Il modo più semplice e banale, nonché economico di sostenere il software libero è scaricarlo, installarlo, usarlo. O almeno provarlo.
Da lì i più volonterosi possono propagandarlo, adottarlo nel proprio flusso di lavoro, dare una mano alla localizzazione, effettuare una donazione, collaborare allo sviluppo, segnalare i bug. Lo spettro è ampio e c’è spazio per chiunque.
Tutto questo per spiegare perché l’uscita di Inkscape 1.4.4 può essere una non-notizia che ci lascia indifferenti, oppure un segnale da captare, secondo le proprie disposizioni e la propria visione del mondo.
Mondo che è centrato ossessivamente sul sé, sul proprio, sull’orticello, specialmente in Italia. Prendere coraggio per portare sulle spalle una spruzzatina di bene collettivo è una mossa oggi sconvolgente e problematica. È anche l’unica che può contribuire a migliorare il panorama. A rendere positivo il nostro bilancio personale di contribuzione alla comunità rispetto a quello che altrimenti prenderemmo senza dare.
Oltretutto, nel campo del disegno vettoriale, Inkscape ha anche i suoi punti di debolezza. Ma certo occupa un posto tra le soluzioni migliori.