Qualcuno, inevitabilmente, si è perso la storica mostra su Martin Mystère e Mac organizzata dall’All About Apple Museum.
Proprio oggi è stata inaugurata l’occasione per espiare e redimersi, con gioia e piacere. All About Apple ha infatti aperto Questioni di carattere, che resterà aperta fino a fine anno. Più di un semestre per emendarsi e diventare migliori.
Il concept della mostra sul lato tipografico è stato creato da Giovanni Cignoni, guru della storia dell’informatica, mentre All About Apple l’ha adattata al contesto del museo, dove per ovvia conseguenza l’esposizione sfoggerà tutto quanto attiene alla tipografia nella storia di Apple.
Le stampanti, ImageWriter e LaserWriter, sono solo la punta dell’iceberg. Si sa tutti che Steve Jobs frequentò a tempo perso corsi di calligrafia in università, perché amava alla follia questa disciplina, e volle fortemente che Macintosh stabilisse uno standard in quel momento inarrivabile per chiunque altro, dai pixel quadrati in poi. Anche oggi la potenzialità tipografica di macOS è vastamente superiore a quella di qualsiasi altro sistema operativo.
Sul lato del contenuto, vero è che il primo passo lo ha fatto Gutenberg, che viveva più su; altrettanto vero è che da Manuzio in giù, come era d’uso in quei secoli, l’Italia ha fatto scuola e dettato lo stile e lo stato dell’arte.
Come ho già ripetuto altre volte, la tipografia è un mondo che l’informatica ha approcciato con la delicatezza di un rimorchiatore e, però, con il lavoro sui font a metrica variabile, i fogli di stile CSS e HTML 5, Unicode, l’umanità si sta riappropriando dell’arte antica, con tutti i vantaggi in versatilità del digitale. Il bizzarro ma divertente esempio de Il Covile mostra perfettamente dove eravamo e dove potremmo tornare domani, tutti quanti invece di una ristretta cerchia di iniziati come nel Cinquecento.
Ce n’è abbastanza per un viaggio a Savona? Occhio che poi si torna con addosso la brama delle grazie, degli ascendenti, delle legature, roba che segna per una vita e rende febbrilmente più felici.