Alcuni social mi vincolano alla presenza per questioni di lavoro mentre altri, per esempio TikTok, no. Perfino da TikTok possono peraltro arrivare cose buone, come il racconto della cantante Brye di come ha creato il suo singolo più famoso. Lo riprendo però da John Gruber.
Dicevo, Brye ha raccontato la nascita del suo successo Lemons:
Il mio liceo aveva dato un iPad a tutti. Lo usavo con GarageBand per scrivere musica per la scuola. E poi ho fatto quel piccolo demo per Lemons, l’ho registrato su iPad con il mio piccolo orribile microfono esterno, l’ho diffuso per vendicarmi di un tizio che mi aveva trattato in modo orrendo, ed è esploso.
Adoro la follia di questa cosa, di una canzone mandata in streaming centinaia di milioni di volte, in classifica nella top cinquanta dei brani più virali, fatta su GarageBand. Non servono equipaggiamento da specialisti né un titolo di studio, se hai un’idea. GarageBand è gratis sull’iPad della scuola.
Ho condensato le considerazioni di Brye per trattenerne il succo (Lemons…). In questa fase nella quale sembra necessario spendere almeno venti euro al mese per fare qualcosa di non originale, l’idea che in un posto evoluto una liceale possa scoprirsi autrice a costo zero con la dotazione della scuola torna a essere rivoluzionaria. E guarda caso si sovrappone con ottima approssimazione alla missione di Apple, quella vera, quella originale: dare alle persone lo strumento per crescere, per alimentare una passione, per realizzare un sogno.
Quante chiacchiere sulla didattica, sull’intelligenza artificiale, sugli schermi a scuola, spazzate via da una ragazzina a cui bastava una mattonella di vetro con dentro un software gratuito per diventare una star. A patto di trovarsi dentro un sistema che glielo ha consentito.