sarà efficace ed efficiente in termini di risorse. awk è un linguaggio deterministico e quindi garantisce sia l’errore che la precisione: dipende esattamente dagli ordini che diamo.
L’esperienza di utilizzo di un database non strutturato come
second screen per la lettura aiuta a capire il perchè di tanta
nostalgia per HyperCard e come il digitale sia un cambio di passo formidabile nelle attività di tutti i giorni, se solo usato con il buonsenso. Il contesto:
Sto leggendo un libro sugli scalatori francesi e il mio HP 200LX mi svolge un buon lavoro nel tenere un elenco dei personaggi grazie alla sua applicazione NoteTaker, che è giusto un guscio sottile attorno al motore di database piatto (flat file) condiviso dalla maggior parte delle sue app. Il database permette sia la consultazione veloce per titolo della nota (colonna di sinistra) e una ricerca globale su tutti i contenuti delle note (più lenta ma talvolta necessaria per recuperare un soprannome o qualche altra informazione particolare).
In una domenica di agosto entra bene il rilievo di Unsung sui
pulsanti home dei device di Apple.
Contesto: quando uscì iPhone, fece rumore anche per avere battezzato le app come tali e popolarizzato applicazioni che con quest’ultimo nome non avrebbero mai fatto breccia nelle menti non tecniche.
Le app originali di iPhone, molto tempo prima delle
polemiche sugli squircle e prima ancora di App Store, erano incorniciate dentro un rettangolo con gli angoli arrotondati.