In piena estate si parlava di Red Hat e del suo
giocare ai limiti del regolamento con le licenze open source allo scopo di proteggere le proprie fonti di reddito.
Uno dei temi sul tavolo era la nascita di una nuova distro curata dagli insoddisfatti, che fosse compatibile con Red Hat Enterprise Linux ma accessibile secondo lo spirito delle regole, oltre che stando alla forma.
Siamo in pieno autunno ed ecco
OpenELA, a cura di Ciq, Oracle e Suse.
I grandi fanno grandi cose con strumenti piccoli, meglio ancora se dimenticati o rispolverati.
Per averne dimostrazione è sufficiente leggere il
resoconto di briand06 sull’uso di SubEthaEdit, editor di un tempo lontano oggi nel dimenticatoio, non particolarmente sviluppato a livello di nuove funzioni ma con una particolarità che lo ha contraddistinto da sempre: scrivere collaborativamente nello stesso momento sullo stesso documento.
Uno dice ma oramai ci si riesce persino con Pages ed è vero; con Google Documenti, addirittura, funziona davvero. La wiki di emacs
descrive come fare con l’editor migliore di tutti.
iCloud è un meccanismo software sempre più complicato e per fortuna abbiamo The Eclectic Light Company – lettura sempre più raccomandata – a spiegare come
cambiano le cose in proposito dentro Sonoma.
La lettura è raccomandata quanto la fonte perché fa luce su dinamiche che alla gran parte di noi risultano oscure fino a che ci sbattiamo contro in qualche momento della sincronizzazione, della copia, degli alias o altro.
Vengono anche citate un paio di app per visionare lo stato effettivo dei file in iCloud, fuori da quanto afferma ufficialmente il sistema.
Il formato di presentazione digitale messo a punto da Apple durante la pandemia ha dimostrato la sua flessibilità con un
evento di soli trenta minuti, che avrebbero anche potuto essere tre: abbiamo messo M3 in MacBook Pro e iMac.
I ventisette minuti restanti sono serviti a introdurre l’argomento con un video iniziale simpatico ma diritto al punto, rispetto a quante cose si possano fare con un Mac, e all’illustrazione del divario esistente tra M3 e i due chip precedenti, nonché per forza di cose con il resto del mondo.
Secondo John Siracusa,
il prossimo oceano blu di Apple sarà fornire batterie rimovibili.
Breve spiegazione. L’oceano blu è una suggestiva espressione di marketing per indicare una zona di mercato dove non ci sono concorrenti e l’acqua è limpida. L’oceano rosso, in contrasto, è dove si affollano tutti e il colore dell’acqua dipende dalle conseguenze dei conflitti che nascono.
Nintendo, afferma Siracusa, è una specialista di oceano blu. Il mondo dei videogiochi e delle console sembra saturo e loro si inventano la Wii, diversa da tutto il resto.
Il fatto che
sempre più persone trascorrano ore a parlare con sedicente intelligenza artificiale fa pensare a qualcuno che il software abbia raggiunto la capacità di esprimersi di un essere umano.
A me fa pensare che tanta gente abbia perso la capacità di esprimersi verso il mondo esterno fino a ridursi a parlare con un computer. Almeno in un gioco di ruolo online incontri degli avatar altrui.
Semplice, efficace, al punto: Dr. Drang imposta nei Comandi rapidi
l’apertura di una nuova nota da riempire sotto dettatura.
Oramai consiglio il suo blog a chi mi chiede un libro per imparare i Comandi rapidi. Non conosco nessuno con la stessa capacità di sintesi e di semplificazione della complessità.
C’è sempre anche uno scopo: in questo caso, dice Drang stesso, il risultato è molto più affidabile che usare Siri. Neanche fine a sé stesso.
Una rosa avrebbe lo stesso dolce profumo anche se si chiamasse in modo diverso, scrisse il Bardo.
Guai invece a cercare di configurare una Mi Smart Clock
in dotazione a un parente a partire da Google Home, se sveglia e iPhone parlano lingue diverse.
Compare un errore numerico -83902 insormontabile che non lascia proseguire l’installazione né offre soluzioni.
Se la sveglia è in italiano, Google Home e l’iPhone che lo ospita deve essere in italiano e così via. Probabilmente ha a che vedere con il fatto che la sveglia, in teoria, si governa con Google Assistant e immagino non funzionerà proprio con tutte le lingue.
Sono cose che non vanno più di moda nella confusione dei like e dei reel, dei leoni di tastiera, delle vaccate sul popolo di Internet e però succedono:
la British Library ha digitalizzato l’opera omnia di Geoffrey Chaucer, producendo nel processo oltre venticinquemila immagini ad altissima risoluzione di tutti i suoi lavori.
È una delle cose per cui è nata Internet: ospitare, condividere e diffondere la conoscenza.
Chaucer è noto soprattutto per i racconti di Canterbury mentre, un po’ come Dante in Italia per capirci, ha scritto molto altro ed è stato un pilastro della letteratura inglese del suo tempo, un po’ come Dante in Italia.
Nessun retrocomputing supera in ingegno e impegno quanto fa la NASA per
tenere in vita il più a lungo possibile l’attività scientifica a bordo delle sonde Voyager.
Il problema si può rappresentare come due computer con quarantasei anni di vita alle spalle e possibilità ridotte di controllo dello hardware, trovandosi essi a oltre venti miliardi di chilometri dalla Terra.
Bisogna contenere il consumo energetico al minimo perché il plutonio a bordo ha una durata finita. Gli scienziati si aspettano di poter ottenere risultati dalle sonde fino al 2030 e forse anche più in là; tuttavia arriverà un momento in cui i trasmettitori non avranno più a disposizione i duecento watt necessari per funzionare e non potranno più inviare dati a terra.