Su: Golden Gate con la spruzzata identitaria di spirito hippy, antiglobale e antiautoritaria appena sotto la crosta.
Giù: è stato detto AI. Non importa se sia stato scaltramente deciso di chiamarla Apple Intelligence e quindi giustificare l’uso dell’acronimo come se fosse quello di un prodotto interno. Apple non inscatola mai con le etichette becere del mercato (iPad non è mai tablet, iPhone non è mai smartphone, Apple TV non è mai stato set-top box). La soddisfazione di mostrare finalmente qualcosa di significativo non dovrebbe accompagnarsi al chiamare per forza le cose come fanno gli impiegati al bar.
Su: il saluto di Tim Cook. Era il suo passo di addio come amministratore delegato e ha tenuto la scena fino in fondo. John Ternus è ancora vicepresidente hardware per due mesi abbondanti e, in un evento dedicato al software, giustamente non aveva ragione di comparire. Niente smancerie, niente passaggi di consegne e niente silenzio forzato in nome dell’andamento in Borsa o dei pettegolezzi. Un saluto sobrio e, vorrei proprio dirlo, nello stile di Cook. Perché è stato accusato di essere solo un custode dell’ordine costituito ma uno stile lo ha avuto e risultati ne ha portati.
Su: solo software. Niente annunci per rimpolpare, niente anteprime per distrarre. È stato veramente il keynote del raduno degli sviluppatori.
Su: il rap conclusivo, con gli interpreti che lanciavano cartonati di icone in ogni direzione. Originale e ben giocato tra digitale e analogico.
Su: i feedback su Liquid Glass sono stati ascoltati e Apple Intelligence pare organizzata con un senso. Se mantiene tutte le promesse, sarà un unicum sul mercato: nessuno ha questo tipo di interazione tra dati in forza a più applicazioni diverse.
Giù: Apple Intelligence si accorge dei Comandi rapidi, però AppleScript non pare e nemmeno Automator. Aspettiamo approfondimenti perché in realtà dipende dalle API e scendere nel tecnico stretto è per le sessioni dedicate.
Giù: non ho visto Apple Intelligence applicata al Finder. È un rischio potenziale, perché alla prima cancellazione arbitraria di dati viene giù il mondo. Però parlare in linguaggio naturale all’organizzatore dei file sarebbe goloso.
Su: non se ne è parlato per ragioni ben note, tuttavia continua l’attenzione all’accessibilità. È un vanto e un orgoglio.
Giù: per ora, niente Apple Intelligence completa in Unione Europea su iOS e iPadOS. Le motivazioni della Commissione europea sono note e identiche a quelle dello scorso anno, quindi nessuna sorpresa. Mi chiedo che tipo di difesa del consumatore sia questa, che mi impedisce di usare un prodotto superiore agli altri. Difende chi usa un prodotto inferiore? Se costruisco una piscina nel walled garden della mia villa (è un’ipotetica in almeno tre punti), avvantaggiato dall’avere lo spogliatoio a un metro dall’acqua e la veranda con vista sul mare (sempre ipotetiche), devo aprirla ai vicini pena essere accusato di monopolio? Devo anche ospitarli per mangiare e dormire? E se sono invidiosi, pago una multa? Se nessun altro ha saputo costruire una villa (ipotetica) come la mia sul proprio terreno, è colpa mia?
Su: Mac invece Apple Intelligence completa ci sarà. Il politico ha iPhone e si fa venire i grilli per la testa, ma fa usare PC ai propri portaborse. Così non si accorge.
Su, su, su: un nuovo sistema votato ad aumentare le velocità e ridurre i bug, per dichiarazione esplicita e insistita di Craig Federighi. Quando va così, WWDC da apprezzare a prescindere. E adesso andiamo sulle minuzie.