If you can keep your head when all about you
Are losing theirs and blaming it on you…
— Rudyard Kipling, If
È trascorso quasi un anno dalla adozione di LibreOffice da parte dell’esercito austriaco su un parco utenti di sedicimila persone. Invece di parlare delle macchine, che non fanno resistenza al cambiamento e non inventano scuse per giustificare problemi superabilissimi, parliamo di persone.
Sul blog di The Document Foundation è comparsa una metà di intervista, cui si è aggiunto il seguito, con un rappresentante della Bundesheer che ha fatto il punto sul progetto.
Abbiamo scoperto che la transizione a LibreOffice è stata prima introdotta su base volontaria e che, con gradualità, ha interessato metà delle persone coinvolte, ottomila partecipanti che hanno preso l’iniziativa. Sempre un passo alla volta si è arrivati al passaggio definitivo per tutti.
Le Forze armate austriache contribuiscono alla crescita e al miglioramento del codice di LibreOffice e sviluppano estensioni (cose che difficilmente potrebbero fare con altrettanta libertà in altri ambienti), alcune delle quali sono di pubblico dominio e a disposizione di chiunque. Una delle estensioni riguarda l’utilizzo di certa simbologia militare e l’intervistato sottolinea come non risultino soluzioni analoghe nel mondo e come altri eserciti possono liberamente fruirne se vogliono.
È strano parlare in questi termini in un ambito di forze armate istituzionali, ma di fatto si tratta di lavoro di comunità. Una forza della rete. Altre estensioni restano private però non è difficile capire che ci siano confidenzialità da rispettare.
Si noti che insieme a LibreOffice è stato adottato anche Open Document Format, il formato standard libero e aperto per i documenti elettronici classici. È chiarissimo all’Esercito austriaco che molti partner esterni mantengono scelte diverse… e che LibreOffice se la cava più che bene nel gestire la situazione con le proprie funzioni di compatibilità.
Minori costi, quindi? Ostilità verso Microsoft? La ragione vera è un’altra: sovranità digitale.
Il passaggio a LibreOffice in the Austrian Armed Forces nasce dalla nostra necessità di poter funzionare persino quando nient’altro funziona. In altre parole, non possiamo fare affidamento sull’infrastruttura pubblica. Non possiamo stare tranquilli mentre i nostri dati vengono elaborati in un altro centro dati.
E allora uno si chiede, come mai l’Esercito continua a usare Outlook e Exchange per la posta elettronica? La risposta è illuminante:
Per poter proteggere la popolazione austriaca ci servono, per esempio, sistemi che funzionano indipendentemente da fornitori esterni. Disponiamo di un ampio numero di sistemi basati su soluzioni open source e molte soluzioni indipendenti dalla piattaforma; compreso il sistema di email. Di conseguenza, non dovevamo rimpiazzare Outlook o Microsoft Exchange.
La posta da proteggere gira su altri canali. Se domani accadesse il peggio, i messaggi importanti sarebbero al sicuro. Non c’è formattazione importante da preservare. Sovranità digitale significa essere attrezzati per ogni evenienza. Non significa chiusura, illusione di bastare a sé stessi, complesso di superiorità, gonfiare il petto invece di ossigenare il cervello. In un mondo dove, invece di lasciare il comando alla tecnologia, la si sviluppa a vantaggio proprio e anche generale.