Mi si è aggiornato BBEdit alla versione sedici punto uno e, mel consueto elenco di contenuti dell’aggiornamento, spicca l’insolita voce Performance Improvements.
Contiene ventinove elementi. Creazione del sottomenu Share, avvio della app, lettura di file di grandi dimensioni, controllo del puntatore del mouse durante la scrittura, carico di lavoro richiesto dalla colorazione della sintassi.
Validazione UTF8 e ingestione di file ASCII migliorata di ordini di grandezza (cioè cento, mille, diecimila volte). Lo stesso vale per i calcoli eseguiti durante l’apertura dei file.
Sono più veloci conteggio delle parole, bilanciamento di tag in documenti HTML, controllo ortografico, accesso di AppleScript alle parole in un documento, operazioni di evidenziazione della selezione del testo, la composizione tipografica del testo stesso, la velocità di editing in file grandi o contenenti caratteri combinati in grande quantità (greco, ebraico, traslitterazioni eccetera).
Miglioramenti a pioggia sull’utilizzo dei moduli di linguaggio, sulle operazioni di apertura dei file e specialmente dei file su server remoti, sulle anteprime dinamiche.
Ho sintetizzato, molto. Insieme a questo, la consueta ridda di aggiunte, sistemazioni, cambiamenti. Facile capire come sia stato compiuto un lavoro notevole sul motore e sulle strutture fondamentali del programma, oltre che su quanto l’utente vede o clicca.
Per una app che ha decenni di vita, alla sedicesima major version. Vuol dire qualcosa nei riguardi delle persone che compaiono nel menu informazioni anche se nessuno lo guarda.
Non è da tutti aprire file elefantiaci ma lavorare su file remoti sì, o con la colorazione della sintassi. Un aggiornamento che riguarda praticamente chiunque.
Per quanto a pagamento, monopiattaforma, nato quando un Mac era un oggetto infinitamente più semplice di adesso e il codice applicativo anche, BBEdit rimane un programma esemplare, che vale ogni centesimo.