Nelle prossime due settimane credo che darò spazio a un’urgenza personale. Settembre è infatti vicino. Settembre 2022.
Da qui a un anno la figlia più grande inizierà il triennio che completa il primo ciclo di scuola primaria. E, se nessuno fa qualcosa, comincerà ad affrontare l’informatica a scuola; le insegneranno… a usare Office.
Devo fare qualcosa anche a costo di buttare via del tempo e voglio abbozzare un curricolo di studi tecnologici alternativo, che si basi sugli standard e sugli skill prima che sulle applicazioni, sia trasversalmente applicabile a tutte le materie e che insegni ai ragazzi qualcosa di interessante, utile e accessibile per la loro età.
Ho iniziato a leggere tutta la documentazione tecnica legata all’annuncio della
protezione allargata dei bambini annunciata da Apple. Una faticaccia, ma voglio capire molto bene ogni piega dell’annuncio.
Al momento capisco che sono stati fatti tutti gli sforzi possibili per tutelare la privacy. Molti dei commenti in merito all’annuncio sono inesatti quando non inventati di sana pianta: umani di Apple intervengono (e possono intervenire) solo e unicamente in casi di gravità clamorosa, che eccedono una soglia di tolleranza sotto la quale tutto resta invisibile come è giusto che sia. Il lavoro di identificazione dei contenuti pericolosi per i bambini viene svolto in locale da software di apprendimento meccanizzato. Il confronto con il materiale fotografico presente su iCloud – la funzione agisce solo se è attivo il servizio iCloud Photos – avviene attraverso hash che oscurano totalmente la sostanza del materiale. Eccetera.
Il cavo
Pantone 3 in 1 è proprio una bella idea.
Da una parte è USB 2/3. Dall’altra è nativamente MicroUSB e così carica un sacco di aggeggi come dischi, luci da lettura, ventilatori da scrivania, accessori a non finire.
Sul connettore MicroUSB si può attaccare un convertitore che lo trasforma in Lightning. Così si caricano innumerevoli iPhone, per esempio. Il convertitore è attaccato al cavo principale tramite un filo di plastica, così è sempre a disposizione. Quando esco e devo portarmi un cavo da ricarica, questa è davvero una buona soluzione.
Giù il cappello davanti a questa
cronologia dei sistemi operativi degli ultimi settant’anni.
Attualmente lo schema, che per forza di cose non può essere completo né mai lo sarà, mostra la bellezza di ottocentotrenta sistemi operativi.
La maggior parte sono meteore sconosciute persino a sé stesse; molti sono scomparsi prima di arrivare a oggi; e poi si vede la storia vera dell’informatica.
Le curiosità che è possibile appagare, previo averne in merito ovviamente, sono abbondanti e le cose che si scopriranno saranno in certi casi una sorpresa, per esempio da chi abbia preso diciamo ispirazione il sistema operativo della PlayStation.
L’Italia ha vinto il concorso canoro Eurovision, i campionati europei di calcio, l’oro maschile sui cento metri piani olimpici e quello del salto in alto sempre maschile, ambedue per la prima volta nella storia.
Un vento di euforia spazza la nazione.
Eppure tutto deve essere messo in prospettiva e in secondo piano, se si pensa che
l’Italia è il prossimo Paese ad avere nella beta di iOS 15 le nuove Mappe.
Leggo che
quest’anno Google abbandonerà Qualcomm e costruirà i propri processori per computer da tasca.
Ho la sensazione che venga già fatto, da un’altra società, da qualche anno, con discreti risultati, ma non riesco a focalizzarne il nome, magari poi mi viene in mente.
Può anche darsi che proprio i risultati ottenuti da questa società con i suoi processori fatti in casa sia la ragione del cambio di rotta di Google. Che dice anche molto sulla competitività dei processori usati attualmente, forse non proprio ottimale.
C’è ancora qualcuno dotato di buona volontà. Nello specifico, su The Eclectic Light Company hanno iniziato a spiegare perché gli aggiornamenti di macOS siano così corposi e, nello specifico dello specifico, perché
quelli di Big Sur superano ogni record.
Intanto, tutti gli aggiornamenti di Mac sono universali. Contengono tutte le varianti necessarie per tutti i modelli di Mac. Il principio è che ogni aggiornamento debba essere bastante per l’intera gamma di modelli da aggiornare.
Abbiamo interrotto un soggiorno di quasi due mesi al mare all’incirca perché il trenta luglio terminava un leasing.
Avevamo tre giorni per restituire il bene oppure pagare il riscatto ed entrarne in possesso. Soprattutto, la comunicazione relativa sarebbe arrivata per posta cartacea, al mio indirizzo canonico. Bisognava essere a casa.
Nel rientrare, siamo stati allietati da altre comunicazioni.
La tassa comunale sui rifiuti: dovuta, modesta, scadenza tranquillissima. Unico neo: sette fogli di carta per farti pagare un F24 semplificato composto da due righe.
Non capita tutti i giorni che Luca Maestri, Chief Financial Officer di Apple, parli agli analisti di un caso di successo di Apple in azienda avente per protagonista una società italiana.
Capita anche meno spesso che il sottoscritto faccia parte del progetto.
Stavolta è capitato.
Non aggiungo altro per discrezione. La
presentazione dei risultati finanziari agli analisti è disponibile pubblicamente a chi avesse tempo da perdere per cercare dettagli.
Festeggio orgoglioso con il ritorno a un monitor 4k dopo due mesi di metà HD, un tiramisù non previsto, una to do list da paura e un weekend che eccezionalmente lascerò libero dal lavoro.
Ho il piacere di ospitare nuovamente, dopo diverso tempo, Stefano:
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Per ragioni di lavoro ho dovuto abbandonare il mio vecchio iPad Pro da 12”9 di terza generazione per passare al nuovo modello carrozzato con M1. Il vecchio terminale aveva poco disco oramai.
In quell’occasione ho deciso il salto verso la tastiera retroilluminata (prima avevo la tastiera stile folder) che avevo trascurato durante la sua presentazione principalmente per l’aumento di peso, concentrandomi sulla portabilità della vecchia soluzione e non dando troppa importanza al “mouse” per iPad.