Casomai succedesse che
BBEdit si fermasse in eterno su una finestra di dialogo che dice Waiting for macOS, si sappia che c’è un malfunzionamento del sottosistema di gestione dei font.
Per rimediare, occorre chiudere BBEdit, aspettare almeno un minuto, lanciare il Terminale e digitare i tre comandi che seguono:
atsutil server -shutdown
sudo atsutil databases -remove
atsutil server -ping
Poi si riavvia e infine si rilancia BBEdit, che auspicabilmente tornerà a fare il proprio dovere.
Tim Cook
ha detto il vero: il baseball su TV+ sarà visibile in tutte le nazioni dove si può avere la app.
Il problema, per me e per Marco come minimo, è che dalla frase manca il quando: all’inizio
lo vedranno solo nove nazioni (Australia, Brasile, Canada, Corea del Sud, Giappone, Messico, Portorico, Regno Unito, Stati Uniti).
La speranza, visto che è stato dichiarato un allargamento successivo del servizio, è che avvenga presto e coinvolga anche l’Italia nel secondo inning di diffusione delle partite.
Sarebbe stato così sobrio e sintetico, senza la guerra, questo
evento? Non possiamo saperlo ovviamente. Certo è stato un lavoro veloce e pulito, niente sbavature, tutta sostanza a parte forse l’incipit dedicato a TV+.
Che poi, valesse solo il mio parere, l’annuncio dei Friday Night del baseball MLB è stato sufficiente a farmi piacere tutto il resto, a prescindere. Tim Cook ha detto testualmente ovunque sia disponibile la app TV+ e dunque dovrebbe valere anche per l’Italia. Incrocio i telecomandi.
Mancano poche ore agli annunci ufficiali di Apple e si fatica a capire l’ossessione per sapere che cosa verrà presentato, come se un anticipo di poche ore servisse a chissà che. Forse qualcuno vuole giocare in Borsa sulla base di quello che scrive un sito alimentato a banner pubblicitari, oppure ha tempo libero veramente abbondante.
Ars Technica, che sarebbe anche una cosa mediamente seria da leggere, titola
la lunga attesa di un nuovo Apple Thunderbolt Display può essere finita presto, oppure no che come informazione è perfetta: non si può sbagliare in alcun caso.
Secondo Daxx, una società olandese specializzata in outsourcing del software,
in Ucraina si trovano duecentomila sviluppatori, più di quattromila aziende di tecnologia, oltre centodieci centri di ricerca e sviluppo e un migliaio abbondante di eventi dedicati a questi temi.
Nonostante la popolazione ucraina sia nettamente inferiore a quelle di Stati Uniti, Regno Unito o Germania, ci sono per esempio più sviluppatori Php che in ciascuno di questi Paesi. Nello sviluppo Java l’Ucraina supera ancora una volta la Germania, con Ruby on Rails l’Ucraina è seconda solo agli Stati Uniti.
Chi vive in una realtà parallela e chi in quella canonica, certificata, di riferimento? A volte vengono dubbi.
Vedo su Ars Technica la
presentazione dell’Xps 15 di Dell, il concorrente che usa Windows più vicino a MacBook Pro 16” che sono riusciti a trovare.
Macchina che non è altrettanto potente né altrettanto efficiente rispetto a MacBook Pro. Come dire, siamo messi bene. In compenso, lato efficienza, durante i vari test effettuati, la temperatura della CPU è stata stabilmente sui novantanove-cento gradi.
Questo blog non è nato per guadagnare denaro e continuerà a vivere senza questa preoccupazione.
Altre persone, legittimamente e diversamente, tengono un blog come parte della loro vita professionale e come strumento per creare reddito. Una di queste è Matt Birchler con Birchtree, che scrive
Amo Ghost:
Ho spostato Birchtree da WordPress a Ghost in dicembre 2019 e dopo due anni sono eccezionalmente felice della mia decisione. Non ho un grosso articolo da scrivere per sostenere la mia tesi e non penso che Ghost sia la scelta giusta per tutti, ma volevo parlarne perché mi piace sostenere il software da cui traggo valore nella mia vita.
Due mesi fa qui dentro c’era solo un post, seduto su un motore che praticamente funzionava e null’altro.
Adesso c’è un blog che si avvicina a essere come si deve e soprattutto ci sono anni di post: un assaggio di un pezzo di storia dell’informatica, di Apple e di Internet.
Niente ringraziamenti espliciti, che si sono già fatti e diventano noiosi, ma chi ha fatto lo sa bene.
Niente proclami per il futuro, si continuerà a migliorare e a scrivere con tutte le intenzioni di fare bene.
A volte una questione si può inutilmente complicare quando, invece, è estremamente semplice.
A volte, una nozione molto semplice non si trasmette perché sembra ovvia, o per mancanza di coraggio, o proprio per la sua semplicità. Invece bisogna sempre dare fiducia alla semplicità.
Penso all’articolo di AppleGazette
Tre ragioni per cui preferisco iWork a Microsoft Office. Dal titolo si potrebbe pensare a uno sfogo personale, mentre un paragrafo interno titola con saggezza Le ragioni per cui iWork è una buona scelta per la maggior parte delle persone.
Lo hanno detto già tutti, che Apple ha interrotto le vendite di hardware in Russia, ritirato alcune app di news di propaganda dagli App Store del resto del mondo e ancora qualcos’altro. Apple non ha pubblicato una news ma ha scritto a diversi commentatori,
tra cui John Gruber:
Abbiamo sospeso tutte le vendite di prodotti in Russia. Settimana scorsa, abbiamo fermato le esportazioni presso i nostri canali di vendita in Russia. Apple Pay e altri servizi sono stati limitati. RT News e Sputnik News non sono più disponibili negli App Store esterni alla Russia. E abbiamo disabilitato le segnalazioni di traffico e incidenti in Mappe per l’Ucraina come misura di sicurezza e precauzione per i cittadini ucraini.