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5 feb 2026 - Software

Troppo facile il titolo

C’erano tanti buoni motivi per sproloquiare su civiltà e civilizzazione, solo che appunto sarebbe stato troppo facile giocarci per riassumere in un titolo l’inclusione in Apple Arcade di Sid Meier’s Civilization VII.

Un gioco eccellente, collaudato, riferimento per il proprio genere, conosciutissimo. Un bel valore per l’abbonamento ad Apple Arcade anche considerata qualche limitazione, come – se ho capito – l’assenza del gioco multiplayer. Per quello che costa a un già abbonato, tuttavia, è la possibilità di provare il gioco in ogni anfratto e, se c’è l’occasione di giocarci in compagnia, lo si compra, ne vale la pena. Acquisto, però, a botta supersicura.

Posso anche giocarci su iPad, cosa che nemmeno pagando in oro zecchino potrei altrimenti concedermi. Civilization VII è in superofferta su Steam con sconto del quaranta percento, a soli quarantadue euro e per iPadOS non è previsto. Con la stessa cifra, spalmata mensilmente sull’obolo di Apple Arcade, posso giocarlo con iPad per sei mesi (e considerare gratis tutto – tutto – il resto di Apple Arcade).

Chiamare in ballo la civiltà anche sul discorso del software in abbonamento è forse tanto. Il fatto è che mi è capitato uno dei giorni, invero rari, in cui ho lanciato Pages. È apparso un dialogo a dirmi che la mia versione non si aggiornerà più e che, se ne voglio una aggiornata, mi tocca pagare l’abbonamento da tredici euro mensili o centoventinove euro annuali.

Apple Arcade non è un servizio di giochi in abbonamento. È un servizio di abbonamento a giochi. Sembra un gioco di parole per turlupinare il lettore, invece fa tutta la differenza del mondo. Si guarda al valore complessivo del servizio. A volte un gioco esce dal catalogo, a volte entra un gioco nuovo. Il numero di giochi continua a crescere. Appena ho letto di Civilization VII, la giustificazione per il pagamento di Apple Arcade si è immediatamente rafforzata. Il mio valore percepito, da un giorno all’altro, è aumentato. I giochi che sono interessato a usare sono cresciuti di numero.

Apple Creator Studio è un servizio di programmi in abbonamento. Voglio usare Pages? Tredici euro. Non voglio usare Logic Pro, Motion, MainStage, Final Cut Pro, tutto software incredibile a livelli di vertice assoluto. Solo, non mi servono. Tredici euro lo stesso.

Lanciavo Pages unicamente perché LibreOffice è più pesante. Freeform era una bella novità, ampiamente sostituibile. Finisce che l’unico vero dispiacere che avrò sarà rinunciare a Keynote. La volta buona che mi trasferisco armi e bagagli su Markdown invece di cedere alla pigrizia. Ma Keynote, il solo Keynote, in cinque anni mi costerebbe seicentoquarantacinque euro. Se mi interessasse solo e unicamente Civilization VII, senza alcun altro interesse in Apple Arcade, sborserei quarantadue euro e avrei finito, pagando esattamente per quello che ricevo.

P.S.: il mio amore per FreeCiv resta immutato anche vent’anni dopo. Per oggi, tuttavia, ubi maior.

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