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Suggerimenti per la riapertura
posted on 2021-04-14 00:09

Apple ha dedicato recentemente una pagina a una delle sue Distinguished School, la scuola primaria cattolica di Santa Teresa a Sydney, che utilizza massicciamente iPad per attuare i progetti di studio della serie Everyone Can Create.

Chiaro che il vino dell’oste sia per forza il migliore e che non valga la pena di cercare spunti intriganti o cronaca imparziale in un redazionale che è di autopromozione. Nondimeno, qualche frase qua e là meriterebbe un pizzico di attenzione sopra la media.

Con una comunità di studenti di cinquanta culture diverse, dei quali cui tre quarti parlano inglese come seconda lingua, St. Therese è ricorsa a iPad per aiutarli a sbocciare contro ogni previsione.

Da noi si ama molto raccontare che l’insegnamento digitale acuisca le disuguaglianze e il disagio sociale.

Quando ogni scuola della nazione ha dovuto improvvisamente passare all’apprendimento remoto, lo sforzo che avevamo compiuto per incorporare iPad e il curriculum Everyone Can Create in ogni aspetto dell’insegnamento ha voluto dire che ci trovavamo con una base solida, dalla quale i nostri studenti potevano continuare a imparare senza interruzione.

A proposito del digitale considerato uscita di emergenza se proprio non se ne può fare a meno e altrimenti relegato in laboratori o considerato una materia, invece che una base.

Durante il lockdown, gli studenti hanno usato la app Seesaw per creare raccolte di lavori digitali e condividerle con i docenti. Si sono rivelate così gradite a studenti, docenti e famiglie che ora sono diventate una pratica abituale.

Il digitale può benissimo integrarsi con l’insegnamento classico e nessuno ha mai detto che lo debba sostituire. A parte i manifestanti che vogliono una scuola buona per il Novecento, nel 2021.

E ora tre capoversi impegnativi. Nell’originale il titolo del paragrafo è Agents of Equity. Il punto non è che iPad sia più bello degli altri, ma che il digitale possa essere usato con successo per ridurre i divari.

Durante il lockdown abbiamo potuto osservare studenti che non avevano spiccato il volo durante i giorni di scuola tradizionale, sperimentare un livello elevato di successo. Offrire grande flessibilità sui tempi di apprendimento è stato un sistema così efficace di eliminare i divari, particolarmente per gli studenti che avevano fatto fatica a ingranare dall’inizio, che gli insegnanti continueranno a registrare lezioni usando iMovie e ad approfondire l’insegnamento mediante attività virtuali su iPad inserite nelle proprie lezioni.

“Questa iniziativa di apprendimento misto è un buon esempio di come usiamo la tecnologia per sfidare norme datate come il modello della classe-fabbrica, dove i docenti parlano a file di ragazzi dalle nove del mattino alle tre del pomeriggio all’interno di un edificio” dice la preside.

“Ogni bambino è diverso, quindi perché ogni lezione dovrebbe essere uguale per tutti?” afferma. “iPad ci permette di personalizzare dove e quanto avviene l’apprendimento, mescolando lezioni virtuali e in presenza che danno modo a ciascuno studente di decidere il modo migliore per dimostrare i propri progressi”.

Non è un racconto di fantascienza, ma quanto succede in una scuola vera, lontana dalla solita America, in un ambito che, per quanto privato, è low-fee. St. Therese è una scuola per famiglie normali.

Certamente il lavoro di inserimento di iPad nell’insegnamento è andato avanti per quattro anni. In Australia sono lenti, non come da noi dove gira la circolare del ministro e il giorno dopo sono tutti pronti per le lezioni remote.

Ecco. In questi giorni di dibattito sulla questione delle riaperture, un modesto contributo per evidenziare che, qualunque cosa succeda alle aule, nella scuola ci sono troppe teste che continuano a restare chiuse. Il lockdown non c’entra.

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Divino e terreno
posted on 2021-04-13 23:00

Mi è sfuggito il ventinovesimo compleanno di BBEdit.

Perché, quando avrei dovuto pensarci, litigavo con le app dei canali per bambini RayPlay Yoyo e Cartoonito. I modi di fallire che adottano nel momento in cui tu vorresti passare la diretta del canale da iPhone al televisore attraverso tv sono creativi come riescono a esserlo in Rai quando si dilettano con il digitale.

Yoyo proprio non lo permette. Se lo permette, non ci sono arrivato.

Cartoonito è fantastica. Manda senza problemi il video dalla home sul televisore. Solo che è verticale. Ruotato di novanta gradi.

Per fortuna c’è una seconda possibilità: la voce di menu Canale TV. Se accendo il mirroring di iPhone su tv, il video va a pieno schermo sul televisore. Un terzo del quale viene occupato da una parte della schermata del centro notifiche di iPhone, presente per errore. Non ho trovato un modo per levarla.

Ci sono giorni dove devi volare alto per forza, perché come metti i piedi per terra, vien voglia di scappare.

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Nel mood giusto per Doom
posted on 2021-04-12 01:04

Sì, beh, niente male approfittare del codice a disposizione degli sviluppatori per inserire un’istanza di Flappy Birds dentro le Notifiche di macOS.

Neil Sardesai, ingegnere iOS, ha già messo Pong dentro un’icona del Dock – riferisce Gizmodo – e Dino Runner nella barra dei menu.

Tuttavia sono solo exploit fini a se stessi e lui lo sa benissimo, tanto che perfino nel pezzo gliene chiedono conto: lo standard è farcela con Doom, che è arrivato persino sul display di un test di gravidanza.

Quando vedo Doom nelle Notifiche di Big Sur, ci provo di sicuro.

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Giocare per dimenticare
posted on 2021-04-11 02:34

Ho avuto nella vita contatti sporadici e superficiali con discipline orientali come zen o yoga. Non ne ho mai fatto niente di serio. Eppure ho fato esperienza di varie situazioni di vita tipicamente occidentali che ben si prestavano a favorire l’insorgere di stadi della mente prossimi a quello della meditazione.

Da cestista, uno dei miei punti di forza NON erano i tiri liberi. La mia tecnica era approssimativa e non sono mai riuscito a sviluppare un automatismo durevole. La mia percentuale in carriera è giudicabile come appena sufficiente.

Eppure, quando i miei tiri liberi potevano decidere una partita, ho segnato quasi sempre. Invece che avvertire la pressione del momento, avevo imparato a liberare la mente e a isolarmi dal contesto. Direbbe l’autore di qualche libretto zen, a diventare tutt’uno con il pallone che entrava nel canestro.

Un’altra attività propedeutica erano i videogiochi da bar, specialmente quelli a tema spaziale, del tipo astronave che deve arrivare più avanti possibile evitando il fuoco nemico. Giocando concentrato, ero uno qualunque. Certe rare volte, riuscivo – come dire? – a rendere le mani indipendenti dalla parte razionale del pensiero. Giocavano loro. Con risultati radicalmente migliori.

Ma non sono mai arrivato a risultati come finire Super Mario Bros. in quattro minuti, cinquantaquattro secondi, novecentoquarantotto millesimi. Si legga l’articolo: è giocare una partita non perfetta, ma impiegando nove fotogrammi in più rispetto al limite fisico.

L’eccezionalità dell’impresa non sta nella coordinazione oculo-manuale, ma nella condizione mentale: è semplicemente impossibile raggiungere un risultato del genere attraverso la concentrazione.

Avrei dato qualsiasi cosa per poter leggere l’attività cerebrale di chi ha compiuto l’impresa, durante quei quasi cinque minuti di oblio supremo.

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Il significato di uguaglianza
posted on 2021-04-10 02:12

Sono ventisettemila macchine nuove più dodicimila rinfrescate, secondo la municipalità di Edimburgo, che verranno consegnate da qui a fine 2022 a studenti tra i dieci e i diciotto anni e docenti, nell’ambito del programma Edinburgh Learns for Life.

Siccome le macchine senza una struttura serie di rete, nel 2021, sono uno spreco, assieme alla distribuzione degli iPad avverrà un potenziamento della connettività nelle scuole, in primo luogo wireless.

Analogamente, per i docenti verranno organizzati corsi di aggiornamento professionale, dato che un iPad è una macchina splendida per insegnare, per chi la padroneggia.

Mentre in Italia i somari riempiono le piazze contro le lezioni in digitale in quanto aumentano le disuguaglianze, in Scozia le disuguaglianze le eliminano.

Quando si deve stare tutti fermi perché qualcuno fa più fatica degli altri a muoversi, non è uguaglianza, ma truffa sulla pelle dei ragazzi e delle famiglie.

Uguaglianza è quando tutti vengono messi in grado di progredire insieme.

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Quello che voglio(no)
posted on 2021-04-09 00:16

I tempi eroici del jailbreaking, quando aprivano la sicurezza degli iPhone per poter caricare app non previste da App Store.

L’ho fatto anch’io: avevo ottenuto un iPhone di prima generazione, che senza jailbreak non avrebbe mai potuto funzionare fuori dagli Stati Uniti e senza un contratto con At&T.

C’era chi sosteneva che il jailbreak fosse una questione di libertà dell’utente. Perché l’ho comprato e ho il diritto di farci quello che voglio.

Ci parlerei volentieri oggi, quando sono cambiate un po’ di cose e, per esempio, Procter & Gamble partecipa in Cina a test di una tecnologia di tracciamento pubblicitario in grado di acquisire dati delle persone senza il loro consenso e in barba alle prossime nuove regole di Apple.

La mossa rientra in una iniziativa più ampia del colosso nella vendita al dettaglio di beni di consumo, che vuole prepararsi per un’epoca nella quale nuove regole e preferenza del consumatore limitano i dati a disposizione dei reparti marketing.

Un jailbreak di oggi potrebbe certo consentire l’installazione di app che scavalcano le regole di Apple per tracciare senza consenso del tracciato.

L’ho comprato e ho il diritto di fargli fare quello che vogliono. Senza neppure sapere bene che cosa facciano. Un po’ meno accattivante, come slogan.

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La scuola facile
posted on 2021-04-08 00:39

Accennavo ieri a come le maestre di mia figlia abbiano affrontato più che validamente la faccenda delle lezioni remote.

Disclaimer: quell’esperienza omogenea, uguale ovunque e comunque di cui scrivono i media classici, non esiste. Ogni classe, ogni scuola, ogni indirizzo ha le proprie specificità e indicare una ricetta come se andasse bene o male per tutti è sbagliato.

Ciò detto, si può comunque trarre ispirazione generale da alcuni aspetti. Si tenga presente che vale per un primo anno della primaria, con tutti i pro e contro applicabili se si pensa ad altre annate.

Le nostre maestre hanno fatto poche cose, semplici, valide e a costo zero o quasi zero rispetto alla lezione in aula:

  • lezioni da quarantacinque minuti;
  • gruppi da sette bambini;
  • dirette con esercitazioni pratiche e attività materiali;
  • pochissima lezione frontale e tanta interazione;
  • riduzione delle ore.

Da un orario in aula di otto ore giornaliere, l’orario online è stato ridotto a “sole” due ore. Molti genitori non hanno capito e si sono anche lamentati; sono quelli che poi nei sondaggi bocciano la Dad. In verità, quei novanta minuti complessivi sono il massimo che si possa chiedere a bambini di sei anni, quindi con una soglia di attenzione bassa; fare di più sarebbe controproducente.

Invece, le lezioni a sette bambini hanno aumentato clamorosamente l’efficacia e la quantità di lavoro svolto. Le maestre hanno demandato alle famiglie una quantità elevata di compiti, esercizi, attività che altrimenti si sarebbero svolte in classe. Senza entrare nelle ovvie implicazioni sociali della questione, che però non dipendono dall’apprendimento digitale bensì da come siamo sempre stati abituati a organizzarci, la risultante è stata che per un mese il lavoro di classe:

  • è progredito alla stessa velocità di quello in aula;
  • tra lezioni su Meet e compiti, ha richiesto meno tempo, con un aumento dell’efficienza dell’insegnamento;
  • ha portato a un aumento del dialogo, seppure online, tra maestre e genitori.

Naturalmente i bambini non hanno socializzato. Ma siamo in zona rossa e non è colpa della telescuola se i bambini non hanno socializzato. Anche in questo caso, la nostra organizzazione sociale è di un certo tipo e per vari aspetti si è adattata piuttosto bene alla convivenza con il virus; per altri aspetti, no.

Invece di manifestare per riaprire le scuole, senza che sia stato fatto nulla per consentire di farlo in sicurezza, lo scettico dovrebbe invece capire che oggi il lavoro dell’insegnante deve riverberarsi anche attraverso il mondo digitale, specialmente oggi che siamo in condizioni di emergenza, ma poi sempre; in certe situazioni la lavagna batte lo schermo, in altre vale il viceversa; la scuola vincente miscela il meglio delle due esperienze, invece che perdersi in manicheismi.

Le persone di buona volontà, docenti e genitori, possono trovare risorse, esperienze, pareri, creatività e conforto nel gruppo Facebook La classe capovolta o presso Insegnanti 2.0. I protestatari potrebbero anche usare più spesso i cappelli a cono d’asino che esibiscono nelle piazze. In fondo, si capisce bene perché li maneggino con tanta familiarità.

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Renitente all’apprendimento
posted on 2021-04-07 03:45

La primogenita al suo primo anno di scuola primaria torna in aula dopo un mesetto di blocco e di lezioni a casa.

Questo post doveva contenere una serie di elogi, spiegati, alle maestre per come hanno organizzato l’attività e tenuto vivo l’interesse di bambini di sei anni senza alienarli con videolezioni scervellate. Hanno lavorato davvero bene, con semplicità ed efficacia.

Invece lo scrivo domani, perché la società che fornisce la piattaforma di registro elettronico alla scuola della primogenita è stata attaccata da pirati informatici che hanno cifrato i contenuti della piattaforma e chiesto un riscatto; il classico ransomware.

Per portare a segno un attacco di questo tipo, occorrono debolezze di piattaforma e ingenuità nelle persone. In ogni caso, non dovrebbe essere una minaccia capace di impattare significativamente su un’azienda; e, se lo fa, dovrebbe esistere una procedura apposita di disaster recovery per liberarsi del problema.

Invece, no. In questo momento la home di Axios Italia riporta quanto segue:

§§§

06/04/2021 - Ore 08:45


Gentili Clienti,

a seguito delle approfondite verifiche tecniche messe in atto da Sabato mattina in parallelo con le attività di ripristino dei servizi, abbiamo avuto conferma che il disservizio creatosi è inequivocabilmente conseguenza di un attacco ransomware portato alla nostra infrastruttura.

Dagli accertamenti effettuati, al momento, non ci risultano perdite e/o esfiltrazioni di dati.

Stiamo lavorando per ripristinare l'infrastruttura nel più breve tempo possibile e contiamo di iniziare a rendere disponibili alcuni servizi a partire dalla giornata di mercoledì.

Sarà nostra cura tenervi costantemente aggiornati.

05/04/2021 – Ore 18:20


Gentili Clienti,

nello scusarci per il protrarsi del disservizio, teniamo a informarVi che stiamo lavorando alacremente con l’obiettivo di rendere disponibili tutti i servizi web entro pochi giorni. Sarà nostra cura aggiornarVi al loro ripristino.

05/04/2021 – Ore 13:20


Gentili Clienti,

a seguito di un improvviso malfunzionamento tecnico occorso durante la notte, si è reso necessario un intervento di manutenzione straordinaria.

Sarà nostra cura darVi comunicazione alla ripresa del servizio.

Scusandoci per il disagio, per qualsiasi necessità rimaniamo a Vostra completa disposizione attraverso l’indirizzo mail contatti@axiositalia.com

03/04/2021 – Ore 11:00

§§§

Mentre scrivo, sono tre giorni che i servizi sono fermi. Soprattutto, il tentativo iniziale di fare passare per malfunzionamento tecnico un attacco ransomware fa cadere le braccia.

Questa azienda ha i requisiti per fornire il registro elettronico alla scuola pubblica italiana? Registro che, stante l’ordinamento della scuola pubblica suddetta, è di importanza critica (almeno burocratica)?

Perché non si riesce mai con la scuola a fare una cosa come si deve fino in fondo? Perché la scuola insegna ma sembra che mai riesca a imparare pienamente?

Vediamo intanto se oggi tornano su.

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LG, il prezzo è giusto
posted on 2021-04-06 00:40

LG è uscita dal business dei computer da tasca insegnandoci diverse lezioni.

La prima sembra ovvia, ma palesemente va ricordata: è poco saggio investire denaro su prodotti di aziende che lavorano in perdita. LG è un colosso globale in salute, eppure la sua divisione mobile era in rosso da più di cinque anni in misura disastrosa, con fatturati da quattro-cinque miliardi di dollari e margine negativo di settecento-ottocento milioni (750 milioni nel 2020, 850 nel 2019). Una situazione che difficilmente può durare a lungo.

La seconda lezione è quella sul valore delle trovate tecnologiche fini a se stesse.

Essere disposti a provare cose nuove, anche se non funzionano, vuol dire fare esperimenti con il portafogli dei clienti paganti. LG sarebbe stata la prima a introdurre fotocamere ultrawide; ha proposto design ricurvi e flessibili, schermi rotanti, modelli arrotolabili. Mancano solo le alabarde spaziali.

Il lettore di bocca buona si stupisce, pensa innovazione! e si chiede perché queste cose non le faccia Apple. In generale, se Apple non le fa, è perché non sono ancora pronte, o non piacciono alla gente che dovrebbe comprarle. Qui si preferisce una azienda che si faccia gli esperimenti nella propria stanzetta, in senso figurato, e proponga unicamente cose che funzionano e possono davvero essere utili, dopo avere scartato le idee simpatiche ma impraticabili.

Terza lezione: secondo una narrativa molto diffusa, gli smartphone costano cifre esagerate e, in particolare, gli iPhone più di tutti. La realtà è diversa: per produrre oggetti tecnologicamente evoluti come quelli attuali in termini di miniaturizzazione, autonomia, potenza, e farlo su un percorso di miglioramento costante negli anni, molto probabilmente i prezzi che ne conseguono sono necessari. Si può obiettare magari sull’entità dei margini di profitto; la base dei costi, tuttavia, è una dura evidenza per le aziende non preparate. Nel mercato attuale fanno soldi Apple, Samsung e poi rimangono le briciole.

L’ultima lezione.

Il prodotto è un pretesto. Nel 2021 si compra un ecosistema, di cui lo hardware è semplicemente l’aggancio materiale, come già scrivevo a proposito delle stampanti. LG poteva avere gli schermi delle meraviglie, ma il suo ecosistema tende a zero. Non stupisce che i profitti seguissero la stessa traiettoria.

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Supremo Enigma
posted on 2021-04-05 00:56

Apple afferma chiaramente che watch è compatibile con iPhone 6s o successivo con iOS 14 o successivo.

Sarà compatibile con iPhone SE edizione 2016, che condivide il processore di iPhone 6s ed è uscito sei mesi dopo? Si direbbe di sì perché è successivo, ma sto ancora cercando una conferma.

La cerco perché mi interessa il modello cellulare e la tabella degli operatori che lo supportano rinvia per l’Italia a Vodafone, però attraverso un link che non funziona.

La cosa è rilevante perché, per usare la funzione di telefonia in autonomia, watch SE deve comunque essere apparentato a un iPhone, il quale deve utilizzare lo stesso identico provider.

L’unica eccezione a questa regola è per i membri di In Famiglia, per i quali la restrizione non si applica. Neanche a dirlo, il supporto per avere watch cellulare configurabile in modo diversi per i membri di In Famiglia, in Italia deve ancora arrivare.

Ho perfino posto una domanda su Apple Discussions, che è il primo passo verso lo sviluppo di uno stato depressivo.

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