Le procedure di emergenza dovrebbero essere insegnate a tutti, per poi però procedere veloci ed efficaci come un tempo era impossibile, grazie ai nuovi strumenti.
Illuminante questa
eulogia delle tavole delle probabilità oramai scomparse dai libri di testo, visto che i calcolatori sono oramai ubiqui.
La
discussione su Slashdot è interessante perché, fuori dalle nostalgie, si percepisce come insegnare il calcolo manuale e magari l’uso di strumenti come il regolo calcolatore possa avere un senso. Appunto, backup, esercizio mentale. Dopo, però, fuori il calcolatore da tasca. E avanti a imparare qualcosa di più.
Un rapido sondaggio: hai mai usato Torna al mio Mac?
Non l’ho mai usato; la necessità di configurare il router esterno costituiva una fatica superiore ai vantaggi e all’uso effettivo.
Ora la funzione
sparisce da macOS Mojave e in effetti, tra iCloud Drive e
Apple Remote Desktop, per trascurare le soluzioni indipendenti, sembra abbia fatto il suo tempo, uno nel quale era possibile trovarsi a voler accedere al proprio Mac da un altro Mac.
Se guardi la pubblicità, vedi che uno Huawei scatta foto più belle di quelle di un iPhone e costa pure meno.
Se leggi Ars Technica vedi che le foto sono state scattate
con una fotocamera professionale.
La qualità autentica dello smartphone, relativamente alla parte fotografica? Non si può vedere. Alla lettera, chiaro.
A che servono le fake news quando abbiamo gli analisti? Questo ha deciso che il titolo Apple perderà terreno
a causa del successo eccessivo di iPhone X.
Ne avrebbero venduti troppi, al punto di penalizzare la comanda futura.
Sì, è lo stesso universo nel quale si scriveva delle vendite di iPhone C
sotto le aspettative.
Aspettative che probabilmente erano di non venderne nemmeno uno. In base alla logica dell’analista, questo avrebbe creato opportunità clamorose di vendita futura e quindi, grazie alle vendite assenti, la quotazione delle azioni sarebbe decollata.
Nuova edizione degli
script di Maarten Sneep per compilare agevolmente TeX dentro BBEdit
Cose specialistiche che interessano pochi, ma guardiamo il contesto: un utilizzatore si accorge che potrebbe automatizzare certi comportamenti nel proprio interesse.
Lo fa grazie a tecnologie di sistema presenti nel computer (AppleScript) e approfitta della rete delle reti per mettere il suo lavoro a disposizione di chiunque.
Domani qualcuno potrebbe migliorare uno script, o aggiungerne uno nuovo, localizzarli in una nuova lingua, dare un contributo.
I pro e i contro delle app in abbonamento li ha ben spiegati l’amico
Riccardo. Il modello attuale di App Store spinge verso un annullamento dei prezzi, cosa che fa piacere All’utilizzatore ma penalizza lo sviluppatore e, alla lunga, danneggia l’utilizzatore.
Apple ritiene che la soluzione siano gli abbonamenti alle app e
insiste privatamente con gli sviluppatori perché procedano in questo senso. Fare incassare più denaro a chi sviluppa giova anche all’utilizzatore, che può contare su app migliori, solo che alla lunga lo soffoca.
In rapida successione: ho vinto un Samsung Galaxy S9 Edge, a patto di caricare un documento di identità; ho mancato una consegna Dhl, come documenterebbe il file eseguibile Java allegato e, soprattutto, Giulio Bresaola mi ha fatturato la sua prestazione. Quale, lo scoprirei se aprissi l’archivio .rar accluso.
So che capita a tutti sempre. È che sono in un posto bello, è una giornata di sole e vedo sfilare turisti rilassati. Mi viene da pensare a quanti, anche oggi e anche qui, sono al lavoro perché tutto funzioni e vincono un Samsung a sera, stanchi e stressati. Ci vuole un rispetto sovrano per le fatiche quotidiane e per la costruzione di un mondo dove Giulio Bresaola sia un emarginato che sparisce per mancanza di terreno di coltura.
Alla festa della birra del paesello, finale di serata con la tribute band dedicata a Vasco.
Sul palco, un Mac per la musica e un iPad per le luci.

Tradizionalmente avvio una sessione di
Angband quando esce una nuova versione e avrei dedicato volentieri qualche momento ferragostano alla bisogna, solo che in questi giorni accendo solo iPad, per il quale non esiste una versione giocabile.
Allora ho cercato succedanei. Il consiglio di quest’anno è certamente
Cataclysm: Dark Days Ahead, ambientato in un allucinato e straniante dopobomba. Ho provato ad avviare il gioco senza leggere le istruzioni e in capo a pochi minuti virtuali il mio personaggio veniva sbranato dagli zombi.
Già detto: diverse attività umane sono gradevolissime da soli, ma in compagnia moltiplicano il loro valore ed ecco perché, pur se resto tifoso di
FreeCiv, mi sono fatto coinvolgere, agosto galeotto, in
The Battle of Polytopia.
Come strategico a turni a tema confronto/scontro di civiltà, ha il merito di essere molto veloce da capire e giocare, senza però banalizzarsi e perdere la complessità che è il sale di questi giochi.
C’è ancora da fare invece in tema di accessibilità: nel gruppo di gioco abbiamo un amico fortemente ipovedente e il testo in Battle of Polytopia è ai limiti della leggibilità anche per me che mantengo per ora una vista piuttosto buona.