Devo a
kOoLiNuS l’individuazione di questo straordinario post di Jason Fried,
Due visioni per il futuro. Lo rubo tutto, per una volta spero che nessuno si arrabbierà. Ne vale la pena.
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Che momento interessante.
Guardiamo a due diverse visioni del futuro. Possono coesistere, ma sono punti di vista radicalmente diversi su che cosa sia moderno, che cosa sia attuale e in che direzione andiamo.
Una visione elimina l’interfaccia utente dal campo visivo. L’altra è interfaccia utente ovunque si guardi.
Anche se funzionerà ancora per più di un mese, Apple ha tenuto a comunicarmi per posta che Streaming Foto cesserà di funzionare il giorno 26 luglio e, francamente, dà più fastidio la lettera che il contenuto.
La ratio dell’operazione è chiaramente fare pagare iCloud Foto, o come si chiama, a chi sfruttava Streaming Foto gratis. Alzo la mano e faccio un passo avanti: sì, sono anche uno di quelli che per abitudine creava un album condiviso e lo metteva in iCloud, così le immagini non contavano per il limite operativo di Streaming Foto.
Gira una notizia qualunque che nemmeno sto a cercare: l’intelligenza artificiale aiuta gli archeologi a trovare qualche oggetto di grande importanza, o una tomba, o circa.
Subito si levano i commenti del partito del chatbot più in voga: visto che l’IA non è dannosa? Visto che cosa può fare l’IA?
Premesso che il fastidio per l’abbreviazione ossessiva supera di gran lunga quello per la difesa di ufficio contro un’accusa che nessuno ha formulato (anzi), leggendo qualcosa salta fuori che alla fine gli archeologi hanno lavorato sui dati dell’aerofotogrammetria, hanno applicato tecniche di machine learning per esaltare i dati significativi e grazie a questo lavoro è arrivata la scoperta.
Ho partecipato a suo tempo al prefinanziamento di
50 Years of Text Games, quando ho accennato alla
vicenda di LambdaMOO come viene narrata nel libro.
Ora il lavoro è stato completato e 50 Years of Text Games è completo, scaricabile e anche in stampa a seconda del livello di KickStarter che si era scelto.
Ci sono opzioni di acquisto anche per chi non abbia partecipato all’iniziativa e scopra il libro oggi. Naturalmente deve piacere il genere; cinquant’anni di giochi testuali sono una materia assai specifica.
Omaggio a The Verge per questo bell’articolo sugli eroi dimenticati di watch:
i pulsanti di sgancio del cinturino.
Dentro ciascun meccanismo di sgancio i pulsanti sono tre, anche se ne vediamo solo uno, e gli altri due interagiscono al momento di staccare o attaccare un cinturino.
Il sistema prevede anche perni e molle (!), a una scala talmente ridotta che Apple ha fatto incetta in Svizzera di macchine per la lavorazione a controllo numerico, di quelle abitualmente acquistate da Rolex e in grado di lavorare con tolleranza massima di cinque micron, dove l’ordinarietà sta sui cinquanta/settanta.
Oggi Reddit è a rischio implosione per
avere messo a pagamento le sue interfacce di programmazione applicativa, e che pagamento; ci sono
servizi che dovrebbero pagare decine di milioni e quasi certamente chiuderanno a breve appunto per
l’impossibilità di farlo.
Sembra tutto abbastanza irragionevole.
Ma c’è stato un tempo più gentile e lungimirante, in cui si scriveva per costruire più che per monetizzare a ogni costo, e la rete costituiva un luogo di aggregazione per interessei comuni piuttosto che un mare dove fare pesca a strascico a caccia di denaro.
Ci ho messo del tempo, ma eccomi qui:
L’io della mente è un libro in cui Douglas Hofstadter e Daniel Dennett raccolgono contributi autorevoli sul tema della mente, il cervello, l’intelligenza e l’intelligenza artificiale, per aggiungere in coda a ciascuno le proprie riflessioni.
Uno di questi contributi è
Menti, cervelli e programmi di John Searle, nel quale il suddetto descrive l’esperimento della stanza cinese, in cui un umano chiuso dentro una stanza combina simboli sconosciuti in entrata a simboli sconosciuti in uscita, in base a un manuale in suo possesso, e all’esterno sembra rispondere a tono a domande in cinese, mentre l’umano il cinese non lo sa; si limita a seguire il manuale di combinazione degli ideogrammi e non sa che significato abbiano, né che cosa legga o scriva.
Dimmi perché dovrei scegliere Magnetic Media Network al posto di qualche altro rivenditore Apple che magari costa pure meno e fa le stesse cose.
Sembra perché dovrei comprare un Mac/iPhone/iPad/watch/tv/Vision Pro quando posso prendere un apparecchio che fa le stesse cose e costa meno?
La storia si ripete, come la cultura e come la dissonanza cognitiva.
In ogni caso, la risposta è perché MMN festeggia l’arrivo dell’estate con un barbecue memorabile.
Se ti accorgi di avere troppo spesso per la bocca il lemma intelligenza artificiale usato per programmi specializzati (in modo incredibile e utilissimo) nell’assemblare testo una parola dietro l’altra, senza avere la minima nozione del contenuto, suggerisco una terapia.
Riguardare il
keynote di presentazione di WWDC
Contare quante volte viene detto artificial intelligence o ai.
Contare quante volte viene detto machine learning.
Tirare le conclusioni, consapevoli che quanto viene chiamato intelligenza artificiale oggi dai più è solo una applicazione particolarmente raffinata e complessa di una azione precedente di machine learning.
Questa
piccola perla arriva da un ricercatore che, dice, ha trascorso il dieci percento della sua vita nel Technology Development Group di Apple a creare prototipi di neurotecnologia.