Porto una ferita nell’animo: nella vita sono stato invitato a cena per vedere le foto delle vacanze. Esperienze snervanti e neppure formative.
Si dice che il progresso porti solo nuove negatività, eppure c’è qualcosa di interessante da dire a proposito di quei quattro perditempo che hanno fatto di recente una gitarella di dieci giorni e hanno scattato un po’ di foto, persino con iPhone.
Tale Hank Green, sicuramente un tipo particolare, ha messo insieme una timeline interattiva delle foto del quartetto. Nessun bisogno di subire una proiezione dilettantistica vincolata dalla buona educazione, libertà assoluta di scegliere quando e dove.
Questo è potuto accadere perché il web è nato per dare potere e possibilità a chi lo usa e certi servizi più vecchi, come Flickr, funzionano ancora come servizi invece che come macchine da monetizzazione. Per esempio, i dati EXIF delle foto vengono preservati, c’è rispetto per le licenze. È per questo che la Nasa, per la missione Artemis II, ha usato Flickr.
Il web è nato anche per l’apertura dei dati e della conoscenza, nel rispetto della riservatezza. Chi rispetta questo principio, per esempio la Nasa riguardo alla divulgazione della sua missione in orbita lunare, ha fornito alla comunità API aperte e libere che consentono a chiunque di sapere dove e in che assetto si trovava la navicella Orion in un qualunque momento del volo.
In questo modo una persona non comune, come Green, ma certamente indipendente, come potrebbe essere ciascuno, ha potuto assemblare la timeline associando con precisione le foto al momento in cui sono state scattate.
È una bella storia di web, digitale, informazione libera, scienza condivisa, comunità, progresso umano, lontana dal chiasso dei telefonini dannosi per la salute e dei social alla dopamina (l’ultimo dei test di intelligenza: quando una persona comune e priva di preparazione specifica parla di cellulari o di social e dice dopamina, con certezza possiamo smettere di ascoltare senza perdere alcunché).
E poi la timeline è impressionante. L’umanità è capace di grandi imprese, nonostante i cretini che la abitano.