Quickloox

Dal mondo Apple all'universo digitale, in visualizzazione rapida dell'ovvio

2 ott 2026 - Software

Piacere rapido

Una volta esortato a leggere la recensione di iOS/iPadOS 27 scritta da Federico Viticci, ho letto la mia esortazione, mi sono convinto che avevo ragione e ho letto anche la recensione.

Ho fatto bene, perché iOS 27 (do per scontato che si intenda anche iPad) passa così bene per una versione di sistemazioni e aggiustamenti che non ci si accorge di una mole di miglioramenti quasi sempre minimi e che però si accumulano. Finisco per condividere il giudizio finale di Viticci:

Impossibile girarci intorno: iOS 27 è la versione di iOS più affidabile, veloce e levigata che Apple abbia mai pubblicato.

Al tempo stesso, sono tanto soddisfatto di iOS 37 quanto di avere letto la recensione. Nella quale abbondano le dritte un po’ dovunque. Delle cose che mi interessano più di altre, i miei highlight personali, sottolineo queste:

  • dieci Comandi rapidi inediti già pronti;
  • il supporto di Markdown nelle Note;
  • l’integrazione tra Comandi rapidi e Apple Intelligence.

Markdown, in questo tempo di agenti e harness, è più che mai un must e Viticci nota argutamente che il nuovo Note potrebbe anche permettere a qualcuno di lavorare in Note per poi, con i giusti Comandi rapidi, esportare in Markdown nel posto giusto e così facendo aggiornare un blog. Niente di che, se non fosse che la provocazione sta nel fatto di lavorare con Note. La app continua a migliorare e arricchirsi e lui stesso dichiara di avere considerato l’idea di redigere la sua recensione (sedici pagine gonfie di dati, fatti, schermate prima e dopo, rimandi, insomma una pubblicazione vera e propria) proprio su Note.

Comandi rapidi più Apple Intelligence funzionante è uguale al sogno di una automazione finalmente approcciabile da chiunque. In quanto, per creare nuovi flussi di lavoro in Comandi rapidi, è sufficiente raccontarli a Apple Intelligence.

Difficile rendersi conto se non ci si scuote dall’abitudine. Questa cosa è grossa: non so programmare, ma so che cosa voglio ottenere e so descriverlo. Il sistema prepara il flusso di lavoro per me.

È da System 7 che si fa un tifo sfegatato per e, se necessario, si difende con le unghie e con i denti AppleScript. E poi Automator, con la sua composizione a mattoni.

Questo però, raccontare a iPad che cosa fare così lui lo costruisce, scuote l’intera piramide della difficoltà. Basta saper parlare di quello che si desidera.

Chiaro che così si perde l’apprendimento, si perde la sfida, si perde il self-improving, si perde tutto quello per cui amiamo la programmazione e continuiamo ad amarla. È che, come sempre, sta a noi comportarci responsabilmente verso noi stessi. Se siamo capaci di migliorarci, esplorare, scoprire cose nuove, alzare l’asticella volontariamente, non c’è ragione di non farlo. Non c’è in ballo una questione prestazionale o di efficienza, se vogliamo semplicemente migliorare le nostre automazioni.

Ma dobbiamo pensare anche a quell’esercito di persone che è disposto ad accontentarsi e che, come tale, è rimasto chiuso fuori. Adesso la barriera di impegno personale è scesa quasi fino a terra. Potrebbero entrare nel gruppo degli estimatori di Comandi rapidi persone che mai ci avrebbero pensato fino a ieri. E qualcuno di loro, varcata la soglia, potrebbe anche scoprirsi disposto a chiedere di più a sé stesso, per usare Apple Intelligence come rampa di lancio invece che come stampella.

La grande promessa tradita dell’informatica è dare a ciascuno di noi il sistema su misura per noi. Improvvisamente il tavolo creduto cementato al suolo si ribalta e l’impensabile, prima di giugno, diventa possibile. E quale azienda potrebbe mai pensare di dare ai propri utilizzatori una possibilità mai vista prima, organizzata, strutturata, migliorata anno dopo anno come caratteristica intrinseca del sistema? Viticci:

Perché, dopotutto, continuo a piacermi lo scrivere di un’azienda che, contro tutto e contro tutti, rimane affamata e folle abbastanza da provare qualcosa di nuovo.

Nel mio piccolo, lo riecheggio volentieri.

Commenta