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Dal mondo Apple all'universo digitale, in visualizzazione rapida dell'ovvio

17 nov 2020

Nativi e selvaggi

Mi si scuserà se insisto sul tema di M1. Forse qualcuno ricorderà i tempi in cui Apple aveva perso la strada dell’innovazione. Non succedeva niente, secondo i detrattori. Qui, sembra che succedano cose, perché i detrattori si agitano a far sembrare il moto browniano una processione.

Succede che appaiono test di prestazioni sempre nuovi e adesso si legge che Rosetta 2, l’emulazione per le app Intel, batte nei test Geekbench single-core gli altri Mac.

16 nov 2020

Attaccati a Ocsp

Tre righe:

No, macOS non invia uno hash delle tue app ogni volta che le lanci.
Dovresti essere consapevole che macOS potrebbe trasmettere delle informazioni opache riguardanti il certificato da sviluppatore di chi ha creato la app. Questa informazione viene inviata in chiaro sulla tua rete.
Probabilmente non dovresti bloccare ocsp.apple.com con Little Snitch o nel tuo file hosts.

È la conclusione del post di Jacopo Jannone Apple tiene veramente traccia di tutte le app che lanci? Una disamina tecnica.

15 nov 2020

La lunga marcia

Trentacinque anni fa il primo processore Arm metteva insieme venticinquemila transistor.

M1, sedici miliardi. seicentoquarantamila volte di più, su una superficie grande il doppio.

Un thread affascinante. L’apice della tecnologia del 1985 sarebbe un puntino quasi invisibile sul chip all’apice della tecnologia odierna.

14 nov 2020

Potrebbe essere peggio

Gli specialisti della dissonanza cognitiva hanno acceso i motori a tutta forza. La situazione è grave: bisogna a tutti i costi trovare una giustificazione al fatto che un Mac possa avere un processore migliore del loro Pc e trovare sempre a tutti i costi nei nuovi Mac dei difetti capaci di consolidare la loro convinzione fideistica di avere fatto la scelta giusta.

Solo che stavolta è dura. Tecnicamente, i benchmark che girano non sono ufficiali e però, se sono veri, lasciano davvero poco spazio alle chiacchiere. Un benchmark non è mai una rappresentazione fedele delle prestazioni nell’utilizzo reale. Ma uno preferisce averli dalla sua parte, no? Pare che M1 lasci nella polvere tutti i MacBook Pro attuali in funzionamento single core e praticamente tutti i processori per portatile oggi sul mercato. Un MacBook Air M1 può fare meglio di un MacBook Pro 16” Intel.

13 nov 2020

Strascichi di Halloween

Leggo che gira un aggiornamento di OpenOffice, 4.1.8. Contenente la bellezza di ventuno bug fix. Dopo soli quattordici mesi di sviluppo dalla versione precedente, che aveva sistemato la bellezza di due bug.

La versione 4.0 data al 2013.

Per confronto, BBEdit 13.5.2 ha sistemato dodici bug. Ma il precedente 13.5, che dista tre settimane da oggi, ne toglieva sessantacinque intanto che applicava rifiniture, aggiunte e persino la compatibilità con Apple Silicon che ancora non era la famiglia Mx appena presentata.

12 nov 2020

Così andrà il mondo

Abbiamo avuto la possibilità di vedere come saranno costruiti i computer tra cinque anni.

Solo che questi saranno disponibili nel giro di una settimana.

Se dovessi comprare un Mac mini con M1 carrozzato esattamente come quello che ho preso nel 2019, spenderei tre quarti della cifra. Solo che andrebbe veloce il triplo o giù di lì, consumando pure meno.

MacBook Pro 13” dichiara venti ore di autonomia. MacBook Air diventa il nuovo portatile per la persona media, che deve fare cose normalissime. Poteva farle anche prima, con il MacBook Air Intel; ma adesso le farà molto più velocemente e la batteria dichiarata dura il sessantasette percento in più di ore dichiarate.

11 nov 2020

Un movimento sexy

Poter scegliere tra più alternative software è indubitabilmente una buona cosa. Quando però si aggiungere il software (mal)concepito come multipiattaforma, il contrappasso è che l’interfaccia umana va a farsi friggere. Saltano le regole dell’interfaccia utente, il comportamento degli elementi dell’interfaccia è affidato all’estro del primo programmatore che passa (indizio: molto spesso, un eccellente programmatore è uno User Experience designer di valore zero), sullo schermo è cacofonia comunicativa.

Su Windows l’attenzione a una esperienza coerente è sempre stata scarsa. Mac ha fatto la rivoluzione proprio perché improvvisamente esistevano regole che governavano il funzionamento generale di qualunque programma.

10 nov 2020

Chi sfrutta chi

Apple ha verificato che Pegatron violava certe regole che limitano le ore di impiego degli studenti lavoratori.

Il fornitore taiwanese, tutt’altro che un pesce piccolo, non riceverà altre commesse da Apple fino a che avrà dimostrato di essersi messo in regola. Il responsabile del programma di impiego degli studenti lavoratori in Pegatron, inoltre, è stato licenziato.

Si può malignare quanto si vuole sullo sfruttamento da parte occidentale di forza lavoro a basso prezzo, a patto di fare i dovuti distinguo. Sarebbe molto più comodo chiudere un occhio o raggiungere un accordo di massima sui tempi per continuare come prima, che individuare un fornitore alternativo. Pegatron è un fornitore grosso.

9 nov 2020

Momenti di transizione

Quindici anni fa scrissi che Mac non avrebbe adottato processori Intel, il giorno prima che lo facesse. Il mio ragionamento era corretto, solo che mi mancavano informazioni tecniche essenziali di cui ero colpevolmente all’oscuro.

Il giorno prima che Mac adotti di fatto processori Arm mi guardo bene dal negarlo; sia perché anche stavolta il ragionamento è corretto, sia perché – dopo un annuncio ufficiale a giugno – nulla resta da indovinare, al massimo quali saranno le prime macchine ad adottare la nuova architettura.

8 nov 2020

Non così rapidi

Alle note già dedicate all’ arrivo di iOS 14 sui miei sistemi, devo aggiungere che alcuni dei miei Comandi rapidi hanno parzialmente smesso di funzionare.

C’è qualche problema di retrocompatibilità, oppure ho usato metodi che funzionavano pur essendo scorretti e hanno ceduto alla prima variazione.

Ora provo a metterci dell’attenzione e anche a fare qualche prova con iPhone, dove uso i Comandi rapidi assai meno e magari ci sono differenze di codice rispetto a iPadOS.