Quickloox

Dal mondo Apple all'universo digitale, in visualizzazione rapida dell'ovvio

15 ott 2026 - Internet Hardware

Dilemmi che ronzano

Confrontarsi con le tematiche protogiovanili del 2026 significa affrontare dibattiti come quello sul veganesimo e la violenza sugli animali, di cui un consesso di dodicenni moderni può trovarsi a, diciamo, discutere.

Nel frattempo un sottoscritto attempato potrebbe trovarsi a consultare il suo feed RSS, assolutamente fuori trend, e scoprire notizie interessanti su una startup che lavora al contenimento della diffusione delle 🦟. (L’emoji della zanzara è arrivato perché mi è scappato il dito sull’autocompletamento e per una frazione di secondo mi è parso una zanzara vera cui stavo dando la caccia sopra lo schermo di iPad. Troppo sincronico, lo lascio).

Mosqitter lavora ad apparecchi che ingannano le zanzare femmina senza uso di sostanze chimiche e le attirano come se fossero esseri umani. La zanzara vorrebbe pungere per nutrirsi ma non trova niente e il tutto si traduce sulla carta in una riduzione della popolazione dell’insetto.

Sarà violenza sugli animali, ingannare le zanzare femmina in modo che le loro possibilità di nutrirsi e deporre uova vengano limitate?

La startup aggiunge alla pura lotta antizanzare anche un livello più stimolante di analisi, grazie a uno strato software che riconosce le varie specie e a una rete di condivisione dei dati che può contribuire allo studio e alla conoscenza generale della materia. È molto più di uno zampirone artificiale, insomma. Mosqitter è ancora in piena fase di avviamento ma è passata dalle centinaia di apparecchi venduti alle migliaia. Domani potrebbe diventare un ausilio in tante case di borghesi infastiditi, senza contare i luoghi dove malattie endemiche come la febbre dengue, trasmessa proprio dalle zanzare, miete vittime umane e mina la salute di tante persone. I casi italiani di dengue sono poche decine l’anno, in certi Paesi sono migliaia e sono un problema pesante.

Qui si innesta il mio passaggio recente a Orion come browser preimpostato. Una cosa che non avevo ancora scritto è che Orion parte di default con il blocco delle pubblicità sui siti. Me ne sono reso conto dopo poco tempo; sono sempre stato moderatamente contrario al blocco della pubblicità, ma devo ammettere che la navigazione offerta da Orion, senza inserzioni, è a un altro livello di qualità.

TechCrunch, dove sono andato per leggere di Mosqitter, si è accorto della mia configurazione e mi ha gentilmente negato l’accesso al contenuto, salvo disattivare il blocco della pubblicità.

Si capisce: questi siti vivono di pubblicità e, appunto, c’è un motivo etico dietro la diffidenza verso gli ad blocker. Il problema è quando la pubblicità è troppo invasiva o irrispettosa, ma chi stabilisce la soglia?

Sarà violenza verso i siti produttori di contenuti collegarsi configurando la soppressione degli annunci pubblicitari?

Sarebbe stato facile leggere l’articolo su Safari come avrei fatto due settimane fa. Ho invece lanciato lynx e l’ho guardato via Terminale.

Ho perso tutta la presentazione grafica, la comodità dell’interfaccia utente, l’impaginazione: in compenso ho letto l’articolo a prescindere dalla pubblicità. È un compromesso accettabile? TechCrunch non ha obiettato, su lynx: è perché questo tipo di fruizione è ammesso, anche se sacrifica l’interesse dell’inserzionista, o perché semplicemente passa sotto i radar e costa meno ignorarlo che occuparsene?

Sarà violenza verso TechCrunch consultare i suoi articoli con un browser solo testo?

Sono dilemmi che mi ronzano nella testa e non ho una risposta chiara. Da entrambe le parti ci sono abusi; ci sono siti, pochi ma ci sono, ben fatti e progettati anche sul lato della pubblicità, dove le inserzioni sono davvero un servizio al lettore. Ci sono anche ad blocker indiscriminati che colpiscono nello stesso modo i siti onesti e quelli troppo avidi o troppo trascurati.

L’unica cosa che credo di avere capito con una certa sicurezza è che, ognuno nel proprio ecosistema, le zanzare sono fastidiose come la pubblicità. O viceversa.

Commenta