Sono una cattiva persona in quanto, pur avendo
emacs a disposizione, cerco un minieditor quick and dirty per quelle numerose circostanze in cui la necessità è correggere un refuso o aggiungere una riga a un file di configurazione più corto di questo capoverso.
Unix mi offre da sempre
pico e
nano, che però sono poco pratici nel caso di righe più lunghe della schermo e non supportano pienamente Utf-8, dalle accentate in avanti.
Personalmente preferisco un Mac con macOS, ma giudico vitale che esista sempre la possibilità di installare sistemi operativi open source sui computer Apple.
C’è un’ottima notizia a questo riguardo: sono stati pubblicati i
nuovi driver grafici OpenGL per Asahi Linux su Apple Silicon. È così ottima da essere ancora migliore: non si tratta del gioco di prestigio di un maghetto dello hacking che con un salto mortale carpiato riesce a fare partire qualcosa pieno di bug e che non partirà a nessun altro; i driver – versione OpenGL ES 3.1 per i precisi – sono conformant, ovvero hanno passato infinite batterie di test previsti dalle organizzazioni che amministrano gli standard Linux.
Nel 1968 il biologo Paul Erlich divenne personaggio pubblico grazie al suo libro The Population Bomb, in cui sosteneva che
la Terra non potesse dare supporto a più dei tre miliardi e mezzo di persone presenti in quel momento. Di ospitata in ospitata Erlich preannunciò una carestia senza precedenti, in cui sarebbero morte di inedia centinaia di milioni di persone, e si trovò a discutere con Julian Simon.
Dove Erlich vedeva un meccanismo inarrestabile che avrebbe travolto la civilizzazione Simon, economista,
pensava alla capacità di adattamento umana. Se qualcosa manca, si troveranno alternative.
Ora finalmente capisco che cosa intendono gli androidiani quando dicono che i loro apparecchi costano meno e fanno le stesse cose.
Sono stato sprovveduto nel pensare che valesse la pena spendere centinaia di euro per un watch, quando in autogrill puoi trovarne un equivalente perfetto per diciannove virgola novantanove euro.

Parlavamo di
catastrofismo viziato dall’impossibilità di traguardare la propria analisi oltre la normale aspettativa di vita e in un certo senso costretto a posizionare temporalmente le catastrofi troppo vicine a noi.
Giovanni Sartori è stato un insigne politologo e sociologo, campi nei quali ha lasciato un’impronta importante e autorevole.
Ha ottenuto riconoscimenti a pioggia; nondimeno, ha voluto trascorrere gli ultimi anni della sua vita come editorialista del Corriere della Sera, dove spesso e volentieri scriveva dell’imminente rischio da sovrappopolazione.
I negazionisti costano tempo, fatica e stress; gente impermeabile ai fatti che si rifugia per inadeguatezza in una realtà parallela.
Oggi ho capito che paghiamo un altro debito e in misura maggiore del percepito: i catastrofisti. E ho capito perché.
Qualsiasi catastrofista ragiona entro un arco temporale massimo paragonabile alla vita umana.
Purtroppo passare da persona o organizzazione responsabile che lancia un allarme a catastrofista nocivo è semplice: diramare previsioni sbagliate.
Mi trovo in un’auto che abilita
CarPlay solo se iPhone è collegato via cavo.
Uso l’iPhone in questione per lanciare
Prompt e aprire un collegamento SSH con un Mac remoto.
Aperta la connessione, inizio a scrivere il percorso di un file e uso il tasto tabulatore per l’autocompletamento, come è prassi comune in Unix.
Premo Tab e il Terminale non autocompleta. In compenso, sullo schermo di CarPlay compare la parola Advertisement. Solo quella, nessuna pubblicità reale. Intanto però la radio di bordo si è fermata, come se dovesse davvero passare uno spot.
…E faceva caldo al punto che, nella zona normalmemte destinata alla ricarica dei device, gli apparecchi suddetti
non volevano caricarsi, con tanto di avviso, in attesa di una riduzione della temperatura.
Ovvio e naturale che succeda, però su tutti gli apparecchi insieme dovevo ancora vederlo.
Lo abbiamo usato come pretesto per introdurre un purificatore d’aria
Purifier Cool AutoReact di Dyson. Intercetta le partcelle sospese, fornisce una analisi della qualità dell’aria e abbassa di qualcosina la temperatura.
Dopo una estate sufficientemente sudata posso solo concordare con la ricerca della Florida Atlantic University sullo
sporco presente sui cinturini degli orologi e l’efficacia dei mezzi di pulizia. Nel mio caso, il cinturino di pelle di watch ha vero bisogno di una ripulita. Sporco, naturalmente, significa carica batterica.
Come
ha notato John Gruber, nello studio ci sono quattordici occorrenze di apple e, in tutti e quattordici i casi, si parla di apple cider vinegar, aceto di sidro di mele, come metodo di pulizia.
Nuove frontiere dei contenuti online: uno stagista sotto sostanze psicotrope ha scritto per la sezione Microsoft Travel di MSN.com una guida ai luoghi turistici da visitare in Canada e vi
ha aggiunto, venisse appetito, la Food Bank: la sede dell’organizzazione canadese che aiuta i bisognosi incapacitati a mettere un piatto caldo a tavola.
Mi sono sbagliato: sopra ho scritto stagista mentre la dizione giusta è intelligemza artificiale.
Quella che cambierà tutto e porterà la prossima rivoluzione, tanto è vero che Microsoft ha fatto i salti mortali per integrarla alla velocità della luce in Bing. Così che possa consigliare ai visitatori del Canada il pranzo alla mensa dei poveri.