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27 set 2026 - Internet Hardware

Cervelli di silicio

Tutti sanno certamente che l’Unione Europea lavora con tutte le proprie forze e capacità per promuovere il ruolo dell’Europa nel settore paurosamente strategico dei microprocessori.

A questo scopo è stato presentato a giugno il Chips Act due punto zero, che costruisce sullo sforzo già compiuto con la prima versione di rafforzare la sovranità tecnologica europea:

Il Chips Act originale ha segnato la prima risposta coordinata europea alle vulnerabilità critiche nella catena di approvvigionamento globale dei semiconduttori. Ha contribuito a mettere in movimento cinquantadue miliardi di euro in investimenti pubblici e privati, nonché creato una stima di quarantaseimila posti di lavoro diretti e indiretti e rinforzata la capacità europea di ricerca e innovazione nei semiconduttori.

Nel duemilatrenta il giro d’affari globale dovrebbe superare un trilione e trecento milioni e l’Europa ne vuole una fetta. Poi l’innovazione, l’autonomia e l’indipendenza dalle altre macroregioni eccetera eccetera. I semiconduttori sono una risorsa vitale nel mondo moderno e la cronaca ci insegna quanto sia pericoloso dipendere da partner che potrebbero diventare inaffidabili.

Con i semiconduttori si fanno i computer, i datacenter, la robotica, le reti evolute, i droni… nel ventunesimo secolo, sono un componente cruciale per qualsiasi sistema economico moderno.

In realtà abbiamo in Europa un patrimonio industriale unico al mondo, che neanche i cinesi. Probabilmente dipende dalla nostra storia con la stampa e i caratteri mobili. Nessuna industria della stampa ha radici storiche importanti come quelle nel continente europeo.

Un passaggio chiave della produzione di semiconduttori è la litografia ultravioletta estrema, da cui si parte per produrre i circuiti più avanzati al mondo. E in tutto il pianeta esiste una sola azienda che fornisca sistemi di litografia ultravioletta estrema. Ha una capitalizzazione di seicentosessanta miliardi di dollari. Si chiama ASML e sta in Europa. Ripeto: neanche la Cina ha saputo finora emulare, ricostruire, copiare, approssimare il know-how su questa tecnologia, che ha margini di precisione assurdi.

Ecco. Nel duemilaventicinque ASML ha ottenuto in’Europa l’uno percento dei suoi profitti. Nel duemilaventiquattro era il cinque percento.

Nel primo trimestre di quest’anno, ASML ha raccolto in Europa esattamente lo zero percento dei suoi profitti e del proprio fatturato.

Ma il Chips Act due punto zero certamente porrà rimedio. Il mondo invidia i nostri cervelli a Bruxelles.

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