Ho commesso un po’ di errori e usato un po’ troppa approssimazione nel
post sulla dipartita da Apple di Ian Goodfellow e forse è meglio riparare in un post diverso per non snaturare quello originale.
Goodfellow, prima di tutto, era in Apple
da aprile 2019 e non da quattro anni.
Zoë Schiffer non ha scritto un articolo ma
un tweet, che è stato ripreso da altri media aggiungendo dichiarazioni da personale Apple in forma anonima.
Scrivo questo post con
Runestone, un editor di testo recente che continua a non essere
BBEdit per iPad e che però rappresenta un miglioramento incrementale in varie direzioni verso la disponibilità di una app veramente ideale per un apparecchio diverso da Mac.
La categoria di editor di testo su iPad è particolarmente inflazionata e viene spontaneo filtrare con una certa severità le informazioni, dopo avere provato qualche programma e non avere trovato alcune novità che giustificasse una nuova esperienza. Runestone ha superato la prima scrematura grazie alla buona
recensione di Alex Guyot su MacStories, a cui rimando per una disamina capillare di quello che fa o non fa.
Come proprietario di un Mac mini e di uno schermo privo di webcam integrata, mi sono interessato alle soluzioni di telecamera virtuale per usare un iPhone o un iPad come webcam di Mac e, grazie a
Fëarandil, ho scoperto
OBS con cui da molti mesi mi trovo molto bene, in congiunzione con
Camera for OBS Studio su iOS. L’unica lamentela che posso avere è mancare del tempo per approfondire il funzionamento di un software completissimo e spaziale nelle sue possibilità.
La notizia è di quelle da prendere con pinze molto lunghe, perché arriva da The Verge ed è firmata da Zoë Schiffer, che ha avuto rapporti professionali con Apple di natura piuttosto agitata.
Se però è vero che Ian Goodfellow, da quattro anni direttore del programma di machine learning di Cupertino, ha deciso di
lasciare l’azienda anche per via del programma di ritorno in ufficio post-pandemia, si tratta di un campanello di allarme interessante.
Breve storia di Twitter, lavori sicuri e idee sprezzanti di giornalismo.
Leggo una giornalista
elogiare un’altra giornalista.
Vado a vedere, per fiducia. Eva Giovannini si occupa di cronache inerenti astronomia e imprese spaziali. Il tema mi interessa; inizio a leggere i suoi tweet e trovo qualcosa che non va.
Lo faccio sapere.
Sottosuolo perché
le pagine di Dostoevskij sono attuali e potrebbero informare meglio un sacco di gente che ha problemi dentro sé e sceglie una via sbagliata per affrontarli o dribblarli, a seconda dell’intenzione di partenza.
Sottosuolo perché Scripting OS X parla
dell’uso di shellcheck per eseguire il controllo sintattico degli script di shell, attuato dentro BBEdit.
Il che è parallelo al comportamento delle persone suddette, solo che porta beneficio. Invece di avere problemi dentro il Mac, si va a risolverli (io in genere vado a crearli e shellcheck mi serve più che il filo interdentale). Invece che tenerle dentro, pardon, sotto il cofano, le soluzioni arrivano al livello dell’interfaccia utente, salgono in superficie.
Gli eventi della cronaca fanno scrivere a molti di una ritrovata unità di intenti e soprattutto di capacità concreta di influire sugli eventi da parte dell’Europa.
Purtroppo c’è da ricordare che l’Europa è capace anche di straordinaria ottusità e che gli esempi di quest’ultima per ora soverchiano le note positive. È in questo contesto che John Gruber scrive su Daring Fireball un capolavoro a partire dal titolo,
La nota esperta di design interattivo e sicurezza Margrethe Vestager riprogetta il supporto Nfc di iPhone.
Apple ha fatto cose splendide, cose discutibili, cose orride. È che ne faceva poche, all’inizio praticamente solo una. Ora ne fa decine, centinaia e diventa più difficile accorgersi del buono o del meno buono, quando non sia in evidenza.
Di una delle cose più belle degli ultimi tempi, design magico che just works, ho già parlato:
la torcia elettrica di watch.
Oggi ne ho vissuta un’altra.
Mi tocca la riunione in presenza. Mi tocca preparare alcune slide, cosa che non amo particolarmente, condizione però necessaria nel contesto della riunione.
Dopo che Apple ha annunciato Apple Silicon, gli altri hanno cercato di serrare i ranghi, prima facendo finta che non fosse un salto avanti di indiscutibile superiorità per nascondere l’impreparazione, poi cominciando a prepararsi.
Riferisce Tom’s Hardware che Qualcomm, dopo avere acquistato la startup Nuvia apposta per lo scopo,
conta di fare uscire chip paragonabili a M1.
Disponibilità di massa, per la fine del 2023. Qualcomm riferisce che già da fine di quest’anno manderà campioni del chip ai produttori di computer, per tappare buchi, aggiustare dettagli, sistemare problemi. Così ci sarà modo abbondante di fare trapelare test di velocità non verificabili e basati su hardware che nessuno può usare, tuttavia ottimi per la propaganda.
Quando ci si cimenta con l’automazione personale e lo scripting, l’ostacolo più frequente è di caratura minima. Imparare a programmare, creare diagrammi di flusso con la mente, immaginarsi algoritmi, niente di tutto questo. Ci si blocca sulle sciocchezze.
Oggi sono riuscito a installare
TermiWatch su watch, dopo
essermi bloccato. Il problema? In fase di ricerca e sostituzione, Xcode vuole un Invio che di norma su Mac non è necessario. Non ci ho pensato e mi ero perso in un bicchiere d’acqua. Ora, TermiWatch funziona (ho usato Apple Frames di Federico Viticci per incorniciare la schermata: strumento eccezionale, scaricabile gratis dall’
archivio di MacStories).