Comincia
così un lungo thread Twitter di Steven Sinofsky:
Un evento Apple di lunedì! (Non) per coincidenza la prossima settimana ricorre anche il trentesimo anniversario del lancio dei PowerBook al Comdex di Las Vegas […] PowerBook ridefinì i portatili. […] Che storia di innovazione.
Che godimento, se il sito di
LoveFrom, restasse com’è per sempre!
Al posto dei chi siamo (abbinati ai chi se ne frega), degli scopri i nostri servizi (nel senso dei sanitari?), dei WordPress con il plugin bello ma che costi poco. Sembra una guasconata la pagina messa in piedi da Jonathan Ive e compagnia e invece quella virgola sposta una montagna di cose.
Pensa un po’ che non hanno scritto il testo per il motore di ricerca e non hanno cercato l’engagement attraverso la reach della community targettizzata con le call to action per generare le lead e spedire le DEM.
Dopo vari esperimenti condotti con iMovie,
mChapters e soprattutto
ffmpeg, che è straordinario ancorché esoterico, ho capito il necessario su come aggiungere capitoli a un video.
Peccato che YouTube non li importi e non li riconosca, a favore del suo metodo che a questo punto vedo necessario applicare ex post al posto delle soluzioni più eleganti che immaginavo fossero possibili.
Metto l’arte da parte. Però è stato un bel viaggio.
Per ora si può lasciare un commento dalla
pagina apposita di Muut per QuickLoox. I commenti torneranno disponibili in calce ai post appena possibile.
Sono in procinto di dotarmi di un watch Series 7 e ho letto con doppia attenzione la
recensione di John Gruber su Daring Fireball.
Mi è piaciuta perché ha toccato corde cui sono più sensibile. La cura per i dettagli, la differenza che può fare un millimetro nel case di un orologio, l’evoluzione dello schermo dal primo modello a oggi, le particolarità del bordo convesso della Series 7.
Mi è piaciuta questa considerazione:
Federico Viticci ha pubblicato e reso liberamente disponibile
Apple Frames 2.0, la testimonianza più evidente del potenziale insito nello scripting e nell’automazione.
Chi segua il suo sito MacStories sa che le schermate di sistema operativo e programmi vengono pubblicate nella cornice del prodotto: che io sappia, nessun altro lo fa. Tutti noi comuni mortali acquisiamo una schermata e pubblichiamo la schermata.
Lui no. Se la schermata arriva da un iPhone X, la vediamo dentro il telaio di un iPhone X, come se fosse stata fotografata la macchina mentre mostra la schermata.
Proprio l’altro giorno, su stimolo di
Edoardo, inserivo qui
un vecchio articolo scritto molti anni fa per Macworld Italia, con riferimenti all’epoca in cui Apple chiudeva l’anno fiscale 1997 con un miliardo di dollari in perdite su sette miliardi di ricavi.
Stava tornando Steve Jobs e le cose cambiarono piega nel giro di pochi mesi.
Oggi leggo che Apple potrebbe
chiudere l’anno fiscale 2021 con un attivo di cento miliardi di dollari.
Di fronte a una notizia come questa possono aprirsi numerosi fronti di discussione, di cui uno solo mi interessa: comunque vada, abbiamo vissuto un momento storico irripetibile.
Che leggerezza, che letizia vedere Dr. Drang mettere insieme un pezzo di
Python e un pezzo di
AppleScript per
risolvere una faccenda di web scraping inerente il recente voto in California. Dove, racconta,
il problema maggiore era raccogliere i risultati del voto pubblicati dall’ufficio della Segreteria di stato californiana. […] Che non ha pubblicato alcuna tabella singola dei voti organizzati per contea, ma cinquantotto pagine web indipendenti, appunto una per contea.
La sfida diventa allora automatizzare il processo per evitare errori indotti dalla noia, cosa che potrebbe accadere a chi si ritrovasse a riunire a mano i risultati provenienti da cinquantotto pagine differenti.
Di solito il fine settimana è avaro di notizie interessanti, ma fa eccezione
Python al primo posto nella
classifica dei linguaggi più usati secondo Tiobe, che è la fonte tradizionalmente più seguita in tema.
Il primo posto era da decenni, senza esagerare, una faccenda a due tra
C e
Java e questa variazione è davvero epocale.
Noto distrattamente che
Swift è diciassettesimo e
Lisp trentanovesimo, niente di particolarmente inconsueto. C’è anche
Scheme quarantreesimo, che un po’ sarebbe da contare come Lisp, anche se cambierebbe assai poco.
Neanche un mese stavamo a
I progressi delle CPU Apple si arrestano e il futuro appare grigio per l’impatto che inizia a farsi sentire dell’esodo di ingegneri verso Nuvia e Rivos. A Milano direbbero ciumbia, roba forte, con spiegazione-shock:
Riteniamo che Apple abbia dovuto ritardare lo sviluppo del nucleo della CPU di prossima generazione per via del ricambio di personale che ha dovuto affrontare.
Oggi possiamo leggere la recensione del chip A15 presente negli iPhone 13, curata come sempre in modo esemplare da AnandTech: il titolo sintetizza
più veloce e più efficiente.
Dopo lo
studio commissionato da Apple a Forrester sull’adozione dei Mac M1 in azienda eccone
un altro, sponsorizzato da
Kandji, che è sostanzialmente concorrente di
Jamf e vende soluzioni per facilitare la gestione nelle aziende di grandi quantità di Mac.
Lo studio mostra a suon di numeri che le persone al lavoro preferiscono scegliere che computer usare, che molto spesso hanno più piacere nell’usare un Mac, il quale ha un costo totale di proprietà inferiore a quello dei PC e in definitiva è più conveniente, oltre a essere più produttivo e a favorire il buonumore della forza lavoro.