Ricordare i tempi in cui mi rimproveravano l’entusiasmo per iPad in quanto non si poteva installare Linux. Sono e sono sempre stato fautore del software libero come salvaguardia e stimolo, ma l’approccio stallmaniano nel suo manicheismo non mi ha mai convinto fino in fondo.
È passato qualche tempo e oggi le priorità sono altre. Volendo, Linux su iPad non si installa in senso stretto neanche adesso; ma ci sono novità interessanti.
È infatti uscito LinPad: un ambiente Linux in forma di app da usare su iPad.
Chiaro che non siamo a un apparecchio amministrato da un sistema operativo che non è iPadOS; contestualmente è uno sviluppo notevole, che va oltre la tradizionale sessione ssh per portare sullo schermo di iPad un Linux residente da qualche altra parte.
La notizia impegnativa è che LinPad va installato in sideloading e non si trova dentro App Store.
Bisogna avere voglia di collegare iPad a Mac (o Windows) con un cavo, installare il downloader, fare qualche manovra e poi effettivamente ci si arriva. Ci sono tre sistemi e quello più elaborato è per sempre, mentre due scorciatoie sono più leggere e veloci ma costringono a un intervento settimanale perché tutto continui a funzionare.
Tolta la crosta del sideloading, ci si ritrova con un sistema Linux Alpine in tutto e per tutto, sia pure come app sopra iPadOS. L’ingombro iniziale è attorno ai tre gigabyte e poi dipende naturalmente da quanto ci si porta avanti con l’esperimento.
Un passo avanti rispetto all’installazione della (notevole) a-shell. Abbiamo passato il Linux test? Onestamente lo descriverei come un cambiamento positivo e mi fermerei lì. Sicuramente avere sullo schermo un vero desktop Linux, persistente, indipendente dalla connessione di rete, all inclusive, è un progresso.