Neanche un trimestre e sono molto soddisfatto di
avere adottato Audio Hijack Pro di Rogue Amoeba.
Ancora più soddisfatto da quando è arrivato come beta
il modulo di trascrizione dell’audio, del tutto compreso nel prezzo. Di fatto, con Audio Hijack Pro si può trasformare in testo scritto automaticamente qualsiasi audio sentiamo su Mac ed è pure facile da impostare.
È in arrivo anche da macOS la funzione, eh. Però è tutto tranne che una sovrapposizione. Per l’audio che arriva dall’esterno o origina da una app, con macOS si fa ben poco.
Ciao mi chiamo Lucio e ho un problema. Siccome uso poco git, a volte ho lacune di comprensione anche rispetto a concetti che dovrebbero essere elementari.
In questo quadro che deve rimanere comunque di ottimismo, confesso che il concetto di branch, sì lo so, lo uso, tuttavia se volessi scriverci sopra un pezzo di libro, come dire, non avrei certezze granitiche da riversare di istinto sulla pagina. Si parva licet, mi pare di essere (un cinquecentododicesimo di) Sant’Agostino che diceva di capire perfettamente la natura del tempo quando doveva spiegarla a sé e di non capirci niente appena gli toccava di doverla spiegare ad altri.
La Nasa ha in programma di spedire una sonda, Clipper, a esplorare il satellite di Giove chiamato Europa, uno di quelli che sotto una superficie irrimediabilmente ghiacciata di idrocarburi potrebbe anche nascondere qualche traccia di vita extraterrestre o scoperte realmente importanti.
Sempre la Nasa offre a chiunque vorrà compilare un modulino minimale la possibilità di
fare incidere il proprio nome sulla sonda, che viaggerà provvista di un poema scritto per celebrare la missione.
Si avvicinano le feste e naturalmente la concorrenza sulla destinazione di eventuali regalie è molto forte. Eppure voglio osare e proporre alle menti più aperte una donazione, anche modesta – il punto è manifestare un proposito, non impressionare la platea – a favore di Signal.
Sul blog dell’organizzazione è comparso un post sulla
struttura dei costi con le relative implicazioni tecniche di Signal, tanto dettagliato e preciso che fa sanguinare l’attenzione e no, non è un elenco di voci di spesa, ma un ragionamento articolato.
Il design è come funziona, diceva Steve, giusto? Eppure, se il funzionamento non viene trasmesso attraverso una estetica, ne esce un oggetto brutto che nessuno vuole. Quindi estetica e funzionalità devono andare a braccetto e l’una completare l’altra, per onorare il detto di cui sopra.
Ora, sarò io che ho i miei difetti, ma trovo centratissima e accattivante l’estetica di
EP-133 K.O. II, sampler, sequencer e composer di Teenage Engineering.
Non sono un professionista del settore e ignoro tutte le sfumature che bisogna applicare alla valutazione per dare un giudizio: eppure è come se l’aspetto fisico mi comunicasse qualcosa anche della funzione. Non so che cosa facciano quei pulsanti, ma mi ispirano; sembrano, danno l’idea di essere al posto giusto, nel modo giusto. Sono ammirato; lo vorrei nel mio studio di registrazione se ne avessi uno.
Se ieri rievocavamo
le antiche avventure testuali Infocom, oggi è finito IFComp e ci ritroviamo con
settantaquattro avventure testuali nuove di zecca da provare e giocare, senza troppi rimorsi perché praticamente tutte richiedono da quindici a centoventi minuti di gioco.
Nessuno di noi rimarrà sveglio la notte alla ricerca di una chiave che non si è trovata o con un mondo che non basta un foglio A4 per mappare.
Il genere tuttavia regge, resiste e intriga comunque, appena se ne comprendano le potenzialità.
Non so se parliamo di giochi, retrocomputing, conservazione del software, storia dell’informatica, open source. Probabilmente tutto. Ok,
è reperibile il codice sorgente degli interpreti delle avventure testuali Infocom.
Per un giocatore appassionato o nostalgico, significa poter ripensare a un setup dove dare qualche attenzione a titoli che, nel nostro piccolo settore, hanno per l’appunto fatto e riscritto un capitolo massiccio di storia.
Per i non iniziati,
Infocom non è un nome qualunque. Loro hanno affrontato il genere e lo hanno reinventato con storie originali, a volte molto complicate, ambientate praticamente ovunque possibile in termini storico-sociologici, dai pirati alla burocrazia.
Estate. Qualche difficoltà con le tabelline. Tempo di spostamenti e gite, in macchina o sui mezzi pubblici, comunque con molto tempo a disposizione.
Il papà abbozza in tempi ridotti un Comando rapido che sceglie un numero a caso da uno a dieci; sceglie un altro numero a caso da uno a dieci; chiede a voce quanto fa il primo numero moltiplicato per il secondo numero?
Lo chiama internamente la macchina delle tabelline ed ecco creato uno strumento capace, anche da un watch se capita, di suscitare ripasso delle tabelline per un tempo indefinito.
Samsung riceve due miliardi di dollari l’anno da Google perché quest’ultimo sia il motore di ricerca preimpostato sui device.
Le società che producono telefoni, in generale, tipo Oppo o Motorola o Sony, ricevono da Google il dodici percento del fatturato derivante dalla ricerca.
Apple riceve da Google diciotto miliardi l’anno più il trentasei percento del fatturato della ricerca.
Fa quasi impressione vedere questi dati, divenuti pubblici solo grazie a una serie di cause in tribunale di cui
riferisce Ars Technica. Al bar si confrontano due device da come stanno in mano, il colore, questo passa i file vie Bluetooth, ha la app di serie per ricordarsi dove hai parcheggiato. Il rettangolo dove digitare la ricerca ha un valore vertiginosamente diverso da una piattaforma a un’altra e questo dice qualcosa anche sul valore integrale della piattaforma. Fa le foto belle al buio è un giudizio che sta su altri gradini della scala.
Con tutti i progetti software chiusi e proprietari che lamentano la difficoltà e i costi come scuse per non fornire un supporto Mac di qualità professionale, ogni tanto compare un progetto open source che lo fa e basta.
E così Blender,
non esattamente l’ultimo arrivato alla modellazione 3D,
prepara la prossima versione della app con il supporto per Metal, le API di visualizzazione preparate da Apple per i giochi.
Sarà davvero così difficile, così costoso, così sbagliato? Io penso maggiormente al pregiudizio. All’ignoranza. Alla chiusura. All’ostilità preconcetta.