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Dal mondo Apple all'universo digitale, in visualizzazione rapida dell'ovvio

12 nov 2020

Così andrà il mondo

Abbiamo avuto la possibilità di vedere come saranno costruiti i computer tra cinque anni.

Solo che questi saranno disponibili nel giro di una settimana.

Se dovessi comprare un Mac mini con M1 carrozzato esattamente come quello che ho preso nel 2019, spenderei tre quarti della cifra. Solo che andrebbe veloce il triplo o giù di lì, consumando pure meno.

MacBook Pro 13” dichiara venti ore di autonomia. MacBook Air diventa il nuovo portatile per la persona media, che deve fare cose normalissime. Poteva farle anche prima, con il MacBook Air Intel; ma adesso le farà molto più velocemente e la batteria dichiarata dura il sessantasette percento in più di ore dichiarate.

11 nov 2020

Un movimento sexy

Poter scegliere tra più alternative software è indubitabilmente una buona cosa. Quando però si aggiungere il software (mal)concepito come multipiattaforma, il contrappasso è che l’interfaccia umana va a farsi friggere. Saltano le regole dell’interfaccia utente, il comportamento degli elementi dell’interfaccia è affidato all’estro del primo programmatore che passa (indizio: molto spesso, un eccellente programmatore è uno User Experience designer di valore zero), sullo schermo è cacofonia comunicativa.

Su Windows l’attenzione a una esperienza coerente è sempre stata scarsa. Mac ha fatto la rivoluzione proprio perché improvvisamente esistevano regole che governavano il funzionamento generale di qualunque programma.

10 nov 2020

Chi sfrutta chi

Apple ha verificato che Pegatron violava certe regole che limitano le ore di impiego degli studenti lavoratori.

Il fornitore taiwanese, tutt’altro che un pesce piccolo, non riceverà altre commesse da Apple fino a che avrà dimostrato di essersi messo in regola. Il responsabile del programma di impiego degli studenti lavoratori in Pegatron, inoltre, è stato licenziato.

Si può malignare quanto si vuole sullo sfruttamento da parte occidentale di forza lavoro a basso prezzo, a patto di fare i dovuti distinguo. Sarebbe molto più comodo chiudere un occhio o raggiungere un accordo di massima sui tempi per continuare come prima, che individuare un fornitore alternativo. Pegatron è un fornitore grosso.

9 nov 2020

Momenti di transizione

Quindici anni fa scrissi che Mac non avrebbe adottato processori Intel, il giorno prima che lo facesse. Il mio ragionamento era corretto, solo che mi mancavano informazioni tecniche essenziali di cui ero colpevolmente all’oscuro.

Il giorno prima che Mac adotti di fatto processori Arm mi guardo bene dal negarlo; sia perché anche stavolta il ragionamento è corretto, sia perché – dopo un annuncio ufficiale a giugno – nulla resta da indovinare, al massimo quali saranno le prime macchine ad adottare la nuova architettura.

8 nov 2020

Non così rapidi

Alle note già dedicate all’ arrivo di iOS 14 sui miei sistemi, devo aggiungere che alcuni dei miei Comandi rapidi hanno parzialmente smesso di funzionare.

C’è qualche problema di retrocompatibilità, oppure ho usato metodi che funzionavano pur essendo scorretti e hanno ceduto alla prima variazione.

Ora provo a metterci dell’attenzione e anche a fare qualche prova con iPhone, dove uso i Comandi rapidi assai meno e magari ci sono differenze di codice rispetto a iPadOS.

7 nov 2020

Il colore dell’analfabetismo

Al termine (di fatto, cavilli a parte) delle presidenziali americane, abbiamo capito chi ha vinto e chi fa propaganda sterile e faziosa: chiunque ricami su una mappa a due colori per ricavarne analisi che vorrebbero apparire sofisticate.

È risaputo che basta torturare i dati abbastanza a lungo per fare dire loro quello che vogliamo sentire; qui basta pochissimo. La rappresentazione blu e rossa (in ordine alfabetico) nasce per mostrare con immediatezza dove ha vinto il blu e dove ha vinto il rosso. Tutto il resto – l’idea della nazione spaccata, che i più intelligenti votino questo e i più cattivi votino quello, che le città e le campagne eccetera eccetera – è intrinsecamente malvagia e serve a fare propaganda altrettanto menzognera come le bugie sparate ad alzo zero, come sempre, durante questi mesi di campagna, da ambedue gli eserciti. Di uno bastava ascoltare il comandante in capo; l’altro esercito, fino al giorno prima, dichiarava anche dodici punti di vantaggio. Tutte tattiche già viste e anche da tanto.

6 nov 2020

Tanto rumore nel nulla

La stagione del baseball americana si è giocata in stadi vuoti, per le ragioni che sappiamo. Tuttavia, per i team in campo e per il pubblico a casa, gli stadi sono stati sonorizzati con rumori di folla.

Viene fuori, grazie a un articolo di Sports Illustrated, che l’orchestrazione dei rumori viene eseguita da un iPad in dotazione a ciascuna squadra.

Sembra una sciocchezza, prima di leggere. Invece si scopre che i rumori in gioco sono più di mille, sono sovrapponibili (per un numero di combinazioni possibili altissimo) e ci sono tante sfumature da considerare. Qualche squadra ha applicato personalizzazioni e il tutto è impossibile da attuare senza una supervisione umane, proprio per via delle sfumature.

5 nov 2020

Pensiero computazionale

Non sono parenti. Non sono amici, non sono clienti né fornitori, non li vedo di frequente, non ci dobbiamo soldi, non abbiamo interessi comuni, non facciamo parte di una stessa associazione, non abitiamo vicino, non siamo coetanei né ex compagni di scuola o altro, neanche veniamo dalla stessa area geografica.

Sono semplicemente persone che conosco. Hanno un piccolo ristorante, che ho visto morire in un video su Facebook. Di lockdown, incertezze, chiusure, riaperture a metà, normative contrastanti, tasse assurde, regolamenti a caso e altro. Non so se ci abbiano messo del loro; a me interessa la parte che riguarda il governo e il pensiero computazionale.

4 nov 2020

Scelte di elezione

Scrivo mentre Florida, Texas e Ohio sono ancora lontani dall’essere assegnati e potrebbe vincere chiunque.

Dopo la farsa dei Surface messi in mostra per compiacere lo sponsor, tuttavia, quest’anno ho visto campeggiare su una scrivania degli studi Cnn un MacBook genuino, davvero usato dalla giornalista inquadrata.

Tanto basta a rendermi fiducioso sulla tenuta della democrazia americana.

3 nov 2020

Frecce e setacci

L’ennesima prova che il design e l’interfaccia utente non solo suggeriscono che cosa sia meglio comprare, ma dicono anche tante cose su chi li applica male.

Ne parla John Gruber a proposito della nuova versione della app di Facebook per iOS, con la novità del supporto del dark mode.

Mi sono accorto immediatamente – senza esserne sorpreso – che Facebook ha sbagliato a impostare le frecce che rivelano contenuto gerarchico nascosto. Facebook lo fa nel modo ottuso, come Android, per cui la freccia indica l’azione e non lo stato. iOS funziona nel modo giusto e le sue frecce indicano lo stato, come hanno fatto a partire dal 1984 su Mac.