Breve storia triste del weekend: c’era bisogno di produrre una
tassellazione a periodica di Penrose. Quale miglior occasione per debuttare nel mondo del vibe coding?
Così ho chiesto a Claude Opus 4.6, lo stato dell’arte o quasi, il codice per produrre tassellazioni di Penrose.
Non ho specificato linguaggio o piattaforma, solo chiesto codice in forma generica.
Forse mezzo minuto dopo, o un minuto, il generatore ha presentato il codice di una webapp, pronta da aprire con il browser. La,scelta più ecumenica che si potesse fare, in assenza di vincoli precisi.
È una buona giornata anche se piove, se si scopre il rapporto di Backblaze sulla
durata dei suoi dischi. Per i non addetti, Backblaze è una importante azienda di backup online e dispone di un parco dischi smisurato per quantità e tempo di utilizzo.
Ci sono modelli di disco che nei centri dati di Backblaze hanno totalizzato tipo quarantamila giorni/disco di utilizzo. Teniamo conto che si può sentire gente parlare bene o male di questo o quel modello perché lo hanno avuto, non so, cinque anni: sono milleottoventicinque giorni al netto dei bisestili, Un rilevamento su quarantamila giorni è probabilmente un’altra cosa. Nel duemilaventicinque, Backblaze ha registrato trenta milioni e mezzo di giorni/disco.
Sembra che uno sia contro quella che chiamano intelligenza artificiale, quando invece – considerata per lo strumento di supporto che è – consente un mare di cose utili.
È paragonarla con l’intelligenza umana, che proprio non va giù. Non per orgoglio di specie o luddismo malcelato, ma proprio perché nemmeno si può cominciare a parlarne e chi lo fa vuole trollare oppure non ne sa.
Suggerisco una cura fantastica contro i dubbi:
Come il cervello crea la nostra coscienza, di Anil Seth, edito da Raffaello Cortina.
L’America non è quella di una volta, diciamo, quella del 2023 e si dibatte di come tutelare la propria sicurezza in giro per la strada relativamente alla sicurezza del proprio apparecchio da tasca. C’è perfino chi dice che Apple dovrebbe
abbandonare Face ID o, almeno, ripensarlo .
Come al solito, non è così semplice. oggi non ci sono scorciatoie veloci per disabilitare Face ID al volo o, se è per quello, Touch ID: come regola generale, qualsiasi serratura biometrica non regge se un soggetto ostile costringe con la forza un proprietario a metterci un dito, la faccia, l’iride o che altro.
Proprio ieri, nel duemilatré,
debuttava su Mac la versione uno punto zero di NetNewsWire.
La app è in ottima forma. Il suo autore, fresco pensionato,
ha già dichiarato di volercisì dedicare più di prima, ora che più tempo da metterci.
La qualità è ottima, sta su tutti i device principali di Apple, i feed RSS sono più che mai elemento sano e nutriente di una moderna dieta informativa. Un piccolo angolo di mondo che potrebbe anche trovarsi vicino all’ideale.
L’obsolescenza programmata non esiste proprio, però lentamente ci lasciamo dietro le cose vecchie perché l’informatica personale è oggi infinitamente più matura ma non ha certo smesso di evolversi. Così Apple Silicon ci fa abbandonare lentamente i processori Intel che a loro volta avevano soppiantato PowerPc, I sessantaquattro bit hanno definitivamente soppiantato i trentadue, i quali fecero giustizia dei sedici eccetera.
Alcune situazioni sono molto chiare (puoi scegliere il Mac che vuoi purché sia Apple Silicon) e su altre invece l’equilibrio precario tra compatibilità e progresso genera situazioni equivoche. Per esempio, con macOS Tahoe funzionano i backup Time Machine su Time Capsule?
Bei tempi quando i media sparavano le atrocità più assurde su questo o quel computer di Apple e fioccavano le risate quando usciva la rubrica di The Macalope a fustigare improvvisatori, malelingue e sprovveduti dotati di fantasia.
Sono tornati per un attimo. Macworld è ancora vivo per quanto solo online e The Macalope si è rifatto vedere a ricordarci che
iPad ha vinto, con un paio di riferimenti a articoli malamente invecchiati negli ultimi quindici anni.
Siamo
arrivati al Super Bowl e finalmente scendono in campo i bianchi e i blu. Come ovvio e voluto dal format, è una sfida con sfaccettature culturali oltre che sportive (a partire dal confronto tra costa ovest e costa est), con un sacco di pubblicità a raccontare la pancia dell’America fuori dalle cronache, uno half-time show che presenta un artista portoricano quasi in spregio alle istanze del presidente in carica contro gli immigrati illegali e, a riassumere, uno spettacolo imperdibile. Le regole del football americano sono intricate, ma l’essenza è semplicissima – conquistare terreno – e non dovrebbe essere di ostacolo anche in caso di inesperienza.
Un bis di relax e produttività, dopo
ieri: una sorprendente
raccolta di oggetti liberi e aperti in tutte le forme dello scibile digitale. Liberi e aperti riassume l’inglese Free, Libre, Open.
Purtroppo si chiama Flow, scelta infelice per confusione con l’omonimo
film indipendente, anche se nata molto prima di esso. Nessuno è perfetto.
Perché selezionare una raccolta di software libero quando in rete se ne trovano a un soldo la dozzina? Perché il software è solo una delle voci. Ci sono film, opere d’arte, letteratura, basi di dati a tema, elementi di tecnologia e anche giochi, non solo videogiochi; ci sono giochi da tavolo, giochi di ruolo e altro.
In preparazione al
Super Bowl, mi pare appropriato proporre una playlist rilassante e al tempo stesso produttiva: i
talk dello European Lisp Symposium 2025.
Si discutono questioni non del tutto di lana caprina, tipo come sfruttare efficacemente Lisp nell’epoca della presunta intelligenza artificiale, evitare i vicoli ciechi in Emacs Lisp, deep learning con Common Lisp eccetera.
Il linguaggio arriva da un passato lontano ma è tutt’altro che una reliquia e non è difficile assemblare un panel di conferenzieri qualificati a parlare di temi rilevanti in modo ascoltabile.