La situazione equivoca di cui
parlavo un anno e mezzo fa relativa a Battle for Wesnoth si è chiarita.
Ora su App Store sta una versione unica della app, aggiornatissima, in mano a chi si occupa dello sviluppo generale del gioco e non a carneade che abusano della facoltà di mettere mano su codice open source.
Battle for Wesnoth per iOS costa 4,49 euro che vanno certamente a contribuire alle spese di mantenimento del progetto o a compensare sviluppatori volontari. Niente ambiguità, niente equivoci. Le condizioni a contorno sono proprio cambiate.
La cronaca registra (via 9to5Mac) un ennesimo esempio di persona
salvata da problemi cardiaci gravi tramite un preallarme dato da watch.
Ora come ora sono un BBEditiano puro (tra l’altro la versione 12 appena uscita ha aggiunto l’unica cosa che un po’ si poteva invidiare ad altri editor di testo). Scrivo prevalentemente in Markdown o anche in Html diretto, dipende (anni di personalizzazione fanno sì che io abbia una combinazione di tastiera per ogni tag importante e la velocità di scrittura in Html sia praticamente quella del testo normale).
Grazie a Flavio per una immagine speciale dal
Mediolanum Forum di Assago in occasione del
concerto di non addio di Elio e le Storie Tese.
Si era parlato delle
difficoltà di Ambrosia Software e oggi, capitando casualmente sulla
pagina home della società, constato che si apre una volta sì e tre no.
Le pagine interne a volte rispondono e altre volte, più spesso, no.
Pare che non sia stato annunciato con nettezza ma che i fatti portino alla conclusione più logica: si è conclusa anche la storia dei creatori di Maelstrom. Ambrosia Software non mangerà il panettone quest’inverno.
Passati alcuni giorni di
intenso utilizzo di BBEdit 12, segnalo un miglioramento assolutamente decisivo, che vale il prezzo del biglietto da solo: il completamento automatico dei delimitatori di testo.
Ho accennato
numerose volte al linguaggio di programmazione Swift ideato da Apple per sostituire il vecchio Objective-C e ora open source, liberamente adottabile anche fuori da un Mac.
Script e automazione, i veri tesori sepolti dentro i computer che usiamo, spesso inconsapevolmente, per lavorare noi invece che fare lavorare loro. Non esiste altro patrimonio altrettanto sottovalutato.
Qui, uno
script bash per contare le pagine dei Pdf presenti nelle cartelle selezionate, una o tutto il sistema.
Difficile. Certo, ma c’è valore. Non è che una cosa difficile abbia valore di per sé, ma questa, senza Terminale, come si fa?
Interessante perché mostra la potenza di alcuni comandi che possiamo anche eseguire a mano quando serve e che aspettano lì, nella finestra poco amica della shell.
Rimango completamente convinto di quello che ho scritto oltre un anno fa
a proposito di umani, algoritmi e informazione e rincaro la dose oltre a (ri)consigliare
NextDraft per le notizie dagli Usa.
Fa notizia proprio perché non dovrebbe più farla: i dati di Flickr dicono che nel 2017 iPhone è stato
la fotocamera assolutamente più usata.