Senza dare alcun giudizio, nondimeno sollecito e incoraggio alla lettura dell’enciclica Magnifica Humanitas di papa Leone.
Vorrei essere chiaro. Qualcuno la leggerà comunque per dovere e dirà che contiene verità illuminanti per via della propria fede; qualcun altro scarterà con sdegno l’idea di una lettura percepita come confessionale per via della propria posizione atea o agnostica o pastafariana o quant’altro.
A mio modestissimo parere, sbagliano entrambi gli insiemi. C’è una istituzione che perdura da duemila anni e, qualunque pregiudizio positivo o negativo si possa avere, questo pesa. La sua autorità massima dispone di una preparazione scientifica indisputabile, a parte la sua figura magisteriale religiosa.
La lettura che viene fatta dell’intelligenza artificiale e delle sue ricadute è di lungo respiro, lontana da è una rivoluzione che cambierà tutto e da si stava meglio quando si stava peggio, gli elementi più nocivi per il dibattito, oggi e sempre.
È un testo che ha un peso e fissa dei punti imprescindibili per arrivare ognuno a formulare il proprio ragionamento e prendere posizione, in accordo o in disaccordo che sia con l’approccio personale alla metafisica o alla spiritualità.
Non è bella o brutta perché arriva dal Papa, ma in funzione di quello che contiene e afferma. E su sono convinto che abbiamo tutti di cui misurarci con la sua lettura.