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Dal mondo Apple all'universo digitale, in visualizzazione rapida dell'ovvio

10 set 2026 - Hardware Software

La ricchezza nascosta

È appena arrivato iPhone Duo ed è scontatamente iniziato il coro greco dei dimmi che sai solo frasi fatte senza dirmi che sai solo frasi fatte.

La coincidenza interessante è che accade insieme alle prese di posizione di matematici rispetto agli exploit delle sedicenti intelligenze artificiali alle prese con problemi matematici del tipo di quelli che riguardano la ricerca di determinate situazioni in campi delimitati (per quanto vastissimi) di indagine.

Non linko perché, invece della documentazione puntuale, mi interessa qui l’approccio, che non dipende dalla stretta precisione fattuale. Sugli specifici magari torniamo in un secondo momento.

Terence Tao, che già conosciamo, è stato il primo e probabilmente uno dei più autorevoli in assoluto tra i matematici a sottolineare, più che l’impresa in sé di Claude o ChatGPT (perlatro agevolati da uno schieramento di persone e software di cui il pagatore mensile non vede neppurce l’ombra), le sue premesse.

In matematica, ha spiegato Tao che a questo punto prendiamo come sineddoche, esempio per comprendere tutta la categoria, la soluzione al problema non è l’obiettivo, ma una base di lavoro comune. Attraverso il lavoro condiviso e collettivo per arrivare alla soluzione nascono nuovi strumenti, si aprono nuove frontiere e altri problemi, si approfondisce in campi adiacenti come non sarebbe altrimenti successo, nascono relazioni tra persone e organizzazioni, nuovi ricercatori si guadagnano i gradi sul campo. Tutto questo parte come sforzo di vertice e poi, con il progresso e la sempre maggiore comprensione dei fenomeni indagati, il sapere si diffonde verso il basso. Alla fine, il lavoro di pochi matematici di élite risulta di beneficio all’intero settore e lo ritroviamo anche nei libri di scuola, dopo essere passato dalle università.

In matematica, riassume Tao e non il mestierante di tastiera che è il sottoscritto, la ricerca di una soluzione a un problema è un momento estremamente fecondo, come direbbe il prelato invitato a inaugurare la nuova sala parrocchiale; da quella traccia nasce una quantità di sapere e di sviluppi di cui tutti, e si può allargare a tutti noi, ci avvantaggiamo.

Vedere la soluzione del problema e ignorare questo effetto valanga, che è la vera qualità di tutto il processo, è una variante del problema del dito guardato al posto della luna.

Lungi da Tao demonizzare l’intelligenza artificiale, di cui è utilizzatore e conoscitore sommo. I matematici non sono luddisti, anzi, sono fin troppo consci delle potenzialità a disposizione e questo li entusiasma. È che, fanno notare, l’AI arriva alla soluzione come se lo scopo fosse quello. La trova e abbiamo finito. Tutto l’indotto positivo di cui sopra svanisce. Aver trovato la soluzione sposta una voce tra due liste o aggiunge una spunta a un elenco e poi più niente.

Molto più modestamente e in piccolo, i leoni di tastiera vedono iPhone Duo e si scatenano sull’innovazione, chi copia e chi ha copiato, quanto venderà o non venderà, e cambiare ogni anno, signora mia quanto costano oggi e così via.

Nessuno che si allontani dal dito. Un nuovo modello, per Apple, non è un nuovo SUV che deve contribuire ai dati sulle immatricolazioni per andare a chiedere sussidi allo Stato. È il componente di un ecosistema che ha una funzione precisa e il cui obiettivo, visto che parliamo di una società per azioni, è produrre profitti. Il punto è che il profitto immaginato dai commentatori Brancaleone si misura in unità vendute o, se vogliamo, in tonnellate di hardware.

Apple invece lavora sul profitto generato giornalmente da ogni apparecchio attivo per ogni giorno della sua vita. Ovviamente guadagna anche dal prezzo di vendita, che però è un inizio, non un compimento.

Nel frattempo, il nuovo software, i nuovi componenti, i progressi tecnologici, i processi industriali, le nuove fasce di utenza interessate, tutto giova alla saluta complessiva dell’azienda mentre le parti più competitive e innovative si propagano lentamente agli apparecchi di minor costo e maggior tradizione.

Un problema matematico irrisolto o l’uscita di un nuovo iPhone sono punte di iceberg. Sotto ci sono quantità immense di acqua dolce, vita, sostegno alla crescita. Invisibili a chi sa stare solo in superficie.

Gli LLM, nell’ambito matematico, si comportano esattamente come i commentatori improvvisati di Apple. Questo per quanto riguarda la voce intelligenza.

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