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21 ago 2026 - Software retrocomputing

Viva la restaurazione

Avere progetti per l’estate può anche essere un lusso. Lusso ancora più grande se il progetto per l’estate è restaurare un Macintosh. Il pezzettino di retrocomputing vivo che mi piace è questo:

L’obiettivo era ripristinare un Macintosh 128K (1984) per esporlo e usarlo quotidianamente in ufficio per scopi didattici e intrattenimento e relax per i collaboratori.

C’è tuttavia una contraddizione nascosta in questo intento, che pone una sfida: il Macintosh originale, pure un traguardo tecnologico di primo piano per la sua epoca, non era realmente usabile, con troppa poca memoria, un singolo lettore di floppy e l’impossibilità di aggiornarlo con più memoria o un disco rigido.

Fortunatamente ho individuato un compromesso tra rilevanza storica e possibilità di fare davvero qualcosa con il computer: ho ottenuto un Macintosh Plus originale che il proprietario originale aveva trasformato in Macintosh Plus nel 1986. Il risultato è comunque vintage, ma con un megabyte di memoria e una porta SCSI. Abbastanza per supportare una libreria di giochi adeguata per il mio scopo di partenza.

La tecnicalità, peraltro soddisfatta alla nausea nella trattazione, mi interessa meno del concetto di partenza: retrocomputing con un piede, se non nel presente, in un passato sufficientemente raggiungibile da rappresentare ancora un interesse concreto, opposto al reperto museale morto e in mostra per posteri che prendono atto e passano oltre.

Oltre che una spiegazione capillare di tutto il lavoro, il post trabocca di ottime fotografie. Piacere visivo e non solo sforzo di lettura.

Avevi un progetto per l’estate? Ne hai uno in corso? Ne avrai uno, dato che l’estate è certo avanzata, ma tutt’altro che finita? La restaurazione, quando parliamo di Macintosh d’epoca beninteso, mi piace un sacco da vedere.

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