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11 mag 2026 - Internet

Ripartire da Zork

Ho assistito a una presentazione che descriveva per il volgo lo scenario dei cosiddetti world model, i possibili successori degli LLM, capace di andare oltre le limitazioni degli attuali grandi modelli linguistici.

Uno dei protagonisti in questa fase è Yann LeCun, ricercatore di eccellenza nel campo, per anni a capo delle iniziative di Meta e da qualche tempo impegnato in un progetto diverso, AMI Labs, appunto centrato sull’idea dei world model.

Il presupposto di LeCunn è che gli LLM siano arrivati al capolinea sostanziale delle loro possibilità. Sono straordinari per elaborare il testo, ma se vogliamo sviluppare ulteriormente l’intelligenza artificiale non si può prescindere da modelli che contengano una rappresentazione del mondo reale. Gli LLM, anche se Altman (OpenAI, ChatGPT) e soci sostengono il contrario, non sono in grado di acquisire questa rappresentazione. Sono come i topi di biblioteca più fissati dell’universo, dotati di una conoscenza libraria senza eguali nella storia, che non hanno mai pedalato in mountain bike lungo un percorso nei boschi o non si sono mai sbucciati un ginocchio.

Per fare capire la differenza di approccio tra un world model e un LLM, il presentatore ha portato questo esempio, riportato a memoria, fedele al significato anche se non alla forma:

quando ci dirigiamo verso una porta chiusa, non lavoriamo per prevedere la posizione di ogni molecola di aria nella stanza. Invece lavoriamo su una rappresentazione astratta dell’ambiente: c’è una porta, la porta è chiusa, dobbiamo aprirla.

Ho chiuso gli occhi ed ero dentro Zork. O equivalente.

Per notevole coincidenza, da Zork ho trovato questo estratto:

guarda
Questa è una piccola stanza ricavata nella parete del burrone. C’è un’uscita verso il basso, per un pendio precario. Sul lato nord della stanza si trova una massiccia porta di legno, con una piccola finestra sbarrata da una grata di ferro. Un lucchetto ferma un formidabile chiavistello che blocca la porta. Il buco della serratura del lucchetto è coperto da un piccolo coperchio di metallo.

apri la porta
La porta è chiusa.

inventario
Porti con te:
Un giornale
Una tovaglietta
Un tagliacarte

esamina la porta
La porta è in quercia ed è chiusa.

apri il coperchio
Il coperchio ora è aperto.

guarda nel buco della serratura
Non vedi alcuna luce.

passa il giornale sotto la porta
Il giornale si accartoccia e non passa sotto la porta.

passa la tovaglietta sotto la porta
La tovaglietta passa con facilità sotto la porta.

inserisci il tagliacarte nella serratura
Da dietro la porta arriva un debole rumore e si alza una nuvoletta di polvere.

prendi la tovaglietta
Sulla tovaglietta si trova una chiave di ferro arrugginita, che cade sul pavimento.

prendi la chiave
Presa.

apri la porta Con che cosa?

apri la porta con la chiave
il buco della serratura è bloccato.

prendi il tagliacarte
Preso.

apri la porta con la chiave
La porta è ora sbloccata.

apri la porta
La porta è ora aperta.

Quarant’anni fa si era capito come descrivere un mondo. Milioni di persone si sono immaginate un mondo nel colloquiare con la rappresentazione di un modello della realtà o, nel caso specifico, di una realtà creata dagli autori.

Forse, dopo fatica e un numero cospicuo di miliardi di dollari, si arriverà a compiere il prossimo progresso sostanziale nell’intelligenza artificiale: ripartire da Zork.

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