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Dal mondo Apple all'universo digitale, in visualizzazione rapida dell'ovvio

3 lug 2026 - Software AI

Autocompletamente

Leggo Riccardo sempre con grande attenzione perché è uno dei pochi che scrive dopo averci pensato e avere un’idea complessiva dell’argomento. E poi so per esperienza che scriverà qualcosa di valore.

Capita che io non sia d’accordo e ci mancherebbe; capita che io sia d’accordissimo, come in questo post sulla cosiddetta intelligenza artificiale, dove ha detto esattamente quello che c’era da dire, come andava detto.

Stufi di analisi su quella cosa sporca che ci ostiniamo a chiamare AI (cit. Giorgio Gaber)? Molto comprensibile, ma prima di alzare bandiera bianca o lasciar cadere le braccia, riassumiamo la situazione in base alla conoscenza scientifica, a quella informatica, al buonsenso.

Basta seguire Riccardo: i computer… computano. È il loro mestiere, uguale nella teoria e nella struttura a quando ci pensava Babbage. È cambiata la base di dati a disposizione, la potenza di calcolo, ci sono nuovi algoritmi, ma è semplicemente come se avessimo esseri umani capaci di correre i cento metri in un centesimo di secondo, con un DNA di esseri umani. Sono esseri umani.

C’è isomorfismo sostanziale tra come funzionano gli LLM e come funziona l’autocompletamento di un iPhone. Si prevede che parola potrebbe arrivare dopo. iPhone non è senziente, non ci conosce, non ragiona, non impara (al massimo accumula dati e aumenta la precisione, senza avere la minima di idea del contesto). Così l’intelligenza artificiale e importa poco che il suo marketing si sia appropriato di tutte le parole semplici per descrivere operazioni del pensiero umano. Applicate alla macchina suonano roboanti, affascinano e finisce lì.

Anche perché le reti neurali degli LLM sono misere approssimazioni di quelle umane. Rubo una citazione: un neurone LLM sta a un neurone cerebrale come un umano disegnato a bastoncini sta a un umano. Scrivevo, vista l’evidenza, che nessuna intelligenza artificiale oggi dispone delle risorse per pareggiare un millimetro cubo di cervello umano e, per quanti gigawatt si possano riversare sul problema. non emerge più di questo. Con buona pace di chi pompa le menti aliene e l’intelligenza che non capiamo. Al massimo, non capiamo – al netto della ricerca di reddito e popolarità – come si possano spingere in modo onesto e scientifico questi concetti una volta analizzata la realtà.

Ovviamente niente di ciò riguarda tutte le cose utili e importanti su cui questi sistemi aiutano e contribuiscono grazie a quello che sanno fare, come altrimenti un sistema esperto, Folding@home che qualcosa lo ha fatto o emacs. Parliamo solo dell’illusione del pensiero. È un’illusione.

Riccardo consiglia anche un bravo YouTuber autore di una serie di video Lies of AI. I video sono di dieci-dodici minuti, l’autore è un divulgatore serio e non uno di quelli che allungano il brodo per monetizzare. Trovo YouTube seguito su base regolare una bellissima perdita di tempo: questa è una eccezione.

Resta solo da agire, parlare, muoversi, pensare con consapevolezza nonostante il marasma della gente ipnotizzata dai paroloni e dalle analogie troppo accattivanti.

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