Di fatto la richiesta copre due giorni a settimana e riguarda i dipendenti a meno di cinquanta miglia da un ufficio Zoom. Non è l’apocalisse del remote working, tuttavia che a richiederlo sia la maggiore società di soluzioni di videoconferenza fa porre più di una domanda.
Per il resto si tratta di una
raccolta di easter egg su macOS e però questa, se è vera, è davvero forte: l’icona dei memo vocali mostrerebbe il profilo sonoro corrispondente alla pronuncia della parola Apple.
Nella prova che ho fatto, il profilo non è proprio uguale ma segue quell’andamento. Vai a capire che inflessione ha, da chi è stato pronunciato eccetera. Credibile, comunque.
Nello stesso articolo si fa riferimento all’icona di Stocks affermando che riproduce il momento del sorpasso di Apple su Dell come capitalizzazione di mercato, avvenuto nel 2006, e mi sembra invece una cosa del tutto millantata. Il riferimento originale è un
articolo in tedesco di MacLife, dove manca qualsiasi straccio di prova. Verificarlo mi sembra aleatorio e velleitario, lo lascio a chi abbia voglia.
Però è stato il più interessante e il più divertente, per me. È facile perché mi sono accorto che c’è un algoritmo infallibile quando faccio l’ospite di A2: ogni volta è più divertente di quella prima.
Ed è sempre interessante, visto che Filippo e Roberto sono fiumi in piena. Gli dai una WWDC e possono andare avanti a parlare per ore.
È un sacco di tempo che manco dal settore dei roguelike e, con agosto, si potrebbe impostare qualche spedizione epica con poche o nessuna speranza di successo dentro un labirinto pieno di mostri. È un bel modo di sfruttare la quiete delle notti estive ed esorcizzare la routine che attende implacabile l’accorciarsi delle giornate Dino alla ripresa delle scuole.
I requisiti sono la giocabilità su iPad dato che, a differenza del mese scorso, ho lasciato a casa Mac.
Può capitare nel mese che le figlie chiedano in via eccezionale di mangiare fast food. Le accontento volentieri, perché è una mia debolezza. Addentare un hamburger e seguire con una Coca-cola è uno dei piaceri della vita. L’Italia, al netto di tanti lati positivi, ne presenta anche di negativi e uno di questi è l’assenza di Taco Bell, la catena di fast food messicano le cui sedi sono un fattore di valutazione se progettiamo una visita a una città europea.
Forse ho trovato un possibile caso d’uso. Forse la funzione è sufficientemente migliorata da quando l’ho abbandonata.
Di sicuro ho ritrovato tempo di qualità con ottimi amici, quando iniziamo a parlare di Wwdc e a un certo punto bisogna ammettere che è il momento di avere il coraggio di tagliare. È che le cose da dire sono tante e dirle nella compagnia giusta è piacevole; il tempo passa e lo si capisce solo a posteriori.
Insisto tanto su HTML perché è un linguaggio di marcatura. Vuole dire che lo uso per contrassegnare un pezzo di testo e spiegare che è un paragrafo o una tabella o un sottolineato. Significa che descrivo quel pezzo di testo e per conseguenza ne conosco, ne capisco, ne imparo la natura all’interno del testo stesso. Quando apro un paragrafo con Word, vado a capo, due volte per giunta (niente mi aiuta a distinguere un paragrafo da un capoverso, in Word) e non succede niente, a parte creare due righe vuote. Niente spiega che cosa stia succedendo, niente viene descritto, niente viene imparato.
Da quanto tempo non provavo l’urgenza di scaricare una Utility per Mac? Con
clui posso assicurare che questa sensazione è pienamente ritornata.
clui somministra i classici steroidi al Visore Caratteri di Mac e permette non solo di scegliere caratteri Unicode ma di cercarli, raggrupparli, ottenere informazioni su essi come il Visore caratteri proprio non fa.
Dove sta quell’emoji che ricordo? Come si chiamano i caratteri nella nomenclatura di Unicode? Come faccio a creare sottogruppi di caratteri che mi servono al momento? clui fa tutto questo e anche molto altro.
Affascinante inchiesta di Ars Technica sullo
stato dell’arte dei mainframe, con rivelazioni inaspettate e, in mezzo alle cose scontate, anche varie informazioni inedite.
Scontato che siano pochi i mainframe nel mondo, che li usino grandi organizzazioni, che ci sia il problema di trovare programmatori COBOL. Meno scontato che un moderno mainframe possa contenere quaranta terabyte di memoria, che sia costruito su misura per il committente, che possa assicurare un uptime a cinque decimali, in pratica fermarsi per non più di una manciata di minuti in un anno.