Ci si può riempire la bocca con la potenza di calcolo quando si ha un’idea di qualche altro attributo da accostare: che so, eleganza di calcolo, raffinatezza di calcolo, design di calcolo, visione di calcolo.
Quel genio complessivamente incompreso di Jef Raskin, scopro, nel lavorare alla sua idea di Macintosh portava avanti la realizzazione di un Apple Calculator Language. Una cosa diversa, attenzione, da un programma per fare calcoli, cosa su cui la storia di Apple ha successivamente dato in abbondanza.
Per Raskin, Apple Calculator Language era la parte dedicata al calcolo di qualcosa di più grande, possibilmente un linguaggio di programmazione ufficiale di Apple. Anni e anni prima di Objective-C (che poi era di NeXT) e un millennio prima di Swift.
Nei suoi appunti si legge la frustrazione rispetto ai linguaggi in voga all’epoca. Alla fine Macintosh venne programmato in Pascal, da lui detestato.
Il vero motivo del fallimento di Raskin è che non colse la grandezza di Lisp:
un angolo interessante dell’universo della programmazione, relativamente efficiente per il tempo dei programmatori. Soffre di una overdose di ricorsione e della mancanza di avvicinabilità per attività comuni e quotidiane.
Si sta scherzando, sia chiaro: la grandezza e il limite dell’opera di Raskin dipendono da ben altro. Rimane il fatto che tutti i linguaggi della sua epoca lo lasciavano deluso, a eccezione di APL, di cui invece cantava meraviglie. APL, dice Wade Tregaskis, è stato ispirazionale per lo sviluppo di C e Python, ma sostanzialmente un vicolo cieco.
E uno si chiede qui chi diavolo sia Wade Tregaskis.
Beh, è uno che si è preso il disturbo di raccontare tutta la storia ma, soprattutto, mettere a disposizione sul suo sito un ambiente per usare Apple Calculator Language.
Jef Raskin non ha sempre visto lungo, però ha sempre pensato con finezza. E si può toccare con mano, specialmente tenendo presente che parliamo di mezzo secolo fa.
(Di che si parla in agosto? Accetto temi, suggerimenti, richieste, fantasmi, miraggi…)