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    <title>Quickloox</title>
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    <description>Recent content on Quickloox</description>
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    <lastBuildDate>Sat, 05 Sep 2026 17:12:37 +0100</lastBuildDate>
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      <title>Una tastiera poco nota</title>
      <link>https://macintelligence.org/post/2026-09-05-una-tastiera-poco-nota/</link>
      <pubDate>Sat, 05 Sep 2026 17:12:37 +0100</pubDate>
      <guid>https://macintelligence.org/post/2026-09-05-una-tastiera-poco-nota/</guid>
      <description>&lt;p&gt;Due pazzi, Tali Sieman Terpstra e Dylan Horvath, hanno rivisitato la tastiera musicale convenzionale da ottantotto tasti in base a tutta una serie di considerazioni che derivano dalla suddivisione delle ottave in dodici parti, per come l’ha organizzata in Occidente Johann Sebastian Bach.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La &#xA;&lt;a href=&#34;http://terpstrakeyboard.com&#34; target=&#34;_blank&#34; rel=&#34;noopener&#34;&gt;Terpstra Keyboard&lt;/a&gt; (nessun rapporto con lo sviluppatore &#xA;&lt;a href=&#34;https://macintelligence.org/tags/brett-terpstra/&#34; target=&#34;_blank&#34; rel=&#34;noopener&#34;&gt;di casa da queste parti&lt;/a&gt;), a vederla, è un coacervo di duecentottanta tasti esagonali, che possono cambiare colore e che possono accomodare qualsiasi struttura musicale, dalla nostra alle tradizioni indiane, arabe, giapponesi, cinesi e quant’altro.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un’analisi a mente fredda dell’oggetto si rivela davvero sorprendente. Uno dei video presenti sul sito racconta con chiarezza totale come sono nate le tastiere convenzionali: dalla necessità di avere una raggiungibilità e una distanza ottimale dei tasti da parte degli esecutori. Sono raggiungibilità e distanza che hanno portato alla soluzione dei tasti bianchi e di quelli neri inseriti a mezza altezza.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una serie di passaggi logici porta agli esagoni, disposti in forma da risultare il più possibile naturali sotto le dita del pianista. Di ottava in ottava, gli stessi tasti sono situati su un unico asse orizzontale e hanno la stessa altezza fisica: un parametro inedito che aggiunge ulteriore feedback.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;I colori personalizzabili, tasto per tasto, permettono di creare schemi riconoscibili; i duecentottanta tasti, se pensiamo al sistema occidentale, mettono a disposizione l’intera gamma di toni e semitoni su tutte le ottave.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;All’inizio è un caos che disorienta; provando, tutto diventa subito molto più chiaro, specialmente per chi ha qualche nozione musicale superare all’ascolto di Spotify. Un clic e ci si ritrova con una rappresentazione funzionante della tastiera dentro il browser. Su Mac funziona a perfezione, peccato che manchi l’audio su iPad (può darsi che tralasci io qualche accorgimento).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una volta raggiunti gli obiettivi di finanziamento, la Terpstra Keyboard costerà moltissimo, probabilmente tra i duemila e i tremila dollari, più la spedizione, non banale. Nella mappa mondiale dei finanziatori appare anche un contributo da Torino, per curiosità. I progettisti assicurano che, qualunque forma completa assumerà il software di bordo, a livello hardware la tastiera si comporta ineccepibilmente con i segnali MIDI e pertanto può controllare qualsiasi altro strumento o apparato compatibile.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non penso che cambierà di molto lo scenario &lt;em&gt;mainstream&lt;/em&gt; delle tastiere musicali. Però si tratta di un bell’allenamento per la testa. La tecnologia disponibile oggi – al singolo, cosa importante – consente alla competenza e all’intraprendenza di imboccare strade incredibili, cui alla lettera è difficile credere, per chi resta convinto che non sia più possibile inventare.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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      <title>Lo fanno due indizi</title>
      <link>https://macintelligence.org/post/2026-09-04-lo-fanno-due-indizi/</link>
      <pubDate>Fri, 04 Sep 2026 15:18:16 +0100</pubDate>
      <guid>https://macintelligence.org/post/2026-09-04-lo-fanno-due-indizi/</guid>
      <description>&lt;p&gt;Dopo avere raccontato di Misterakko e di  come abbia espresso la &#xA;&lt;a href=&#34;https://macintelligence.org/post/2026-08-28-future-configurazioni/&#34; target=&#34;_blank&#34; rel=&#34;noopener&#34;&gt;convenienza di comprare un Mac Studio per sviluppare intelligenza artificiale in locale&lt;/a&gt;, oggi trovo Horace Dediu di Asymco titolare &#xA;&lt;a href=&#34;https://asymco.com/2026/09/04/deploying-enterprise-ai-on-apple-hardware-is-suddenly-a-no-brainer/&#34; target=&#34;_blank&#34; rel=&#34;noopener&#34;&gt;Dispiegare intelligenza artificiale per l’impresa su hardware Apple è diventato improvvisamente una scelta ovvia&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Attraverso una breve ed esaustiva storia del rapporto tra gli apparecchi Apple e le imprese, in pochi paragrafi si arriva rapidamente al punto di oggi: a livello di prestazioni per l’AI, un Mac Studio è superiore; per quanto riguarda la sicurezza, chiaramente lo sviluppo in locale è un fattore decisivo; rispetto ai costi, il panorama è cambiato rapidamente perché oggi si paga a token.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quindi si confrontano una struttura di sviluppo basata su elaborazione online, soggetta a un rischio sul costo dei token. Prevedere i consumi è difficile e prevedere l’andamento dei prezzi lo è ancora di più. C’è un consenso generale sul fatto che prima o poi i costi dell’inferenza (l’elaborazione del modello rispetto al prompt) scenderanno. Per il momento non fanno che aumentare e chi utilizza l’AI con saggezza e competenza tende a volerne sempre di più, ovvero ad aumentare i costi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In locale, c’è un tetto dato dal costo della macchina e poi, fine: i token hanno solo un costo di elaborazione locale, energia elettrica e tempo macchina, analogamente a quanto possono costare, che so, l’editing video o la modellazione tridimensionale. Il costo dell’inferenza su una macchina locale è risibile, quello nel cloud è alto e difficilmente prevedibile.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tradotto, un Mac Studio messo sotto su questo aspetto si ammortizza in pochissimo tempo. Per l’azienda diventa un &lt;em&gt;no-brainer&lt;/em&gt;, scrive Dediu, un’ovvietà:&lt;/p&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;La domanda non è più perché si dovrebbero usare computer Apple, ma perché non si dovrebbe.&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Due indizi non fanno ancora una prova (ne servirebbero tre). Iniziano a orientare un’idea.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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      <title>Voti perenni</title>
      <link>https://macintelligence.org/post/2026-09-03-voti-perenni/</link>
      <pubDate>Thu, 03 Sep 2026 17:34:57 +0100</pubDate>
      <guid>https://macintelligence.org/post/2026-09-03-voti-perenni/</guid>
      <description>&lt;p&gt;Un aneddoto da un preside, datato post-Covid, relativo a un istituto dell’hinterland milanese (oggi area metropolitana).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Antefatto: come non sapevo, i voti a scuola sono &lt;em&gt;perenni&lt;/em&gt;, nel senso che in linea di principio sono da conservare indefinitamente. L’idea mi piace molto; ho scoperto tempo fa che alcuni Comuni risolvono questioni di eredità o parentela grazie ai registri ecclesiastici, che risalgono in molti casi a molto prima dell’Unità d’Italia, spesso con maggiore precisione. Indipendentemente dall’opinione che si può avere sulla Chiesa, ho un’ottima opinione del valore storico, civico e culturale dei suoi registri.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Torno al punto. Alcune scuole hanno veramente un archivio delle valutazioni di tutti gli studenti. Non tutte le scuole; ci sono problemi di finanziamenti, di spazi, di dedizione, quelli che ci si può immaginare.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il preside con cui ho parlato prestava servizio in una di queste scuole virtuose, con l’archivio, nella quale è arrivata un giorno una tesista che cercava materiale relativo a un grande scrittore e drammaturgo nativo del luogo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Lui non era mai sceso nell’archivio. Un sotterraneo molto più grande del previsto, con tanti metri lineari di scaffalature.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Con sua sorpresa, l’incartamento dello scrittore è saltato fuori. Documenti tra novanta e cento anni fa, più o meno.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La tesista ha aperto il faldone e, con sorpresa generale, lo ha scoperto pieno di vermicelli, quelli che prosperano nei depositi di carta, dai musei in giù.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Avevo una nutrita serie di considerazioni a valle dell’aneddoto, ma non stanno nella pagina.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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      <title>Da cosa nasce cosa?</title>
      <link>https://macintelligence.org/post/2026-09-02-da-cosa-nasce-cosa/</link>
      <pubDate>Wed, 02 Sep 2026 18:43:16 +0100</pubDate>
      <guid>https://macintelligence.org/post/2026-09-02-da-cosa-nasce-cosa/</guid>
      <description>&lt;p&gt;La figlia secondogenita ha costruito quello che lei chiama il &lt;em&gt;planetario&lt;/em&gt;: un cilindro di cartoncino nero e maschere dello stesso cartoncino dove su un lato ha disegnato le costellazioni e, in base alla posizione delle stelle, ha bucato il cartoncino. Fa il buio in stanza, mette la maschera davanti al cilindro, dall’altra parte punta una luce &lt;em&gt;et voilà&lt;/em&gt;, sulla parete appare la costellazione.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La figlia secondogenita ha scoperto come costruirsi il &lt;em&gt;planetario&lt;/em&gt; da YouTube.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non l’abbiamo aiutata in alcun modo: ha fatto tutto da sola per mostrarci orgogliosa il risultato una volta finito. Infatti le maschere sono a volte appena più piccole del necessario, i buchi sono approssimativi. Ma funziona e lei sprizza orgoglio e felicità.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Si interessa alle stelle da quando, un’estate, abbiamo passato un po’ di tempo a &#xA;&lt;a href=&#34;https://macintelligence.org/post/2024-08-11-e-infine-uscimmo/&#34; target=&#34;_blank&#34; rel=&#34;noopener&#34;&gt;guardare il cielo con Star Walk 2&lt;/a&gt; su iPhone.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se racconto che ha lavorato il cartoncino tutta da sola e si è fatta il suo planetario, ah che brava, che stellina, come cresce bene, dovete essere contenti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se racconto che ha trovato istruzioni su YouTube e ha scoperto le costellazioni con una app, attenti agli schermi che sono pericolosi, quelle cose fanno male, ma così piccola deve andarci piano, gli smartphone danneggiano il cervello.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Giuro che nessuno dei commenti è inventato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E la gente passa il tempo a pensare dentro queste camere blindate che sono diventate le loro teste, suddivise in compartimenti stagni, digitale uguale dannazione eterna e lavoretti uguale sviluppo armonioso e naturale.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;A nessuno più viene in mente che le cose sono tutte collegate, che non esistono mondi separati davanti a un interesse, che una bambina come tantissime altre, con un pochino di accompagnamento e un pochino di misura delle cose, utilizza tutti gli strumenti che ha a disposizione, senza farsi domande manichee e lasciando andare il cartoncino quando serve, così come spegnendo iPhone quando è opportuno.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Senza quella serata con Star Walk 2 avrebbe mai avuto voglia di cercare un tutorial per farsi il planetario? Forse sì, forse no. Certo non ho i sensi di colpa per averle trasmesso un interesse. Ché a Cassiopea arrivavo anche senza la app. Ma quella che la appassiona di più è il Cigno e avevo delle difficoltà.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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      <title>Un uomo solo al comando</title>
      <link>https://macintelligence.org/post/2026-09-01-un-uomo-solo-al-comando/</link>
      <pubDate>Tue, 01 Sep 2026 13:54:02 +0100</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Negli ultimi trent’anni Apple ha avuto tre amministratori delegati. Il terzo, da poche ore.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Di Tim Cook si è scritto all’inverosimile e non mancheranno paginate di analisi, numeri, giudizi. Vorrei solo riprendere un paragrafo dal &#xA;&lt;a href=&#34;https://9to5mac.com/2026/08/31/read-tim-cooks-full-memo-to-apple-employees-on-his-last-day-as-ceo/&#34; target=&#34;_blank&#34; rel=&#34;noopener&#34;&gt;memorandum interno&lt;/a&gt; che ha inviato ai dipendenti:&lt;/p&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;C’è qualcosa di veramente speciale in Apple. Ciò di cui vado più orgoglioso non potrebbe mai trovarsi in un bilancio annuale. Questo posto è la prova che la cultura trionfa su tutto. Condividiamo la convinzione che ciò che costruiamo conta e che abbiamo sia l’opportunità sia responsabilità di lasciare il mondo meglio di come lo abbiamo trovato. Questo scopo è parte di quanto rende straordinario questo luogo. Apple aiuta a coltivarlo, ma credo che vivesse in voi ben prima del vostro arrivo qui. È ciò che vi ha portato in questa azienda e che continua a sostenere il lavoro che svolgete ogni giorno. Abbiamo creato insieme qualcosa di molto più grande di quanto chiunque di noi avrebbe potuto immaginare o conseguire da solo. E questo è il segreto del nostro successo. Tiriamo fuori il meglio che hanno gli altri attorno a noi. Ci eleviamo a vicenda. Abbiamo reso possibile lasciare la nostra “tacca nell’universo,” come una volta l’ha definita Steve, in virtù di chi siamo e di ciò in cui crediamo, grazie a quello cui diamo valore e a come vediamo il mondo. Quanto siamo fortunati. Quanto sono fortunato.&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Cook lascia una azienda in ordine, con conti stellari, a un nuovo amministratore delegato designato da anni, scelto di comune accordo all’interno dell’azienda, con competenze straordinarie, con esperienza di Apple, che ha avuto modo di prepararsi al suo compito e avrà comunque il supporto del CEO uscente, che continua il proprio lavoro e affiancherà la nuova guida sui dossier che meglio lo suggeriscono.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Credo sia difficile preparare una transizione meglio di così.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Fuori dal dato professionale, do credito a Cook per tutt’altro: ricollocato fuori da Apple, è un manifesto straordinario per i nostri tempi. Quello che facciamo conta, la cultura trionfa su tutto, tiriamo fuori il meglio degli altri attorno a noi, ci eleviamo a vicenda. Apple come catalizzatrice, perché tutto era già dentro le persone.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La critica su Cook inquadra un mezzo burocrate, bravissimo nell’organizzazione, privo di idee innovative, dedito solo a rastrellare profitti e disattento nel garantire il livello di qualità e di superiorità cui ci siamo abituati, che ha cambiato Apple da avamposto dell’innovazione e del mondo da cambiare una persona alla volta, a indifferente macchina succhiasoldi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Dico che questo passaggio dal suo memo è ciò di più controcorrente, alternativo, sovversivo, controverso, incendiario e scomodo abbia potuto leggere da molto tempo. No? Proviamo a citarlo nelle aziende, nelle scuole, nelle organizzazioni, nei consigli di amministrazione e in quelli comunali, nelle riunioni di condominio, nella coppia, nelle pizzate, in gita prima o dopo la presentazione delle pentole, in campeggio, in oratorio, al centro sociale, al circolo delle bocce, in redazione, in negozio. Son poco curioso, perché so che cosa aspettarmi, ahimé.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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      <title>Bassa tensione</title>
      <link>https://macintelligence.org/post/2026-08-31-bassa-tensione/</link>
      <pubDate>Mon, 31 Aug 2026 17:03:00 +0100</pubDate>
      <guid>https://macintelligence.org/post/2026-08-31-bassa-tensione/</guid>
      <description>&lt;p&gt;Non vogliamo chiudere agosto con un giochino che magari dice bene per la spesa energetica autunno/invernale?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ecco &#xA;&lt;a href=&#34;https://wirespan.app/&#34; target=&#34;_blank&#34; rel=&#34;noopener&#34;&gt;Wirespan&lt;/a&gt;: una centrale elettrica e case sparse. L’obiettivo è erigere (con un click) tralicci che colleghino la centrale alle case. Il traliccio si connette automaticamente a qualunque cosa collegabile (la centrale, uno o più tralicci, una o più case) nel raggio di due caselle. Per cambiare idea e togliere un traliccio, serve un click.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;C’è anche un obiettivo qualitativo. La produzione della centrale è fissa; più efficiente è la rete, maggiore è la potenza che arriva alle case. Quindi bisogna creare la rete più corta possibile, che naturalmente serva tutte le utenze. A volte ci sono ostacoli naturali nell’area, che ovviamente la cablatura può superare, a patto però che i tralicci siano disposti con sagacia. L’output finale della rete concorre alla valutazione e al punteggio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una griglia al giorno leva la tensione di torno. Già buono per domani, che è il primo settembre e si annuncia una giornata elettrica…&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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      <title>L’Europa non è un Paese per piccoli</title>
      <link>https://macintelligence.org/post/2026-08-30-l-europa-non-e-un-paese-per-piccoli/</link>
      <pubDate>Sun, 30 Aug 2026 14:52:56 +0100</pubDate>
      <guid>https://macintelligence.org/post/2026-08-30-l-europa-non-e-un-paese-per-piccoli/</guid>
      <description>&lt;p&gt;L’Europa Unita: una buona idea.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Unificare le normative in Europa: una buona idea.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Introdurre una normativa per cui chi in Europa spedisce pacchi con intenti commerciali deve preoccuparsi di osservare regole sull’impatto ambientale: buona idea.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Mandare in vacca le buone idee con una applicazione pratica tragicomica: triste abitudine.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Forse qualcuno deve ancora sapere che in Europa opera &#xA;&lt;a href=&#34;https://lectronz.com&#34; target=&#34;_blank&#34; rel=&#34;noopener&#34;&gt;Lectronz&lt;/a&gt;, un &lt;em&gt;marketplace per maker&lt;/em&gt;, inteso per creatori di hardware open source. Attualmente il marketplace ospita trecentoventisei venditori e ha dato seguito seguito a più di diciottomila vendite.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Questi venditori ricavano ovviamente dei profitti, ma sono principalmente appassionati, con capacità ridotte di produzione e un pubblico di compratori ristretto, ad altri appassionati. Sul blog di Lectronz &#xA;&lt;a href=&#34;https://lectronz.com/u/lectronz/articles/how-europe-is-killing-makers-and-micro-entrepreneurs&#34; target=&#34;_blank&#34; rel=&#34;noopener&#34;&gt;si legge che&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Qualcuno guadagna di che vivere. Alcuni vendono una manciata di schede ogni anno. Altri costruiscono dieci unità semplicemente perché hanno fatto qualcosa di utile e vogliono condividerlo con la comunità. Una di queste attività diventa occasionalmente un successo commerciale. Qualsiasi Arduino inizia da qualche parte.&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Che fa l’Europa?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Armonizza la legislazione su tutti i ventisette Paesi dell’Unione e poi lascia a ciascuno l’implementazione. Succede che ogni Stato &lt;em&gt;abbia le sue regole e le sue tariffe di iscrizione al nuovoo regime&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Più chiaro: vuoi vendere una schedina USB da venti euro in Francia? Devi registrarti e pagare le relative tasse in Francia. Vendi anche in Germania? Va fatto pure lì. Belgio? Anche. Vuoi vendere in ventisette Paesi? Devi affrontare ventisette procedure e pagare ventisette volte.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Senza contare il tempo per soddisfare le burocrazie, sono ventisette tasse di registrazione ogni anno, per potenziali migliaia di euro. Lectronz fa un resoconto per Austria, Belgio, Francia e Germania: siamo nell’intorno di millecentocinquanta euro l’anno, per quattro Stati. Nel mancano ventitré. Si tratta di una cifra risibile per le grandi aziende con un volume di affari consistente e un ufficio amministrativo dedicato, mentre ammazza un artigiano geniale con la voglia di giocare con l’elettronica.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Vendere cinquanta delle schede USB di cui sopra non coprirebbe neanche la burocrazia. Per arrivare a un modesto profitto bisogna che le vendite siano duecento, trecento. Se poi si vuole sbarcare anche in Danimarca, i costi burocratici aumentano. Finisce che la schedina uno fa a meno di venderla.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;A chi pensa che Lectronz sia un nido di speculatori, va detto che il marketplace applica una commissione del cinque percento sulle transazioni. Le prime cinque transazioni sono senza commissione, per incoraggiare l’uso del marketplace e dare il benvenuto ai nuovi creatori. Secondo il blog, nel 2026 Lectronz ha incassato l’equivalente di un &lt;em&gt;modesto stipendio&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;È ancora presto per dire quale sarà l’assetto finale, perché la decisione europea è del dodici di agosto e, come di consueto, ci si interroga su che cosa e quando succederà in più di uno Stato. Certo che, per una organizzazione che mirava a dichiararsi l’area economica più dinamica del mondo, perfino con i chiari di luna (e di lunatici) attuali conviene di più lavorare da un garage nel Wyoming che da uno in Lussemburgo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La minaccia, dice Lectronz, è uccidere con dolcezza l’innovazione. Un modulo per volta, una firma ogni tanto. Da europeo e poi anche da italiano, non stento a crederci.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
    </item>
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      <title>L’odore del pane tostato al mattino</title>
      <link>https://macintelligence.org/post/2026-08-29-l-odore-del-pane-tostato-al-mattino/</link>
      <pubDate>Sat, 29 Aug 2026 16:41:21 +0100</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;C’è chi parla della conservazione del software e c’è chi agisce con eleganza, con capacità e con l’universalità dell’accesso.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il programmatore che quest’estate &#xA;&lt;a href=&#34;https://macintelligence.org/post/2026-07-13-in-cima-alla-pila/&#34; target=&#34;_blank&#34; rel=&#34;noopener&#34;&gt;ha creato il player Stacks&lt;/a&gt; per vedere oggi quanto creato quarant’anni fa con HyperCard e di recente ha allietato i cuori dei nostalgici del salvaschermo Lunatic Fringe &#xA;&lt;a href=&#34;https://macintelligence.org/post/2026-07-14-ci-vuole-il-modulo/&#34; target=&#34;_blank&#34; rel=&#34;noopener&#34;&gt;tramite la app Lunacy&lt;/a&gt;, ha completato questa simbolica trilogia con &#xA;&lt;a href=&#34;https://morphing.cloud/afterglow/&#34; target=&#34;_blank&#34; rel=&#34;noopener&#34;&gt;Afterglow&lt;/a&gt;, un riproduttore dei moduli salvaschermo di After Dark, a partire ovviamente dai mitici tostapani volanti di Flying Toasters, oramai un elemento fondante della cultura pop.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Afterglow sta attento a preservare la velocità originale dei moduli (nelle emulazioni c’è spesso un problema di lentezza o frenesia di esecuzione) e ha portato l’installazione dei moduli sull’interfaccia più semplice possibile: nella pagina di apertura della app c’è un riquadro nel quale trascinare i moduli di After Dark desiderati.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;I moduli originali, compilati per i 68k dei Mac di quel tempo, non c’è nessun problema.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il legittimo (se appropriato, dopo tutti questi anni, è un altro discorso) rispetto del copyright fa sì che Afterglow non possa né voglia contenere di suo i moduli: sta all’utilizzatore recuperarli dai suoi vecchi dischi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per fortuna una organizzazione che si occupa di conservazione del software qualche ordine di grandezza più in alto, Internet Archive, mette a disposizione gran parte dei moduli creati per After Dark, sia versione dopo versione, sia per genere. After Dark aveva creato un sottomercato sorprendente di salvaschermo a tema.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Con saggezza, un altro riquadro nella pagina di apertura di Afterglow porta direttamente alla pagina rilevante di Internet Archive e non c’è altro da dire.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Universal Binary, buono per Intel, buono per Apple Silicon, presumibilmente funzionante per almeno una decina di anni da oggi. Costo: assente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ho provato, installato, attivato il salvaschermo di sistema: l’esperienza è praticamente perfetta, i vecchi moduli di After Dark 1.0 fanno tenerezza eppure testimoniano la potenza di una creatività che aspettava solo un po’ più di colore e di risoluzione per dispiegarsi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Meno allarmi per la conservazione del software, più maniche rimboccate. Si crei piuttosto un fondo che finanzia l’adeguamento di vecchi software da parte dei programmatori indipendenti, con vincoli di qualità. E invece dei musei con le macchine spente, vogliamo musei con le macchine accese; e fuori dai musei, emulatori, riproduttori, adeguamenti della base del codice, per conservare in direzione del progresso. Volendo, Afterglow si installa come modulo di salvaschermo su macOS: la carica dei tostapani da sistema, come nel millenovecentonovanta. Possiamo parlare di software, di retrocomputing, di vintage; in una situazione come questa, io parlo di cultura.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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      <title>Future configurazioni</title>
      <link>https://macintelligence.org/post/2026-08-28-future-configurazioni/</link>
      <pubDate>Fri, 28 Aug 2026 14:37:13 +0100</pubDate>
      <guid>https://macintelligence.org/post/2026-08-28-future-configurazioni/</guid>
      <description>&lt;p&gt;Dice &#xA;&lt;a href=&#34;https://macintelligence.org/tags/misterakko/&#34; target=&#34;_blank&#34; rel=&#34;noopener&#34;&gt;MisterAkko&lt;/a&gt;, il quale se ne intende, ci lavora, ci fa lavorare sviluppatori, che su un odierno &#xA;&lt;a href=&#34;https://www.apple.com/it/mac-studio/&#34; target=&#34;_blank&#34; rel=&#34;noopener&#34;&gt;Mac Studio&lt;/a&gt; con M5 Ultra e Ram massimizzata a cinquecentododici gigabyte di Ram si può fare girare in locale la versione &lt;em&gt;di mezzo&lt;/em&gt; di &#xA;&lt;a href=&#34;https://z.ai/blog/glm-5.3&#34; target=&#34;_blank&#34; rel=&#34;noopener&#34;&gt;GLM&lt;/a&gt; e che, per avere in locale la versione &lt;em&gt;full&lt;/em&gt;, servirebbero ottocentosessanta giga.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Dico io, da semplice utilizzatore e curioso che a livello di implementazione si è fermato all’esplorazione, che a fine duemilaventisette (probabilità tipo cinquanta percento) o a fine duemilaventotto (probabilità tipo ottanta percento) avremo un Mac Studio (o succedaneo equivalente) con un terabyte di Ram, capace di operare in locale con un LLM &lt;em&gt;open-weight&lt;/em&gt; a piena potenza, senza più alcuna dipendenza fissa da un motore remoto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;All’oggi, si può dire che un Mac Studio è la macchina ideale per fare cose significative con gli LLM in locale. E un Mac mini è la macchina, ragionevolmente economica, per avvicinarsi a questo risultato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ci sono altri sistemi venduti da Nvidia e altri, ma per affidabilità ed esperienza di utilizzo, nonché probabilmente di esperienza complessiva di utilizzo, non ci sono alternative vere e massicce a Mac.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Questo dovrebbe dire molto rispetto ai risultati della strategia di Apple di controllare in proprio la produzione dei suoi processori e avere la massima integrazione tra hardware e software.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un Mac Studio con un tera di Ram, tra uno o due anni, costerà quasi come un SUV ed evidentemente non sarà accessibile a chiunque, tutt’altro. Neanche Apple però può fare miracoli.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;C’è invece un’ultima domanda da porsi, interessante: che cosa succederà, nel momento in cui la Ram per fare funzionare gli LLM sarà dentro le macchine singole, a chi oggi sta facendo incetta di Ram per datacenter che, in prospettiva, perderanno un numero consistente di collegamenti.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
    </item>
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      <title>Prendere Notes</title>
      <link>https://macintelligence.org/post/2026-08-27-prendere-notes/</link>
      <pubDate>Thu, 27 Aug 2026 20:08:55 +0100</pubDate>
      <guid>https://macintelligence.org/post/2026-08-27-prendere-notes/</guid>
      <description>&lt;p&gt;Il motivo del venire meno alla regola di parlare solo di cose che già sono utilizzabili è che l’annuncio di Federico Viticci è davvero troppo ghiotto: il &#xA;&lt;a href=&#34;https://x.com/viticci/status/2092991200697422201&#34; target=&#34;_blank&#34; rel=&#34;noopener&#34;&gt;controllo completo di Notes via Terminale&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;blockquote class=&#34;twitter-tweet&#34;&gt;&lt;p lang=&#34;en&#34; dir=&#34;ltr&#34;&gt;I built the ultimate Apple Notes CLI.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Apple never made a real API for Notes. So, I reverse-engineered one. NotesCTL covers ALL the features of the Notes app. &lt;br&gt;&lt;br&gt;NotesCTL can:&lt;br&gt;&lt;br&gt;- Create notes with support for every element. Tags, rich links, attachments, checklists, headings,… &lt;a href=&#34;https://t.co/dRBbbFnsqE&#34;&gt;pic.twitter.com/dRBbbFnsqE&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&amp;mdash; Federico Viticci (@viticci) &lt;a href=&#34;https://x.com/viticci/status/2092991200697422201?ref_src=twsrc%5Etfw&#34;&gt;August 27, 2026&lt;/a&gt;&lt;/blockquote&gt; &lt;script async src=&#34;https://platform.x.com/widgets.js&#34; charset=&#34;utf-8&#34;&gt;&lt;/script&gt;&#xA;&lt;p&gt;Come dice Viticci, Apple non fornisce agganci agli sviluppatori per controllare Notes dal Terminale, così li ha retroingegnerizzati lui.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La lista delle funzioni di NotesCTL, così si chiama l’aggeggio, è impressionante e praticamente completa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sono entusiasta perché amo Note ma trovo la sua interfaccia pesante e involuta. Da Terminale sarebbe, sarà tutta un’altra vita.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Al momento il primo test è accessibile solo agli iscritti al club dei lettori di MacStories, ma la promessa è di software open source il mese prossimo. Non sarà magari il primo di settembre, però il mese prossimo è vicino.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Conoscendo l’autore, NotesCTL avrà davvero potenziale di utilizzo; su queste cose Apple ha iniziative interessanti, solo che si fermano tipicamente a metà sviluppo oppure a metà vita, poi spariscono o vengono dimenticate.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Prendere nota ora e prendere NotesCTL appena possibile.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>Iperpeccato</title>
      <link>https://macintelligence.org/post/2026-08-26-iperpeccato/</link>
      <pubDate>Wed, 26 Aug 2026 20:04:11 +0100</pubDate>
      <guid>https://macintelligence.org/post/2026-08-26-iperpeccato/</guid>
      <description>&lt;p&gt;Una delle grandi svolte della civiltà è stata la replicabilità del testo. Gli innumerevoli amanuensi che hanno consumato vista e salute per produrre copie dei capolavori delle culture antiche stanno tra i giganti sopra i quali poggiamo come i proverbiali nani. (Qui entra in ballo qualcuno a magnificare le superiori capacità di conservazione della carta. Viene accompagnato con gentilezza e complimenti verso la rupe più prossima).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E poi ovviamente i caratteri mobili. Più avanti, le memorie elettromagnetiche, poi elettroniche, con tutti gli apparati necessari di conservazione e riproduzione. La replicabilità del testo è un problema superato (così come la sua conservazione, a patto di fare backup e aggiornare i media).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La frontiera successiva, per forza, diventava trovare forme superiori di fruizione di tutto il testo creato, sempre più facile da creare, sempre più replicabile, sempre più conservabile.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Questa ulteriore svolta si è tradotta nell’invenzione dell’ipertesto e del World Wide Web. Fili immaginari che congiungono documenti con un punto in comune.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per quanto il web si sia evoluto in trent’anni, nel grande schema delle cose resta una versione uno punto qualcosa. I collegamenti tra documenti sono una nuova dimensione, letteralmente. Solo che mancano tante cose, a cui ancora non abbiamo saputo trovare una implementazione plausibile e scalabile sulle dimensioni paurose del web attuale. Un esempio tra i tanti: abbiamo link a senso unico. Posso linkare un’altra pagina web ma, se uso il link, non ho un link che mi riporti indietro (Qui entra in ballo qualcuno a ricordare che i browser hanno il tasto Indietro. Viene accompagnato con tutti gli onori al grand tour della betoniera nel cantiere dove scavano le fondamenta di un palazzo sotto cui nessuno scaverà per i prossimi cento anni).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Oppure le microtransazioni. Come faccio a far pagare un millesimo di euro a capitolo le letture del mio libro online? Oggi, semplicemente, non c’è modo. Eccetera.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il &#xA;&lt;a href=&#34;https://macintelligence.org/post/2024-01-08-la-terza-invenzione/&#34; target=&#34;_blank&#34; rel=&#34;noopener&#34;&gt;progetto Xanadu&lt;/a&gt; di Ted Nelson puntava altissimo e voleva portarci il vero ipertesto, sviluppato in ogni sua possibilità.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non ce l&amp;rsquo;ha fatta. Troppo lo sforzo progettuale, innumerevoli gli ostacoli, immenso il distacco tra la progettazione e l&amp;rsquo;infrastruttura.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tuttavia esistono tracce pubbliche del lavoro (principalmente) di Nelson, come questa &#xA;&lt;a href=&#34;https://www.xanadu.net/XanaduSpace/btf.htm&#34; target=&#34;_blank&#34; rel=&#34;noopener&#34;&gt;descrizione di Xanadu Space&lt;/a&gt;. L’abstract dice tutto:&lt;/p&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Altri imitano la carta (Word, Acrobat) e il mondo tridimensionale costante in cui viviamo (realtà virtuale). Il nostro sistema cerca invece di creare documenti migliori della carta in uno spazio migliore di quello reale.&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;La lettura è raccomandata, ma non necessaria. Un’occhiata alle figure è più che sufficiente a dare un’idea di dove Nelson voleva arrivare. Ùn peccato che sia andato a sbattere contro un muro di nulla, ma una gemma splendente il suo tentativo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Oggi l’attenzione è interamente concentrata sulla ruminazione del testo ma chissà, domani sorgerà qualche genio di cui oggi non abbiamo nozione. E finalmente ci rimetteremo a pensare su come incarnare il testo in uno spazio nuovo, con una nuova idea di tempo.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>Il dito nell’occhio</title>
      <link>https://macintelligence.org/post/2026-08-25-il-dito-nell-occhio/</link>
      <pubDate>Tue, 25 Aug 2026 19:15:45 +0100</pubDate>
      <guid>https://macintelligence.org/post/2026-08-25-il-dito-nell-occhio/</guid>
      <description>&lt;p&gt;Posto di avere figli che facciano scienze a scuola, dovrebbero studiare la Luna sul libro con le fotine a francobollo e le informazioni obsolete oppure, magari in collaborazione con l’insegnante di inglese giusto per non restare schiavi della traduzione automatica, oppure consultare un &#xA;&lt;a href=&#34;https://ciechanow.ski/moon/&#34; target=&#34;_blank&#34; rel=&#34;noopener&#34;&gt;sito dedicato all’argomento&lt;/a&gt;?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;No, per dire, mai successo di lasciarsi scappare in macchina che la Luna mostra verso noi sempre lo stesso emisfero e sentirsi arrivare da dietro un &lt;em&gt;perché?&lt;/em&gt; e cercare di cavarsela a voce cercando intanto di stare attento alla guida, in lotta con un intervallo di attenzione misurabile in secondi?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Disporre di una animazione interattiva probabilmente funzionerebbe meglio, anche visto che io lo so, ma saperlo spiegare in modo convincente per la scuola primaria, ecco, potrei fare meglio e sarei io il primo a provarla, l’animazione interattiva.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma si preferisce guardare il dito che indica e magari piantarselo nell’orbita pur di non vedere. E vietiamo i cellulari, dai, per il bene della gioventù.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
    </item>
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      <title>Fuori la fibra</title>
      <link>https://macintelligence.org/post/2026-08-24-fuori-la-fibra/</link>
      <pubDate>Mon, 24 Aug 2026 18:38:11 +0100</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Tornare dal mare è sempre ripensare a quei momenti magici tra le onde e il solleone, dove è domenica pomeriggio e provi a guardare il meteo sul telefono e la banda è talmente satura che le tacche sono piene ma non arriva uno straccio di bit che è uno.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nel frattempo, in Francia la copertura in fibra del territorio &#xA;&lt;a href=&#34;https://cartefibre.arcep.fr/index.html?lng=3&amp;amp;lat=46.44738257775879&amp;amp;zoom=7.105289564260531&amp;amp;mode=normal&amp;amp;legende=true&amp;amp;filter=true&amp;amp;trimestre=2026T1&#34; target=&#34;_blank&#34; rel=&#34;noopener&#34;&gt;sfiora il novantacinque percento&lt;/a&gt;. Non ho voglia di fare ricerca capillare, ma pare, si dice, Google lascia intendere che in Italia siamo a circa l’ottanta percento.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Anche con un fisico bestiale, un Paese sfibrato fa fatica. Quando arriverà il giorno in cui daremo la connessione per scontata, come abbiamo imparato a fare per la luce o l’acqua corrente?&lt;/p&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>Astratto e più astratto</title>
      <link>https://macintelligence.org/post/2026-08-23-astratto-e-piu-astratto/</link>
      <pubDate>Sun, 23 Aug 2026 01:15:54 +0100</pubDate>
      <guid>https://macintelligence.org/post/2026-08-23-astratto-e-piu-astratto/</guid>
      <description>&lt;p&gt;Doom è un programma che &#xA;&lt;a href=&#34;https://macintelligence.org/tags/doom/&#34; target=&#34;_blank&#34; rel=&#34;noopener&#34;&gt;viene fatto girare negli hardware più impensati&lt;/a&gt;. emacs è un programma dentro il quale girano i sottoprogrammi più impensati.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Segue a dimostrazione una disamina di &#xA;&lt;a href=&#34;https://monadicsheep.org/blog/an-introduction-to-canvas-in-emacs.html&#34; target=&#34;_blank&#34; rel=&#34;noopener&#34;&gt;Canvas su emacs&lt;/a&gt;, non nel senso che ha in Html ma nei termini di ambiente che rende possibile disegnare nel Terminale.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Devo ancora digerirlo tutto, confesso, perà mi piaceva troppo come idea e le schermate mostrate sono notevoli.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Oltretutto, una realizzazione supplementare su emacs chiama sempre in causa il Lisp interno e il divertimento è doppio, così come l’apprendimento per chi senta la voce mistica.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sulla tela, per così dire, di Canvas in emacs si possono dipingere astrazioni in punta di codice.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>Il trionfo della negatività</title>
      <link>https://macintelligence.org/post/2026-08-22-il-trionfo-della-negativita/</link>
      <pubDate>Sat, 22 Aug 2026 15:45:53 +0100</pubDate>
      <guid>https://macintelligence.org/post/2026-08-22-il-trionfo-della-negativita/</guid>
      <description>&lt;p&gt;&lt;em&gt;Long Story Short&lt;/em&gt;, &#xA;&lt;a href=&#34;https://macintelligence.org/post/2026-08-18-i-periodi-per-giocare/&#34; target=&#34;_blank&#34; rel=&#34;noopener&#34;&gt;svelato pochi giorni fa&lt;/a&gt;, era solo l’antipasto di un ipotetico menu post-&lt;em&gt;Wordle&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La portata principale è &#xA;&lt;a href=&#34;https://dontwordle.com&#34; target=&#34;_blank&#34; rel=&#34;noopener&#34;&gt;Don&amp;rsquo;t Wordle&lt;/a&gt;: il tributo massimo al gioco che si basa sulla negazione del principio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Si gioca come in &lt;em&gt;Wordle&lt;/em&gt;, ma l’obiettivo è riuscire ad arrivare in fondo ai tentativi &lt;em&gt;senza indovinare la parola&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sparare vocaboli a casaccio è impedito dalle regole. Quando indoviniamo involontariamente lettera giusta al posto giusto, &lt;em&gt;dobbiamo&lt;/em&gt; riutilizzarla dove sta; quando è lettera giusta al posto sbagliato, dobbiamo continuare a giocarla, in un’altra posizione; per finire, &lt;em&gt;in cauda venenum&lt;/em&gt;, non si possono più usare le lettere che abbiamo scoperto mancare nella parola.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il gioco visualizza il numero di parole ancora possibili; se scende a zero, abbiamo perso. Se indoviniamo sfortunatamente la parola, abbiamo perso.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un aiuto aggiuntivo arriva dalla disponibilità di cinque &lt;em&gt;undo&lt;/em&gt;. Se un tentativo elimina troppe parole possibili, si può annullarlo e ripartire cercando una parola alternativa che faccia meno danni. Una delle tattiche consiste nel cercare di capire quale sia la parola da evitare, avvicinandosi senza completarla, e poi con gli &lt;em&gt;undo&lt;/em&gt; tornare a un momento in cui è possibile allontanarsene.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una cosa sicura è che, qualsiasi sentimento suscitasse &lt;em&gt;Wordle&lt;/em&gt;, giocare a rovescio lo restituisce amplificato.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>Viva la restaurazione</title>
      <link>https://macintelligence.org/post/2026-08-21-viva-la-restaurazione/</link>
      <pubDate>Fri, 21 Aug 2026 01:28:08 +0100</pubDate>
      <guid>https://macintelligence.org/post/2026-08-21-viva-la-restaurazione/</guid>
      <description>&lt;p&gt;Avere progetti per l’estate può anche essere un lusso. Lusso ancora più grande se il progetto per l’estate è &#xA;&lt;a href=&#34;https://www.thebyteattic.com/2026/08/the-immortal-macintosh-restoration-diary.html&#34; target=&#34;_blank&#34; rel=&#34;noopener&#34;&gt;restaurare un Macintosh&lt;/a&gt;. Il pezzettino di retrocomputing vivo che mi piace è questo:&lt;/p&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;L’obiettivo era ripristinare un Macintosh 128K (1984) per esporlo e usarlo quotidianamente in ufficio per scopi didattici e intrattenimento e relax per i collaboratori.&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;C’è tuttavia una contraddizione nascosta in questo intento, che pone una sfida: il Macintosh originale, pure un traguardo tecnologico di primo piano per la sua epoca, non era realmente usabile, con troppa poca memoria, un singolo lettore di floppy e l’impossibilità di aggiornarlo con più memoria o un disco rigido.&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Fortunatamente ho individuato un compromesso tra rilevanza storica e possibilità di fare davvero qualcosa con il computer: ho ottenuto un Macintosh Plus originale che il proprietario originale aveva trasformato in Macintosh Plus nel 1986. Il risultato è comunque vintage, ma con un megabyte di memoria e una porta SCSI. Abbastanza per supportare una libreria di giochi adeguata per il mio scopo di partenza.&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;La tecnicalità, peraltro soddisfatta alla nausea nella trattazione, mi interessa meno del concetto di partenza: retrocomputing con un piede, se non nel presente, in un passato sufficientemente raggiungibile da rappresentare ancora un interesse concreto, opposto al reperto museale morto e in mostra per posteri che prendono atto e passano oltre.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Oltre che una spiegazione capillare di tutto il lavoro, il post trabocca di ottime fotografie. Piacere visivo e non solo sforzo di lettura.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Avevi un progetto per l’estate? Ne hai uno in corso? Ne avrai uno, dato che l’estate è certo avanzata, ma tutt’altro che finita? La restaurazione, quando parliamo di Macintosh d’epoca beninteso, mi piace un sacco da vedere.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>In cerca di equilibrio</title>
      <link>https://macintelligence.org/post/2026-08-20-in-cerca-di-equilibrio/</link>
      <pubDate>Thu, 20 Aug 2026 14:18:33 +0100</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Da qualche parte abbiamo una livella?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Certo. Ne abbiamo una tutti.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Scusa, ma dove si trova?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;em&gt;È la app che si chiama Metro.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Veramente mi servirebbe una livella.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Metro è una scelta particolarmente infelice di localizzazione italiana della app Measure (anch’esso forse migliorabile).&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ok, ma la livella?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Apri Metro e trovi una voce Livella tra le scelte in basso.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma è brillante! Bello che l’abbiano aggiunta al nuovo sistema.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;em&gt;In realtà la abbiamo dal 2018, con iOS 12.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E perché nessuno lo dice? Chissà quante cose utili ci sono che non si conoscono!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Diciamo che sono apparecchi con potenziale maggiore di quello che appare e che imparare a usarli bene, nonché scoprirne utilizzi inaspettati, è una risorsa. Senza parlare di come lo scripting e la programmazione possono ampliarne significativamente le capacità.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Oggi su Facebook una ha scritto che gli smartphone sono come il &#xA;&lt;a href=&#34;https://www.marionegri.it/magazine/fentanyl-cos-e-la-droga-degli-zombie-e-quali-sono-gli-effetti&#34; target=&#34;_blank&#34; rel=&#34;noopener&#34;&gt;Fentanyl&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Probabilmente è una che consuma molto Fentanyl.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>Minori a rischio</title>
      <link>https://macintelligence.org/post/2026-08-19-minori-a-rischio/</link>
      <pubDate>Wed, 19 Aug 2026 00:11:26 +0100</pubDate>
      <guid>https://macintelligence.org/post/2026-08-19-minori-a-rischio/</guid>
      <description>&lt;p&gt;È ora di parlare con chiarezza dei danni che l&amp;rsquo;uso di hardware e software apporta ai minori, anche se si sovrapporranno altri piani di lettura.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Pensare al problema che nella società di oggi, proibisci quello, vieta quell’altro, gli schermi blu, le dopamine, le dipendenze, come se descrivessimo l’intero spettro della farmaceutica attraverso i disastri dell’abuso di oppiacei, dicevo, pensare a un padre che si azzarda a titolare &#xA;&lt;a href=&#34;https://tau.dev/2026/08/07/canon&#34; target=&#34;_blank&#34; rel=&#34;noopener&#34;&gt;Mia figlia di otto anni vuole costruire videogiochi&lt;/a&gt;:&lt;/p&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Le piace giocare i videogiochi, ma non è la stessa cosa. Sperimentare il mondo, perfino sconfiggerlo, è troppo passivo. Lei il mondo vuole costruirlo.&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un padre criminale che, d’altronde, quasi lombrosianamente esprime nuovamente le lacune della propria gioventù, che ora si riversano sulla prole:&lt;/p&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ho passato ore infinite a esplorare &#xA;&lt;a href=&#34;https://macintelligence.org/tags/mud/&#34; target=&#34;_blank&#34; rel=&#34;noopener&#34;&gt;MUD&lt;/a&gt;, &#xA;&lt;a href=&#34;https://en.wikipedia.org/wiki/TinyMUCK&#34; target=&#34;_blank&#34; rel=&#34;noopener&#34;&gt;MUCK&lt;/a&gt; e &#xA;&lt;a href=&#34;https://en.wikipedia.org/wiki/MUSH&#34; target=&#34;_blank&#34; rel=&#34;noopener&#34;&gt;MUSH&lt;/a&gt;, vasti mondi fatti solo di parole scritte in cui avventurarsi e socializzare.&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non solo passatempi arcani per pochi iniziati; è molto peggio di così. La rovina di questo adulto è iniziata a nove anni, quando ha incontrato &#xA;&lt;a href=&#34;https://macintelligence.org/tags/hypercard/&#34; target=&#34;_blank&#34; rel=&#34;noopener&#34;&gt;HyperCard&lt;/a&gt;. Ha perfino giocato a &#xA;&lt;a href=&#34;https://macintelligence.org/tags/myst/&#34; target=&#34;_blank&#34; rel=&#34;noopener&#34;&gt;Myst&lt;/a&gt;, avventura puramente punta e clicca, ancora più nefasta. Ma HyperCard? Un ambiente ipertestuale fondato sull’idea di schede collegabili tra loro in pile, contenente programmazione occulta, ideato quattro anni prima da un programmatore al termine di un viaggio a base di LSD…?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Qui devo effettuare un &lt;em&gt;push&lt;/em&gt;, aprire un discorso nel discorso. Perché ho scritto più e più volte, da nostalgico di HyperCard, agli altri nostalgici, che il futuro del concetto e del suo sviluppo stava nel web. Ecco, è una premessa per quanto arriva ora. Facciamo &lt;em&gt;pop&lt;/em&gt; e torniamo alla narrazione principale.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Prevarrà il senso di colpa, una sana autocritica a sopraggiunta maturazione anche a seguito di un ruolo genitoriale? Macché, la piaga è setticemica:&lt;/p&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Così ho costruito per lei un gioco nel quale lei può costruire giochi. Un mondo multigiocatore fatto di testo e immagini, con molte limitazioni e con un piccolo linguaggio di scripting, intenzionalmente non molto buono; un mondo dove lei possa prendere tutto e smontarlo per vedere come funziona. Io ho iniziato a imparare la scrittura di codice nei giochi in cui la visione del codice delle pagine web era una insegnante affidabile e io credo che lei meriti lo stesso.&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Come tante bambine maltrattate, ha avuto genitori problematici, magari maltrattati a loro volta. La catena non si riesce a spezzare e non c’è percezione del disastro, anzi:&lt;/p&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Alla ragazzina piace molto. Il genere di adulto che pratichi roleplaying o avventure testuali, o nutre nostalgia per l’epoca di telnet e del primo web, potrebbe ugualmente gradirlo.&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il padre degenere ha oltretutto messo lucidità nella sua follia e creato un ambiente che eredita e favorisce i comportamenti da lui stesso messi in atto al momento di provare a creare un gioco in HyperCard, a nove anni. Se ho capito bene, adesso ne ha tipo quarantasei. Sono già almeno due generazioni irrimediabilmente segnate dallo stigma digitale.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Dicevo, memore delle sue reazioni nel misurarsi con HyperCard a nove anni, ha costruito un ambiente che favorisce reazioni dello stesso genere. Il linguaggio di scripting ha come scopo la semplicità di scrittura e non l’efficienza, per esempio. Il suo obiettivo è&lt;/p&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;riprodurre la combinazione magica di libertà creativa e vincoli meccanici che su HyperCard hanno aperto gli occhi al giovane Nick.&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;In particolare, si osservi la deriva del pensiero:&lt;/p&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il linguaggio è progettato per essere frustrante in modi illuminanti. Una obiezione ragionevole è che insegni cattive abitudini di programmazione. Dalla mia esperienza di bambino, tuttavia, ciò che insegnerà davvero è il perché le buone abitudini sono buone e come i livelli di astrazione e espressibilità vengano costruiti uno sull’altro.&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non si fatica a cogliere il problema per una bambina di otto anni, sottoposta a questo ingiusto bombardamento di digitale:&lt;/p&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;La ragazza sta già costruendo cose interessanti con il linguaggio. A un certo punto si ritroverà infastidita dalle sue limitazioni. Ma a quel punto sarà capace di articolare le limitazioni stesse e immaginare modi in cui migliorarle. E sarà uno spartiacque. Quando passerà a un linguaggio di programmazione più ampio ed espressivo, capirà perché è meglio.&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;La struttura del mondo creato da questo irresponsabile è peculiare. Possiedono proprietà solo gli oggetti e non i giocatori; non esistono punti vita o ricchezze. È possibile inventare gli oggetti desiderati, i luoghi desiderati e le proprietà di cui questi godono. Ogni partecipante ha un proprio mondo; i mondi sono collegati, ma nessuno può prendere oggetti dal mondo di qualcun altro. Può &lt;em&gt;clonarli&lt;/em&gt; e portare i cloni nel proprio mondo. Ognuno può regolamentare l’ingresso di altri nel proprio mondo, ma non l’uscita. Ogni giorno si può chiedere al sistema la creazione di un nuovo oggetto in aggiunta a quelli che ognuno decide di creare in proprio. Eccetera.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ci sono ancora dubbi sul nocumento creato dall’informatica alle menti dei giovani e sulla necessità di proibire, limitare, allontanare questo tipo di minaccia? Nel dubbio, l’autore stesso riferisce di un commento di sua figlia:&lt;/p&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;So che cosa dovremmo fare! Dovremmo creare un oggetto che è un computer. E quando il tuo personaggio aziona il computer, sta giocando a questo gioco!&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il suo, di commento, in risposta, dovrebbe indurci tutti a una severa autocritica su come gli schermi dominano e danneggiano la nostra vita:&lt;/p&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Solo otto anni e già pensa che la ricorsione sia divertente.&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Naturalmente il rischio per i nostri ragazzi ha già iniziato a diffondersi. Con una email all’autore è possibile chiedere un invito per entrare nel gioco e chi lo riceve può invitare a sua volta. Chiaro che l’esortazione può solo essere una: tenere i nostri bambini lontani da queste pericolose incognite e, se proprio non ne possono fare a meno, che facciano coding a scuola, dove a otto anni su un foglio quadrettato e numerato possono ottenere figure di robottini colorando i quadratini con le giuste coordinate. In modo sicuro, vigilato e con il focus sulla loro crescita armonica. Altri bambini sono meno fortunati:&lt;/p&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il progetto è iniziato molti anni fa, prima che nascesse mia figlia. Amo i mondi virtuali e volevo provare a realizzarne uno. (Volevo inserire qui una sezione su tutte le funzioni che ho inserito nel gioco e non riguardano l’insegnamento della programmazione, ma la costruzione di un mondo amichevole, collaborativo e socializzatore fatto di testo. Però ho già scritto molto e magari ne farò un post separato).&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;</description>
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      <title>I periodi per giocare</title>
      <link>https://macintelligence.org/post/2026-08-18-i-periodi-per-giocare/</link>
      <pubDate>Tue, 18 Aug 2026 02:39:18 +0100</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&#xA;&lt;a href=&#34;https://macintelligence.org/post/2022-02-04-la-scorciatoia-per-il-domani/&#34; target=&#34;_blank&#34; rel=&#34;noopener&#34;&gt;Wordle&lt;/a&gt; continua a restarmi nel cuore e però mi sono sempre chiesto quando avrebbe potuto venire sfidato da qualcos’altro. Sono usciti ovviamente cloni su cloni, varianti a tonnellate, risultati variamente imbarazzanti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Oggi segnalo &#xA;&lt;a href=&#34;https://sheets.works/long-story-short&#34; target=&#34;_blank&#34; rel=&#34;noopener&#34;&gt;Long Story Short&lt;/a&gt;, che cambia le premesse abbastanza per allontanarsi ma conserva l’immediatezza e l’ambito delle parole.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Si parte da una frase lunghetta e l’obiettivo è condensarla in cinque parole, a catturare il cuore del suo significato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una frase al giorno, ovviamente in inglese (siamo ricchi di inventiva, ma il combinato disposto di abilità umanistiche e pensiero computazionale ci gioca contro). Numero limitato di tentativi, segnalazione di parole giuste al posto giusto, giuste al posto sbagliato, sbagliate (c’è anche questa possibilità).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Lo trovo interessante e degno di essere valutato nello stesso campionato di Wordle.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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      <title>Crescere insieme</title>
      <link>https://macintelligence.org/post/2026-08-17-crescere-insieme/</link>
      <pubDate>Mon, 17 Aug 2026 18:59:54 +0100</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Oggi lezione di Internet.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Lo sviluppatore Brett Terpstra crea una app Unix che &#xA;&lt;a href=&#34;https://macintelligence.org/post/2026-08-06-sotto-la-scrivania/&#34; target=&#34;_blank&#34; rel=&#34;noopener&#34;&gt;trasforma i risultati da Terminale in widget sulla scrivania&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L’amatore Dr. Drang unisce la passione per lo scripting e quella per l’astronomia, a creare un &#xA;&lt;a href=&#34;https://leancrew.com/all-this/2026/08/a-planet-position-widget/&#34; target=&#34;_blank&#34; rel=&#34;noopener&#34;&gt;widget da scrivania che indica la posizione dei pianeti nel cielo&lt;/a&gt; e rende credito allo sviluppatore.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quest’ultimo legge il post di Drang e &#xA;&lt;a href=&#34;https://brett.trpstra.net/link/535/17421498/terminalwidget-for-stargazers&#34; target=&#34;_blank&#34; rel=&#34;noopener&#34;&gt;migliora il widget&lt;/a&gt; creato dal programma, con ringraziamenti per chi lo ha utilizzato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Chiunque capiti e legga, secondo interesse, può scoprire come trattare nozioni di astronomia in modo semplice, creare un widget, creare un widget migliore, fare un passo in più.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutti vincono.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Compito a casa: metabolizzare il senso degli strumenti che abbiamo e ciò che ci consentono di fare assieme all’intelligenza (nativa) e il buonsenso.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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