Andy Somerfield di Affinity ha dispiegato
una lunga serie di tweet per raccontare il rapporto tra Affinity Photo e le schede grafiche, a partire da quando i progettisti della app ne hanno deciso il progetto. Una scheda grafica ideale per Affinity Photo avrebbe avuto
tre requisiti.
Ho già spiegato i perché della
decisione di investire quattro euro e novantanove ogni mese in Arcade.
Ieri ho provato con le figlie
Lego Builder’s Journey ed è stato uno di quei momenti in cui hai la conferma che il ritorno è valso la spesa.
Di sicuro non è
Monument Valley 2 (che tra l’altro
ha aggiunto di recente un nuovo capitolo al gioco), o almeno non ancora; abbiamo appena cominciato.
Tuttavia c’è atmosfera, c’è magia, a ogni livello c’è una piccola sorpresa in più oltre che una piccola difficoltà in più.
Sono ricorsi i
vent’anni di iPod e naturalmente Bill Gates aveva ragione:
non sarebbe durato.
Peccato che avesse ragione come quello che guarda dalla finestra la pioggia che cade e commenta prima o poi smetterà, trascurando che l’unica informazione rilevante di tutta la situazione è esattamente quando accadrà.
iPod è oggi un evento storico, un cambio di pagina poderoso che ha trasformato la parabola di Apple in modo decisivo e veramente cambiato le vite.
Jean-Louis Gassée ha perfettamente inquadrato la situazione all’indomani della presentazione dei nuovi processori M1 nel suo commentario su
Monday Note.
La fazione Intel del nostro villaggio ha archiviato M1 Pro e Max come notevoli, ma non proprio una minaccia: “Certo, Apple è in vantaggio sui tempi per via del loro accesso alla tecnologia di fabbricazione di circuiti da cinque nanometri di Tmsc, ma una volta che Intel ci arriva, i chip x86 supereranno Apple Silicon, specialmente grazie al loro accesso alla vasta libreria di software per Windows”.
Il progetto Sigil mette a disposizione un editor per lavorare sui testi che compongono un ebook e nel contempo lasciare inalterata la struttura dell’ebook stesso.
È facilissimo smontare un ebook per accedere ai file in esso contenuti ed editarli ed è ugualmente facile rimontare tutto al momento giusto. È anche dannatamente noioso. Se occorre fare test ripetuti per risolvere un bug o decifrare un comportamento strano del codice, diventa mortale. L’idea di Sigil è rendere possibile la modifica dei file e intanto lasciare integro l’ebook. Un uovo di Colombo.
Voto perfetto per la leggerezza con cui Dr. Drang affronta un problema che solo apparentemente sembra ozioso –
quanti giovedì ci sono in un mese dato? – e, per quanto di portata ridotta, riesce a ispirare un lavoro non banale con i Comandi rapidi.
Poi fa anche invidia perché, come se niente fosse, nei suoi ultimi post inanella appunto Comandi rapidi,
LaTeX,
AppleScript,
Python e pare quasi che lo faccia apposta.
(Il numero dei giovedì in un mese, per convenzione, corrisponde al numero di settimane in un mese e può avere una effettiva importanza in certe questioni amministrativo-burocratiche).
Sedici anni fa Steve Jobs annunciò
il passaggio di Apple ai processori Intel, visto che l’architettura PowerPC non riusciva a tenere il passo con quella x86.
Un anno fa Tim Cook ha annunciato
il passaggio di Apple ai processori Apple Silicon, dal momento che l’architettura x86 non tiene il passo con quella Arm.
Tre giorni fa l’amministratore delegato di Intel ha annunciato che
spera di riuscire a costruire i chip Apple Silicon per conto di Apple.
Qualcuno aveva già capito che il lavoro non richiede per forza, sempre, necessariamente la presenza simultanea in ufficio. La pandemia ha forzato anche i più riottosi ad accorgersi che la collaborazione e la produttività possono trovarsi distribuiti nello spazio, oltre i confini fisici.
Siccome la stessa cosa vale anche per i confini temporali, è ora di renderlo chiaro a quanta più gente possibile, anche se la pandemia questo non lo catalizza.
Una
presentazione durata neanche un’ora, aperta da Tim Cook in mezzo a un’area incolta di Apple Park: forse è finita la benzina? Una cosa fatta in fretta? Gli iPad Pro non sono venuti pronti in tempo?
In un altro stacco si vede benissimo la zona di Apple Park perfettamente ordinata. E nessuna inquadratura è lasciata al caso. L’ho vista come un invito a trascurare la forma e badare alla sostanza.
La sostanza è tutta nei nuovi system-on-chip, M1 Pro e M1 Max. Poi bisognava parlare anche di computer, perché un processore è utile solo quando lo si può dirigere. Così, dopo una spruzzata di musica, è stato tutto MacBook Pro.
Il
sostegno di Apple al progetto Blender è proprio una bella notizia. Vuol dire che il miglior modellatore 3D open source sulla piazza sarà cittadino di prima classe su macOS.
Vuole inoltre mostrare che persino una multinazionale multimiliardaria può sostenere in modo trasparente il software libero; certamente Apple chiederà cose alla comunità di sviluppo di Blender, ma pagherà in abbondanza per il disturbo e i miglioramenti al programma finiranno anche dentro le versioni per Linux e altri sistemi operativi.