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5 nov 2026 - Software

Galeotto fu il compilatore

In regime di par condicio e dopo avere ricordato il cinquantesimo anniversario di EMacs, è d’uopo riservare trattamento equivalente ai cinquant’anni di vi.

Come tutte queste storie, inizia da una sfida e questa ebbe come palcoscenico… un modem che collegava i sistemi dell’università di Berkeley a un terminale posto a casa di Bill Joy, allora studente prima di lanciarsi in una carriera imprenditoriale che lascio il piacere di scoprire a chi avrà voglia.

A Berkeley era arrivato a insegnare Ken Thompson, uno dei padri di UNIX, con il suo progetto di compilatore Pascal per lo UNIX suddetto.

A quei tempi l’editor di testo per lavorare sul codice era ed, un comando che lavorava riga per riga e conseguentemente richiedeva la pazienza di Giobbe e anche di qualche altro patriarca. Geremia, noto per le sue lamentazioni, avrebbe potuto benissimo contribuire.

Per mettere a posto il compilatore di Thompson, Joy e colleghi misero prima mano alla questione dell’editor, in modo da averne uno più maneggevole. Nacque così em, Editor per Mortali, visto che solo essere immortali potevano prendersi il lusso di accontentarsi di ed.

em migliorò e divenne en; continuò a migliorare e diventò e-qualcos’altro.

Intanto passavano i mesi e arrivò l’estate. Joy continuò a lavorare sull’editor da casa, con il suo terminale dumb, dotato (come era ovvio nel millenovecentosettanta) delle sole risorse per mostrare caratteri sullo schermo e riconoscere l’input d tastiera. I dati veri andavano al computer centrale, dove aveva luogo l’elaborazione.

Il collegamento era assicurato, parola veramente grossa per l’epoca, da un modem. A trecento baud. Per capirci, a stento sufficiente per mostrare in modo stabile una versione molto base di vi. Quello che era em e poi era diventato en continuò nel suo sviluppo fino a diventare ex e poi infine vi, che stava per la modalità VIdeo di ed.

Stimolato dal vincolo creativo, Joy si era inventato un’interfaccia a comandi che potesse reggere su quella connessione in modo decentemente usabile. Negli anni le cose sono molto cambiate, ma i comandi di base di vi sono ancora quelli e li dobbiamo alla necessità evolutiva di sopravvivenza in una situazione di scarsità di risorse, nella fattispecie di banda passante.

La cosa interessante è che l’oggetto vero di tutto il lavoro, il compilatore Pascal per UNIX di Ken Thompson, fondamentalmente non interessa più a nessuno. Mentre vi è ancora significativo per tante persone e su tanti sistemi.

Ho fatto in tempo a usare brevemente un modem a trecento bit al secondo (che allora equivalevano a trecento baud). Si faceva fatica a chattare. Pensare che un programmatore geniale possa averci fatto sopra sviluppo importante, per settimane, è veramente un attestato di immortalità, a dispetto degli intenti dell’Editor per Mortali.

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