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Dal mondo Apple all'universo digitale, in visualizzazione rapida dell'ovvio

10 ago 2026 - Hardware software retrocomputing

Né più né meno

L’esperienza di utilizzo di un database non strutturato come second screen per la lettura aiuta a capire il perchè di tanta nostalgia per HyperCard e come il digitale sia un cambio di passo formidabile nelle attività di tutti i giorni, se solo usato con il buonsenso. Il contesto:

Sto leggendo un libro sugli scalatori francesi e il mio HP 200LX mi svolge un buon lavoro nel tenere un elenco dei personaggi grazie alla sua applicazione NoteTaker, che è giusto un guscio sottile attorno al motore di database piatto (flat file) condiviso dalla maggior parte delle sue app. Il database permette sia la consultazione veloce per titolo della nota (colonna di sinistra) e una ricerca globale su tutti i contenuti delle note (più lenta ma talvolta necessaria per recuperare un soprannome o qualche altra informazione particolare).

Viaggiare leggeri, nello hardware e nel software, per avere esattamente il livello di servizio richiesto, con esattamente il livello di struttura necessario. Niente di più, niente di meno. L’autore spiega anche perché altri passi intermedi possibili, come il foglio di calcolo, hanno meno per via dell’aggravio di struttura.

Fisicamente un HP 200LX è un pocket computer del tempo che fu. Viaggia in una tasca, consuma niente, si attiva all’istante. Alla fine HyperCard era un database molto vicino all’idea di flat, sopra un apparecchio che – visto con le lente del duemilaventisei – era semplice e immediato.

Non è neanche sbagliato valutare possibilità che sono a nostra disposizione e però si trascurano volentieri, come SQLite o JSON. SQLite aggiunge in verità un poco di struttura in più.

Non si vede neanche più gente che creava una rete di informazioni collegate in forma di wiki, sia propriamente dette che improvvisate. Ci sono sistemi come Obsidian che funzionano bene per scopi di questo tipo.

In informatica, il primo segreto è che tutto è un database. Il secondo è imparare ad approfittarne senza ricorrere a un database. Come è giusto quasi sempre, in funzione della quantità di dati e dei nostri bisogni di elaborazione. Se i dati stanno in una schermata, con un file di testo tabulato dentro BBEdit si vola e non serve altro.

Il foglio di calcolo, in questo scenario, è una tipica trappola per sprovveduti. Se non servono formule, calcolo, macro, è l’aggiunta di struttura inutile che però suggerisce di stare facendo qualcosa di importante e complesso, la griglia, righe e colonne, a-sei meno b-quattro, battaglia navale per adulti pigri.

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