Si sa da tempo che Apple anticipa informazioni sull’accessibilità nei prossimi sistemi operativi invece di aspettare quel paio di settimane che arrivi WWDC.
Aggiungiamo un’informazione in più. Non è solo per dare rilevanza a funzioni importantissime ma per relativamente poche persone, destinate quindi a una copertura immeritatamente sintetica nel corso del keynote.
Il terzo giovedì di maggio di ogni anno si celebra invece il Global Accessibility Awareness Day. Quest’anno, giovedì ventuno maggio.
Il comunicato di Apple è datato diciannove maggio e la cosa non è certo dovuta a uno scherzo del destino.
Sorvolo sui contenuti spiccioli perché conta più l’attitudine, in campo accessibilità, dell’elenco delle migliorie. Apple continua a tenerci e continua a distinguersi, conta questo. Ancora di più, per tanti significa recuperare pezzi di vita e di esistenza che spesso vanno molto oltre il poter alzare il font per vederci meglio.
Eccezione: la possibilità per Vision Pro di governare carrozzine, opportunamente cablate. A volte anche un joystick è fuori portata dal residente in sedia a rotelle. Con Vision Pro, tuttavia, può usare il puntamento oculare, dentro un’interfaccia il cui sfondo è una ricostruzione fedelissima di quello che c’è davanti.
Da fuori di testa, commercialmente e finanziamente, far piovere milioni sulla ricerca e sviluppo di un apparato che alla fine potrebbe realisticamente interessare oggi mille o duemila persone. L’evidenza di questo tipo di disturbo mentale, tuttavia, mi fa dormire più sereno.
Bonus: il video associato al comunicato è da vedere ma più che altro da ascoltare. Soprattutto il finale.