Dopo sedici anni è emerso alla ribalta delle cronache il video della sessione di domande e risposte con i giornalisti che Apple improvvisò di fronte alla tempesta mediatica dell’Antennagate: iPhone 4, se tenuto con le dita sopra l’antenna incorporata, prendeva meno.
Come qualunque altro telefono cellulare del tempo. Ma fu solo Apple a essere investita dallo scandalo.
Mi scuso per l’autocelebrazione. È che ci sono eccezioni a tutte le regole. Scrissi La presa di sale, metà sfogo e metà investigazione. I telefoni non Apple che nelle istruzioni riportavano senza fare una piega quello che Steve Jobs diceva tra la rabbia e l’ilarità generale: lo stai tenendo nel modo sbagliato.
Cretini non improvvisati (voglio dire, cretini con impegno e ampia competenza nell’esserlo) mandavano video di giri in macchina con soste a caso, per mostrare che qui c’erano tre tacche, lì meno tacche. Cretini, questi sì, improvvisati ma entusiasticamente cretini che li rilanciavano come vangelo. Gente chiunque che si fermava a caso per la strada e metteva il terminale fuori dal finestrino.
Persone altrimenti intelligenti come Paolo Attivissimo che chiamava la loro attività campionamento. Un cretino mostrava un iPhone senza campo in California e quindi doveva valere anche per la Lombardia.
Sedici anni dopo è fin troppo facile capire dove stava la verità. Un bel tentativo di sgambettare Apple con marketing aggressivo, finito nel nulla come mostra l’oggi. Un coro di cretini, con cui confrontarsi fu dura in quanto, si sa, ti portano sul loro terreno e ti battono con l’esperienza.
Prendiamola positivamente. È stata una delle ultime occasioni di sentire Steve Jobs argomentare e affrontare la stampa, con energia e spirito nonostante la magrezza, quasi protetto da Tim Cook e Bob Mansfield che lo affiancavano. All’inizio della conferenza la prima domanda arriva da una giornalista, che gli chiede come stia. Almeno una persona umana, nel consesso, c’era.