Il pollo sono io. La batteria è quella dell’auto che ho ereditato qualche anno fa a causa di una variazione sostanziale nello stato del mio albero genealogico.
L’auto era in buonissimo stato e viene regolarmente usata per le operazioni di servizio: va e vieni da scuola, va e vieni da palestra, va e vieni dalla stazione ferroviaria.
Recentemente la batteria è morta. Non potevo raggiungere l’officina ufficiale e così sono ricorso a quella dietro casa, che ha confermato la diagnosi e ha sostituito la batteria.
Quello che ignoravo completamente è che il cambio della batteria, su quest’auto, resetta l’autoradio di serie. Al riavvio, l’autoradio ha chiesto un PIN di quattro cifre.
Successivamente ho scartabellato ovunque, senza trovare traccia di un appunto in merito che speravo di scoprire postumo. Perché in quel momento, senza pensarci troppo, ho detto mah, proviamo. E ho provato uno due tre quattro, poi zero zero zero zero, poi nove nove nove nove.
Al terzo fallimento, la radio si è bloccata e mi ha detto di aspettare trenta minuti. Intanto sono andato dove dovevo andare, in dieci minuti.
Più tardi sono risalito in macchina, ho avviato il motore e, sorpresa, il contatore dei trenta minuti di cooldown era ripartito da capo.
Non mi capita praticamente mai di stare in auto più di mezz’ora, ma questa è la condizione necessaria per ottenere un altro tentativo di sblocco.
Ieri sera, per un colpo di fortuna, mi sono ritrovato a condurre un evento proprio a una mezz’oretta da casa. Al termine del conteggio, la radio è tornata disponibile per il quarto tentativo di Pin.
Erano le venti e naturalmente l’officina ufficiale era chiusa. Il codice deve essere fornito da quest’ultima, che prima deve verificare la regolarità della richiesta da parte del legittimo proprietario. Poco male, ho detto: domani chiamo e mi faccio dare il codice.
A sera tarda, risalgo in macchina per tornare a casa. Accendo il motore et voilà, sono ripartiti i trenta minuti di quarantena. Per uscire da questa situazione devo quindi avere chiesto preventivamente il codice, passare almeno mezz’ora in auto e cogliere l’attimo finché il motore rimane acceso.
Di fatto, è passata una settimana da quando ho cambiato la batteria e ancora non ho riavuto il permesso di utilizzare la radio, sulla mia auto.
Sono stato abbondantemente pollo perché non avevo mai consultato il manuale del mezzo sull’argomento, ignoravo gli effetti del cambio di batteria e ho sottovalutato il rischio di provare Pin banali. Dopo dieci errori, la radio si blocca ancora più di così e bisogna farla sbloccare, sempre presso l’officina ufficiale. Come possa bloccarsi a un livello superiore all’attuale mi sfugge e certamente preferisco evitare di venirlo a sapere per via empirica.
Dicevo, sono stato pollo, molto pollo e potevo muovermi in modo più evoluto. L’idea del Pin ha evidentemente un obiettivo di sicurezza, nel complicare un utilizzo da parte di malviventi, cosa molto comprensibile. Credo però che la procedura di protezione contro gli errori ripetuti di PIN abbia qualche falla importante di design, perchè dovrebbe complicare la vita più a un malvivente che a me. E invece.