Si può girare intorno alla questione dei metodi usati per individuare foto improprie sul computer di chi le detiene, per anni. Apple ha fatto la sua parte con i piani di scansione automatica degli apparecchi alla ricerca di immagini riscontrate nei database Csam di pedopornografia alimentati da forze dell’ordine e organizzazioni no profit. C’è stato un grosso movimento di opinione contrario e il risultato è che oggi Apple ha portato la cifratura end-to-end su quasi tutti i propri servizi iCloud.
Giravano gli orologi digitali a cristalli liquidi e giravano pure le calcolatrici tascabili. Qualche adulto saggio ci disse di fare attenzione: che cosa sarebbe successo se una catastrofe avesse eliminato fonti di energia e l’umanità fosse incapace di fare i conti a mano, rimbecillita dalle calcolatrici?
(Chissà dove sono adesso. Potrebbero ringalluzzirsi nel leggere il comunicato dell’aggiornamento del motore generativo di testo al centro delle cronache, che ora dispone di
capacità matematiche migliorate… ovvero commette meno errori, più difficili da trovare).
Si trovano risorse per imparare Common Lisp ovunque, del tutto gratis e nulla di quello che sta per seguire è dovuto, necessario, per forza conveniente. Eppure.
The Common Lisp Cookbook è comodamente accessibile via web in edizione integrale, gratis. È un testo di base che va abbastanza avanti per chiunque sia seriamente interessato e risolve alcuni problemi iniziali di configurazione di poco peso, ma che possono disorientare un principiante, come scegliere un ambiente di sviluppo adeguato e che cosa installare per potersi muovere liberamente. Buona lettura, in definitiva.
Le ragazze crescono. Ieri sera per la prima volta ci siamo confrontati su
Alto’s Odyssey sul televisore governato da tv.
È stato un pezzo di serata piacevolissimo, tra risate e chiacchiere, con un gioco tranquillissimo per quanto anche intrigante nella sua semplicità, adatto a qualsiasi età salvo sufficiente coordinazione oculo-manuale, disponibile tramite Apple Arcade oltre che su iOS e iPadOS.
È stato un confronto, non una sfida. Lidia ha dichiarato da subito di avere interesse solo a migliorare il suo record personale, senza gare. Lo stesso ho fatto io, che peraltro in giochi di questo tipo non eccello e che in un ambito di sfida avrei potuto perdere con facilità.
L’unica paura che bisogna avere è quella di non tentare tutto quello che vorremmo. Le cose cambiano, nascono idee nuove, fossilizzarsi sulle abitudini sembra protettivo all’inizio ma si rivela presto una posizione perdente.
Ho provato nel tempo centinaia di app, da quando ancora si chiamavano programmi, ogniqualvolta ci fosse la minima aspettativa di scoprire qualcosa di interessante.
Ho dato fiducia a estensioni, plugin, moduli esterni, script, espansioni infinite di infinito software, sempre per trovare qualcosa di inedito. Sempre per fare un passo in più.
Myst fu effettivamente incredibile per la sua epoca, una specie di meteorite piombato in mezzo ai dinosauri. Veramente insane,
pazzesco.
Il suo fascino veniva dalla presentazione di un mondo vuoto e inerte che tuttavia pulsava del ricordo di chi lo aveva abitato come da trama (svelata man mano che si procedeva nell’esplorazione).
I giochi di oggi sono perlopiù abitatissimi e pieni di movimento, ma assai più vuoti a causa della mancanza di immaginazione e dell’impossibilità commerciale di realizzare qualcosa fuori scala per il momento presente almeno quanto lo fu Myst così tanti anni fa.
È presto per dirlo con sicurezza e non ho le capacità professionali necessarie per usarla con mestiere e profondità; però
Rive sembra davvero interessante.
C’è un livello di utilizzo gratuito e la si può provare senza ansie. Basta il browser e Safari è ok fino a dove sono arrivato. È veloce come dicono. Il feeling è buono.
Da qui alla prossima ora potrei cambiare idea. Sicuramente, da qui alla prossima ora sarò su Rive.
Invece di discutere tra stupidi se sia meglio in presenza oppure in remoto, sarebbe ora di passare all’idea di scegliere bene che cosa fare e poi farlo altrettanto bene. Una esperienza digitale fatta bene supera l’analogico e viceversa, in presenza fatto bene batte il digitale.
La prova sta nella spettacolare mostra che il Rijksmuseum di Amsterdam dedicherà prossimamente al pittore Johannes Vermeer. Ho avuto il privilegio di essere invitato alla visione della collezione van Gogh del museo e l’esperienza è stata indimenticabile; sul web si possono trovare immagini di tutti quei dipinti, ma averli davanti è un’altra storia, proprio diversa.
Provando Freeform assieme a Filippo e Roberto (si può fare senza trovarsi nello stesso luogo, anzi, è il motore primo della curiosità) abbiamo constatato cose carine e cose da migliorare: una di queste, la perdita di tratti di disegno libero nella condivisione. Traccio un triangolo ma chi partecipa su Freeform vede un lato e mezzo, cose così.
Poco simpatico, per un programma che vive di condivisione. Stupisce poco quindi che Ventura 13.2
ponga rapidamente rimedio alla questione.
Un angolo di rilassamento, la mente che respira, la calma, l’allontanamento dalle urgenze. Lettura casuale di qualche file dal
codice sorgente di Lisa.
Ci sono delle lezioni da imparare. Un ordine e una pulizia sovrani, la sobrietà degli spazi bianchi, la struttura complessa eppure dispiegata con semplicità e quasi eleganza, senza fretta, ogni cosa al suo posto.
Il linguaggio usato nella sezione che ho letto dovrebbe essere Pascal, che non mi piace e ho pure fortemente avversato quando mi è capitato di doverlo usare. Continua a non piacermi; tuttavia, usato bene, i listati si leggono quasi come un libro. Basta fare attenzione al contenuto e le cose diventano man mano chiare.