Non mi sono sicuramente stracciato le vesti quando iPad ha fatto amicizia con trackpad e tastiera e nemmeno succederà ora che sono arrivati i MacBook Pro con lo schermo touch.
Federico Viticci ha sintetizzato le cose in modo intelligente:
Le persone sovrastimano l’importanza delle decisioni passate e sottostimano vastamente la capacità di Apple di cambiare opinione quando il momento è giusto.
Il suo pensiero si articola più compiutamente nella sua prova-lampo, che raccomando di allocare su dieci minuti di attenzione.
Scrivevo anticamente che non avevo niente in contrario a un iPad con tastiera e trackpad se mi avessero lasciato la libertà di usare iPad solo con le mani, come per me è nato per fare. Fortunatamente è successo. Viticci rimarca che nessuno è forzato a usare il tocco sui Mac e che invece possono esserci situazioni occasionali nelle quali fa gran comodo.
Il corollario rientra nelle mie aspettative: è possibile disattivare interamente il tocco sui nuovi MacBook Pro. Se mai ne scegliessi uno, sarei in grado di configurarlo esattamente come ritengo meglio usare un Mac.
Dobbiamo tenere presente anche che si tratta di macchine che arricchiscono l’offerta invece che sostituirla, con un prezzo tutto loro, destinate a gente che – sempre Viticci qui – spesso opera in flussi di lavoro che noi nemmeno ci immaginiamo, a livelli molto sofisticati di produzione video, animazione, modellazione eccetera. Se il tuo compito è esaminare molecole, probabilmente odi come tutti il pensiero di passare giornate con le braccia tese sopra la tastiera, ma nel caso di quella singola manipolazione che ti è apparsa davanti può valere la pena di applicarla direttamente all’oggetto invece che con la mediazione del trackpad.
Non ho detto molecole a caso: i nuovi MacBook Pro accolgono a braccia aperte il formato Dicom per le immagini medicali, con specifica di riferimento per le visione di immagini a trecentocinquanta e seicento nit. La diagnostica su quegli schermi lì non è proprio la stessa che su un MacBook Air modello base (che va molto più che bene nella maggioranza delle nostre vite e su cui lavorerei alla grandissima).
Certo, l’idea di ricoprire quegli stessi schermi di ditate non mi entusiasma; d’altronde una volta rappresentavo forse un milionesimo di voto nella comunità di utilizzatori Apple e adesso meno di un miliardesimo. Non possiamo neanche arrivare a immaginare tutti gli usi possibili di una macchina e probabilmente ce ne sono numerosi che verranno inventati domani mattina, chissà dove e da chi.
Apple lavora per priorità e non per catalogo. Secondo loro, questo è il momento. Ho letto di so-tutto indignati perché i portatili con lo schermo touch esistono da decenni e dove-sta-l-innovazione. C’è stata anche la stagione dei modbook, se è per quello. È che Apple fa le cose con uno scopo piuttosto che siccome può farle.
Mi permetto una chiosa sarcastica: nella pagina dei nuovi MacBook sul sito Apple, le note sull’intelligenza artificiale sono uno dei tanti punti di interesse e non il primo. Stai a vedere che si comincia finalmente a ridare un ordine razionale alle cose?