C’era un ulteriore elemento simbolico nella
finalissima della National Football League di cui
ho anticipato giorni fa: si affrontavano nell’
Allegiant Stadium di Las Vegas i Chiefs, i capi pellerossa, contro i 49ers, quelli del Quarantanove, intenzionati a sovvertire l’ordine costituito. Pur del tutto nominalmente, una forza di conservazione e una di cambiamento, la prima delle quali detentrice del
trofeo Lombardi e fortemente intenzionata, figuriamoci, a mantenerlo.
Temi interessanti: la voglia di Patrick Mahomes, guida dei Chiefs, di riconfermarsi e la presenza nella stessa squadra del fidanzato della cantante Taylor Swift, idolo assoluto negli Stati Uniti. Dall’altra parte, i 49ers schieravano come quarterback Brock Purdy, soprannominato Mister Irrilevanza: duecentosessantaduesima scelta nella lega, ottavo quarterback, un emerito nessuno che, vistasi aperta la strada dagli infortuni dei titolari, si è dimostrato un leader. Naturalmente, la sponsorizzazione da parte di Apple Music dello show di metà partita.
A scuola lamentano che non ci sono computer per tutti, per insegnare Office in terza elementare. Proprio a scuola che dovrebbe essere un bastione del sapere, si dovrebbe avere presente che lo scorso anno
è stata dimostrata la completezza Turing dell’origami.
Come del resto vale anche per
Life di John Conway. Però un computer bisogna averlo.
Invece, qualsiasi problema computabile può essere computato piegando un foglio di carta. È ovvio che a un certo punto tutto diventi teoria, ma nell’articolo linkato e poi nel
paper vengono mostrate la logica di fondo e le istruzioni per produrre concretamente e in modo semplice i cancelli logici alla base del funzionamento dei transistor e della logica booleana.
Non era mai successo che dovessimo convertire all’ultimo momento una serata di boardgame in presenza in un ritrovo online.
Nel farlo ho scoperto che, se
Battle for Wesnoth su iPad è da tempo fermo alla versione 1.14.13 (gioco su quella), la sua
controparte desktop ha ricevuto un aggiornamento non banale, per quanto di manutenzione. Mi sono anche reso conto che da tempo la versione iOS è diventata gratuita; la raccolta fondi tramite la distribuzione del software è demandata a
Steam e
itch.io. Chi vuole lasciare un contributo monetario a
uno dei più bei giochi di strategia e tattica, con una buona community e sviluppo costante anche se lento, sa dove andare.
Faccio una eccezione alla regola che il retrocomputing va bene purché non sia fine a se stesso e incoraggio chiunque a iscriversi su Facebook (se si frequenta Facebook) a RetrocomputerClub.
Perché hanno trovato un reperto eccezionale:
la foto di un grande della musica rock alle prese con un computer dell’epoca. (Sì, credo che il link funzioni solo per gli iscritti).
Non è spoiler rivelare che si tratta di
Bill Wyman, bassista dei Rolling Stones fin verso il termine del ventesimo secolo, alle prese con
Space Invaders nientemeno che su un Apple II+ con doppio lettore di floppy.
Guardo il
Super Bowl sempre e figuriamoci se mi perdo questa domenica
una sfida per il titolo tra Kansas City e San Francisco.
Negli ultimi anni
mi sono trovato bene con NFL Game Pass, novantanove centesimi per accesso al Super Bowl e ai contenuti collegati. Così mi sono dispiaciuto nel constatare via app che la lega americana ha demandato la gestione del Game Pass a Dazn, la quale da diversi anni trasmette l’evento in streaming, ovviamente a pagamento.
Definire editor di testo
BBEdit è in effetti riduttivo; definire editor di testo SimpleText sarebbe stato esagerato.
Da non confondersi con
quello dalla t minuscola, SimpleText era… testo e basta. Una finestra e ci si poteva scrivere dentro, salvare un file.
Su un Macintosh di trent’anni fa poteva comunque avere un senso, perché a volte era l’unico in grado di aprire file danneggiati o di applicazione sconosciuta e poi aveva un incredibile, per i tempi, limite di trentadue kilobyte. Tantissimo.
E pensare che il machine learning in quanto tale ha utilizzi straordinari.
Due ricercatori si sono aggiudicati un cospicuo premio in denaro per avere
vinto la Vesuvius Challenge: sono riusciti a
leggere il primo di un tesoro di manoscritti scoperti (e probabilmente ce ne sono ancora da scoprire) in una villa romana di Ercolano sepolta a suo tempo dall’eruzione del Vesuvio.
Era una sfida perché i manoscritti erano – e sono – arrotolati. La cenere rovente da cui sono stati coperti li ha cotti, prima di conservarli come i burrito che sembrano oggi, fragili e intoccabili: il tentativo di aprirne fisicamente uno ha portato unicamente a una striscia di frammenti di papiro illeggibili e inutilizzabili.
Vince la giornata di oggi questo mitico, alla lettera,
rimarco di Federico Viticci sul nome del grande modello linguistico messo a punto senza fanfare da Apple e chiamato in codice Ajax.
(Da non confondere con
Ferret che è un altro tipo di operazione).
Ajax è il nome latino di Aiace, eroe greco della guerra di Troia che al termine di varie
peripezie e interventi divini perde il senno e si toglie la vita con la spada dell’eroe troiano Ettore.
La missione spaziale
Axiom 3 è prossima al completamento, con l’ammaraggio che avrà luogo nei prossimi giorni dopo
un ritardo dovuto al maltempo.
Gli astronauti hanno beneficiato durante la missione di una app di telemedicina,
GVM Assistance Space Health, capace di tenere sotto controllo i parametri vitali e comunicare con la Terra per aggiornare il comando missione.
Ho scoperto che nell’operazione c’è lo zampino del gruppo StartApps operante in
Magnetic Media Network, il più grande rivenditore Apple italiano.
Succede che Apple presenta
Vision Pro e, un po’ per volta, i talk di
Emacsconf me li sto guardando tutti.
L’anello di congiunzione è che alla fine siamo fatto della stessa pasta dei nostri dati. In più ripensavo anche al mio amico autore di
che bello PowerPoint che scrive le presentazioni da solo.
E arriva questo James Howell, docente di
Penn State University, apparentemente con
una reputazione molto buona come docente, a rimarcare tutta una serie di distanze, culturali, morali, ahimé pochissimo materiali nella sua dissertazione su
Comporre e presentare corsi universitari con Emacs e un insieme di software libero.