Modifico le trasmissioni (niente si interrompe, mai) perché Kevin Mitnick
ha trovato l’Accesso Finale ed è stato una persona con cui ho parlato e condiviso degli spazi, due volte.
La prima volta era giovane, fresco di grandi imprese e di accanimento giudiziario nei suoi confronti. Pensava svelto e aveva il dono penso innato di governare le piccole conversazioni: anche in un ambito convegnistico di domande e risposte da pubblico neutro e abbondantemente smaliziato, portava comunque il dialogo dove gli interessava, o forse semplicemente lo divertiva portarlo.
Sarà ricordato come il giorno in cui non avevo altre possibilità e me la sono cavata trascinando testo selezionato da
BBEdit in AirDrop per mandarlo su iPad.
Obiettivo raggiunto, con effetti collaterali. Il testo è arrivato come tale su iPad (dentro
Runestone). Però:
- era moltiplicato per tre o per quattro (c’erano più snippet di testo e non ho capito bene);
- conteneva codici di controllo numerici che forse erano RTF, forse Unicode;
- ho copiato uno degli snippet, solo una parte di testo, e l’ho incollata in WordPress (sigh); ogni carattere si è rivelato affiancato da un carattere spurio Unicode.
Pulito tutto il necessario, ho avuto il testo come e dove mi serviva. Tuttavia mi rendo conto ora di avere usato un flusso molto più complesso di come lo avrei pensato io. In futuro guarderò ad AirDrop con meno sufficienza.
Pare che migliaia di scrittori abbiamo deciso di chiedere alle aziende produttrici di modelli linguistici di
smettere di usare le loro opere senza permesso o senza compenso.
Si tratta in effetti di uno dei nodi della questione più sottovalutati.
Il problema che vedo io è che nella lista compaiono anche autori di primo piano, come Margaret Atwood e Jonathan Franzen.
Già abbiamo sistemi con problemi di qualità dell‘output. Se la OpenAI della situazione decide di aggirare il problema con la rinuncia all’uso degli autori che scrivono bene, avremo di bassa qualità anche l’input. La classica moneta cattiva che scaccia la buona.
C’è conflitto, certo, tra i grandi temi e le nostre piccole vite. È plausibile che
i rivolgimenti tra le multinazionali dell’open source di cui raccontavo ieri abbiano realmente una qualche propagazione che arriva a toccare il nostro quotidiano?
Senza scomodare
teorie del caos, farfalle e uragani vari, sono convinto di sì e, anzi, che nel nostro digitale sia ancora più vero che in molte altre attività umane.
Perché rotolo a valle in basso, giù, per infiniti gradini e arrivo all’annuncio di
un nuovo sito dove poter giocare online a Freeciv con il browser.
Favolista immortale Fedro a narrare non so quante migliaia di anni fa del
lupo che presso un torrente sbranava l’agnello, colpevole di sporcare la sua acqua pur trovandosi a valle del lupo stesso.
Se invece di dire a valle adoperiamo downstream, eccoci proiettati nel grande fiume Linux a seguire una vicenda che a nessun chatbot avrebbe mai potuto venire in mente, da quanto è surreale.
Prima di tutto ringrazio
Italo per aver anticipato sul canale Telegram di LibreItalia (iscriviti!) l’accaduto e avermi messo sulla pista degli eventi che vorrebbero rendere chiuso il software aperto.
La secondogenita, cinque anni, ha deciso improvvisamente di fare la doccia da sola. In quanto prima assoluta, un genitore è rimasto fuori dal box doccia per fornire eventuale supporto o attendere pazientemente di asciugarla.
Dentro la doccia, la ragazza ha cominciato a cantare.
watch e registratore vocale hanno raccolto una memoria tenera e incantevole.
watch mi si è ripagato una volta in più.
Douglas Hofstadter
mi ha dato buca perché non è più interessato alla materia e preferisce godersi gli anni che ha ancora a disposizione, spero numerosi. Tuttavia, capisco bene che se lo tirano in mezzo come descrive in
Gödel, Escher, Bach e AI su The Atlantic, possa desiderare di esprimersi pubblicamente fuori dalle scelte di vita.
Succede che un lettore di
Gödel, Escher, Bach dia in pasto a GPT-4 il libro e chieda al software di impersonare Hoftstadter e scrivere in sua vece i motivi per i quali ha deciso di scrivere GEB.
Macmomo e anche briand06 hanno risposto con
osservazioni interessanti e
pratiche a quelle contenute nel
Tipografo perduto.
Ho provato a rispondere nei commenti ma si faceva lunga e così eccoci qui.
Html ha un valore didattico elevato perché insegna a distinguere le parti strutturali che compongono un testo: paragrafo, colonna, tabella, capoverso e così via.
A scuola si deve imparare Html e a scrivere Html, lavorando sul materiale essenziale, cioè il testo, con strumenti essenziali, cioè editor di testo (essenziali ma di grande potenza in prospettiva). Utopia vorrebbe che tutta la scuola producesse Html, aperto, immortale, aggiornabile, libero. La mia generazione non farà in tempo a vederlo, né svariate delle prossime. Insegnare tipografia come leggere, fare di conto, suonare porterà forse un giorno a persone illuminate in grado di portare un cambiamento radicale. Il forse vale la pena di impegnarsi.
In una successione degna di emulare
Alla fiera dell’Est: ho proposto ai
Copernicani un incontro con
Douglas Hofstadter. Qualcuno nei Copernicani ha proposto di aggiungere anche padre
Paolo Benanti. Hofstadter mi ha dato buca. Benanti no. Abbiamo
organizzato l’incontro.
Un giornalista del canale
Focus di Mediaset ha chiesto ai Copernicani di contribuire a un documentario in lavorazione. C’erano due persone disponibili. Una ha dato buca. Io no.
Pare quindi che comparirò, suppongo per una manciata di secondi, in un documentario di Focus Mediaset.
In una successione degna di emulare
Alla fiera dell’Est: ho proposto ai
Copernicani un incontro con
Douglas Hofstadter. Qualcuno nei Copernicani ha proposto di aggiungere anche padre
Paolo Benanti. Hofstadter mi ha dato buca. Benanti no. Abbiamo
organizzato l’incontro.
Un giornalista del canale
Focus di Mediaset ha chiesto ai Copernicani di contribuire a un documentario in lavorazione. C’erano due persone disponibili. Una ha dato buca. Io no.
Pare quindi che comparirò, suppongo per una manciata di secondi, in un documentario di Focus Mediaset.