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Dal mondo Apple all'universo digitale, in visualizzazione rapida dell'ovvio

2011

Il conto degli elettrodi

Belle le polemiche a seguito della presentazione di []watch Series 4](https://www.apple.com/it/apple-watch-series-4/) con la funzione di elettrocardiogramma, appunto di tracciato del battito cardiaco per via elettrica.

Non è piaciuto che Apple abbia chiaramente dichiarato fin dove arrivi il singolo elettrodo di watch: consente di individuare sintomi di fibrillazione atriale e solo quello. Solo è un eufemismo perché la fibrillazione atriale è pericolosetta e spesso inavvertita; rilevarla salva delle vite. Rilevarla bene salva dalle angosce inutili e watch è efficace nel 98 percento dei casi. Non è male.

Certo, un elettrocardiogramma ospedaliero prevede dodici elettrodi sparsi sul corpo invece che uno singolo sul polso e riesce a ottenere una messe di dati molto più significativa. Per dirla con 9to5Mac:

Accipicchia. Un apparecchio di elettronica di consumo da quattrocento dollari non sostituisce apparecchiature ospedaliere. Ma chi lo avrebbe mai pensato?

Fare questioni sull’elettrodo è come farle sul dito, che indica la Luna, solo che si guarda il dito a spese di ciò che conta davvero.

Un indizio su che cosa conti davvero lo fornisce AliveCor: un elettrocardiografo personale con sei elettrodi, capace di individuare oltre cento diversi problemi cardiaci. Anche questo un prodotto di elettronica di consumo, per quanto da tavolo più che da polso, probabilmente in vendita dal 2019 una volta arrivate le autorizzazioni. Sì, perché tanto AliveCor che watch effettuano le loro misurazioni solo dove ottengono l’approvazione della sanità locale.

Sta cominciando una rivoluzione silenziosa, che passa dai cuori delle persone. Niente di idealistico, però: solo salute a casa propria a prezzo accessibile.

Per chi non capisse: si ricorda quando i telefonini telefonavano? E uscì il computer da tasca, senza app, con connessione risibile, che telefonava pure peggio dei telefonini? Cambiò qualcosina. Chi fa il conto degli elettrodi, oggi, fa riecheggiare le risate di quello per cui iPhone non avrebbe venduto alcunché, con quel prezzo, senza neanche una tastiera fisica. Neanche lo linko, oramai è mitologia, più che notizia.

Avventure ineludibili

Non ci sarebbero il tempo e volendo nemmeno le condizioni. Però, mi nascondono una avventura testuale nella console JavaScript di Google.com e non ci provo?

Ci ho provato e sono arrivato in fondo.

Il finale dell’avventura testuale nascosta dentro Google

È semplice, ci mancherebbe. Un divertissement da pausa caffè le cui ultime parole sono in effetti go back to work. Ciononostante, arrivare in fondo a un’avventura testuale, anche un’avventurina come questa, distende e tonifica l’animo.

(Apri Google.com, cerca text adventure, apri la console JavaScript del browser che deve essere di sicuro Chrome o forse anche Firefox, rispondi yes e inizia a giocare).

(Con omaggi all’avventura originale che ha fatto partire tutto tanti anni fa e continua a vivere).

La civilizzazione dei barbari

Mi scuso per l’autocitazione. È che ieri, quando scrivevo:

C’è gente che va in crisi di astinenza se la privi dei gigahertz, dei gigabyte, dei nomi di tecnologie e funzioni scelti apposta per farli sembrare importanti e per fare sembrare importante, soprattutto, chi li pronuncia.

Non immaginavo che oggi mi sarei ritrovato a leggere un articolo di questo tenore:

È tempo di un rinfresco e Surface Pro 6 arriva con Cpu Intel di ottava generazione unite a sedici gigabyte di Ram e un Ssd […]. Il display 12” da 2.736 x 1.824 è migliorato, a 267 punti per pollice e […] il miglior contrasto mai raggiunto. C’è anche una fotocamera dorsale da otto megapixel assieme a quella frontale da cinque megapixel e 1080p.

Sono ancora lì, a contare che cos’è più lungo, più grosso, più grande, più di questo e più di quello. A parte le grandezze specifiche, poteva essere il 1998. E tutto questo spiegamento per che cosa? Office. Appunto, il 1998.

I barbari sono indietro di vent’anni, ma prima o poi arriveranno anche loro alla civilizzazione. Il timore è che per recuperare i venti anni ce ne mettano venticinque.

Nuovo hardware, nuovo software

Ripetuto alla nausea, la tecnologia che si realizza compiutamente solo quando diventa invisibile.

C’è gente che va in crisi di astinenza se la privi dei gigahertz, dei gigabyte, dei nomi di tecnologie e funzioni scelti apposta per farli sembrare importanti e per fare sembrare importante, soprattutto, chi li pronuncia.

Poi c’è il tempo presente. C’è iPhone Xs. Ho già sentito dire Non mi interessa, è solo una nuova fotocamera. Già, ma che nuova fotocamera? Quelli della app Halide ne hanno analizzato le particolarità, quelle del sensore, quelle delle opzioni di fotografia computazionale.

iPhone Xs è una fotocamera completamente nuova. Non è solo un sensore diverso, ma un approccio interamente nuovo alla fotografia, una prima assoluta per iOS. Siccome si appoggia così fortemente sulle esposizioni multiple e sulla fotografia computazionale, le immagini ottenute possono essere assai diverse da quelle scattare in condizioni paragonabili con iPhone precedenti.

Affascinante, che lo studio e la dissezione di un nuovo computer da tasca di concentrino su un componente specifico. Di fatto è uscita una nuova fotocamera, più che un nuovo iPhone. Apple, che da oltre una decine di anni non è più Apple Computer, è un produttore di fotocamere di significato globale.

Questo è il nuovo hardware di cui occuparsi, nei tempi in cui il processore fa ancora la differenza, ma la farà sempre meno e le aree di differenziazione saranno altre, tra cui appunto questa.

E il software? Quelli che una volta ti davano il manuale? Apple ha pubblicato le guide Everyone Can Create. Come fotografare, come filmare, come disegnare, come suonare. E c’è la guida per gli insegnanti. Tutto gratis, tutto da scaricare come Pdf oppure come ebook (per ora in inglese, ma sono in arrivo anche le altre lingue).

Il software. All’Apple Store di piazza Liberty a Milano (e altri sette in giro per il mondo) organizzano sessioni di disegno creativo su iPad Pro e Apple Pencil in abbinata con il festival The Big Draw.

Il software, si diceva? Si pubblicano le migliori foto scattate con iPhone Xs.

Un tempo sapevi usare il computer perché riuscivi a stampare, conoscevi le opzioni dei programmi in voga, mettevi le mani dentro il cofano e sistemavi un problema. Adesso la tua capacità si misura da quello che sai creare. E da quanto spicca rispetto alla massa. Sei pronto?

Le frontiere dello sviluppo

Curiosa la notizia che a quasi tre anni di distanza dalla presentazione sia imminente il supporto di Magic Trackpad 2 da parte di Linux.

Ancora più curioso che lo si debba a un ingegnere di Google. Il mondo open va così.

Da notare soprattutto che, guardando questa pagina GitHub, si noti un buon numero di persone effettivamente interessate alla cosa. Non si tratta del virtuosismo fine a se stesso di un programmatore, ma aiuterà un po’ di gente.

Gente che, se non tutti almeno a maggioranza, disporranno di un Mac. Sul quale, sempre la metà più uno di sicuro sta usandolo per lavoro, probabilmente per sviluppo software.

Potrebbe essere l’indicatore più indiretto della diffusione professionale di Mac che abbiamo trovato finora.

Avvistamenti / 1

MacBook Pro in mano all’organizzazione del TedX Modena di ieri.

È il quinto che viene organizzato nel giro di due anni e la formula deve rispondere a criteri precisi di efficienza e organizzazione, per potersi fregiare del marchio TedX. Non c’è un requisito sui computer ma appunto, potendoli scegliere, succede che si vedano MacBook Pro.

MacBook Pro a TedX Modena

Mannaggia al fotografo

Anche quest’anno Austin Mann si è sobbarcato la fatica di collaudare a livello professionale la fotocamera del nuovo iPhone e, dopo Guatemala, Ruanda e Svizzera, gli è toccata la faticaccia di un viaggio a Zanzibar.

Dobbiamo capirlo e apprezzarne lo spirito di sacrificio.

Battute a parte, Mann scrive che da un aggiornamento esse di iPhone non si aspetta di solito grandi cose, ma stavolta i progressi della fotocamera sono huge (ingenti, enormi). A proposito della funzione di Smart Hdr:

Non ho mai lavorato con una fotocamera capace di equilibrare la luce in questo modo; né che ci sia arrivata vicino.

Il progresso da iPhone X a iPhone XS, in termini fotografici, è davvero rilevante e non ci vuole l’occhio del professionista per finire con la mascella pendula dalla sorpresa.

Che l’occhio del professionista parli (è una figura retorica) in questi termini di un’apparecchiatura andrebbe tenuto in ugual conto. Mannaggia al fotografo che non si sente abbandonato e scatta immagini prodigiose con un telefono.

C’è avventura e avventura

Ho già versato a suo tempo la quota di nostalgia richiesta per poter parlare di Myst, che stando a *FastCompany** ha compiuto venticinque anni ahimé ieri.

Forse per necessità di trovare a tutti i costi qualche cosa di nuovo su un argomento già coperto, l’articolo si avventura su una strada bizzarra cercando di montare una polemica secondo me risibile su come il gioco di Cyan abbia creato problemi all’allora fiorente mercato delle avventure testuali.

Nel mio piccolo, ricordo niente del genere. Semmai, quel mondo statico ed enigmatico faceva venire voglia di avventura. Erano altri tempi, bastava avere dell’immaginazione al momento di leggere una breve descrizione.

In ogni caso l’articolo si riscatta prima della fine e vale la lettura. Anche Myst vale la pena di una piccola riscoperta, certo nei modi moderni che ho linkato sopra (credo che le macchine in grado di fare girare il suo Cd-Rom si contino sulle dita di due mani, che non metterei sul fuoco per scommettere che il Cd-Rom funzionerebbe).

Devo dire che se avessi tempo e voglia di calarmi in una vertigine, un quarto di secolo dopo Myst, la sceglierei testuale come un Mud. I moderni mondi virtuali sono talmente estesi e popolati che ci si fanno dentro un sacco di cose interessantissime e divertenti. Ma quella sensazione di avventura data dal silenzio e dalla luccicanza del paesaggio, no, quella è rimasta dentro la creazione di Atrus.

Per me Apple lo fa apposta

Scrive Andrew Cunningham per Ars Technica:

Collaudo iOS su sistemi vecchi da sei anni e non ho mai visto una versione che migliorasse effettivamente le prestazioni su hardware datato. Al meglio, aggiornamenti come iOS 6, iOS 9 e iOS 10 non hanno peggiorato le cose più di tanto; al peggio, aggiornamenti come iOS 7 e iOS 8 hanno fatto sentire davvero vecchi apparecchi che lo erano. Chiunque disponga di un apparecchio vecchio può aggiornarlo con sicurezza a iOS 12 senza preoccuparsi della velocità, ed è una gran cosa. E anche sui sistemi più recenti si noterà un miglioramento (il mio iPad Air 2, che con iOS 11 aveva cominciato a mostrare la sua età, va alla grande con iOS 12).

Un altro passo della diabolica strategia di Apple per costringere la gente a comprare iPhone nuovi: velocizzare quelli vecchi. E si parla di terminali acquistati nel 2013: cinque anni, in questo mondo, hanno il sapore dell’eternità.

Come cerchi

Diffido delle funzioni di sistema legate alle abitudini personali e così ero scettico nei confronti di watch e del suo sistema di cerchi da completare facendo movimento, facendo esercizio e trovando modo di stare in piedi durante il giorno.

Mi sono ricreduto nel tempo. Il sistema è rilassato e rilassante; invece che dare ordini, tende a suggerire nel tempo buone abitudini. In nessun caso mi sono trovato a consultare febbrilmente watch per vedere a che punto erano i cerchi e invece il riepilogo del lunedì mattina è diventato una piacevole abitudine. È una cosa buona, insomma.

È rinfrescante leggere lo stesso tipo di considerazioni nella enciclopedica presentazione di iOS 12 di Federico Viticci su MacStories.

Il link porta direttamente alla pagina che tratta delle app e funzioni preposte a monitorare l’uso del sistema e porvi limiti. Raccomando in particolare là lettura di questi passaggi, anche se la recensione è tuta di livello molto alto; si vede chiaramente come il software non sia volto a cambiare le abitudini o imporre dei comportamenti, bensì a fornire informazioni. Se salta fuori che passi un sacco di tempo a scorrere la timeline di Facebook, sei tu a decidere che è troppo, o troppo poco, e decidere se orendere provvedimenti.

Il software non ti fa cambiare abitudini ma ti dà la base informatica per, eventualmente, farlo. È una differenza sottile ma importante, che Apple ha colto molto bene, sui dati di uso di iPhone/iPad come sui cerchi colorati di watch.