Perché Macintosh debuttò con uno schermo da cinquecentododici per trecentoquarantadue pixel, con una risoluzione verticale che non corrispondeva ad alcuna cifra tonda in senso informatico? Modelli successivi, per esempio, avevano lo schermo alto trecentoottantaquattro pixel, numero che informaticamente ha più logica.
La risposta, racconta 512 Pixels in un articolo da leggere, è che…
ce ne sono tante. Si trattò di un complesso di cause, prima fra tutte la carenza di risorse hardware in termini di memoria e di gestione dello schermo, poi opportunità di avere i pixel di forma quadrata a differenza di Lisa, la decisione di scrivere sullo schermo in nero su bianco come se fosse stata carta e tante altre cose ancora.
Post interessante, sul blog di FreeBSD, rispetto alla considerazione in cui viene tenuto in generale il sistema operativo.
Dall’analisi delle ricerche sui motori si nota che l’interesse per FreeBSD è in crescita lenta ma costante; eppure, in convention o in certi forum, qualcuno può chiedere se sia vero quanto ha sentito, che
il progetto sia morente.
Niente di più falso, come si può vedere dal volume di sviluppo che non è affatto diminuito e anzi ha messo a segno negli ultimi mesi qualche bel colpo a livello di compatibilità hardware e con Linux.
Torna la goliardia in università, quella bella di una volta: l’ateneo di Milano Bicocca dedicherà per una intera giornata una sala a un convegno intitolato
Roboetica. Il futuro dei diritti delle macchine intelligenti.
Mettere piede in Bicocca è più facile di quanto si pensi (una volta persino io ho fatto supplenza per due ore a un amico docente). L’obiettivo della compagnia di giro che occupa l’agenda è ovvio: farsi vedere, farsi sentire, avvicinare gente importante o vogliosa di spendere, fare networking, cavalcare l’onda, confondere volutamente il situazionismo con la bischerata, accreditarsi come interpreti di un fenomeno nuovo a uso dei boccaloni in cerca di consulenze e corsi da pagare. Tutto già visto e niente da dire, già nel Far West si vendeva olio miracoloso di serpente.
Da molto tempo uso
NetNewsWire come lettore di feed Rss e sono stato molto lieto di leggere che Brent Simmons, l’autore del programma,
è prossimo alla pensione.
Molto lieto perché Simmons per lavoro fa altro e ha sempre dedicato a NetNewsWire il tempo libero. D’ora in poi, riferisce, avrà molto più tempo per lavorarci, oltre che per creare altre app gratis e libere.
Invece che vagare mani dietro la schiena a scrutare cantieri software, il pensionato Simmons promette di fare cose ancora più belle e nuove, al servizio di tutti. Se tutti i pensionati partissero da questo principio.
Chissà quante volte è successo; oggi me ne sono accorto.
Pagata una somma qualsiasi in un punto vendita qualunque con Apple Pay, il Pos ha pubblicato il messaggio
TRAN. APPROVATA
Da lì ho iniziato uno sproloquio sufficiente a scriverci sopra un libro e non garantisco che non accadrà. Il succo, il tl:dr;, è questo:
il digitale è nato per consentirci di superare le brutture e l’omologazione cui l’analogico ha costretto la massa, per consentirci di esprimere la nostra individualità in modo unico e di perseguire la bellezza. Disgraziatamente, una serie di sviluppi e di occasioni mancate ha fatto sì che il digitale venisse utilizzato al minimo assoluto delle sue capacità, per generare brutture e omologazioni ancora peggiori di quelle da cui proveniamo.
Che cosa fai se la tua vocazione è offrire al mondo una soluzione al problema della messaggistica sicura e confidenziale e un produttore di sistemi operativi pretende di
salvare senza troppi scrupoli una istantanea ogni tre secondi di ciò che appare sullo schermo?
Succede che Signal
come preimpostazione inibisce il funzionamento di Windows Recall, anche agli sprovveduti che hanno lasciato accesa l’astuta funzione di Microsoft.
Speriamo che la gente se ne accorga.
Ero nel mezzo della traduzione pedestre del prezzo di duecentocinquanta grammi di salame nel prezzo al chilo, ottenuto grazie alla moltiplicazione per quattro del prezzo di cui sopra.
Lo facevo in Messaggi.
Ho esplicitato la moltiplicazione e Messaggi ha calcolato da solo il risultato come se lo avessi scritto nel campo testo di Spotlight.
Si noti che Apple Intelligence è saldamente spento sul mio Mac.
Mai me ne ero accorto e, visti i precedenti, mai avrei pensato a una miglioria del genere. Invece.
Non ce la posso fare. Il New York Times racconta di come il
distretto scolastico di Miami mette a disposizione Gemini per oltre centomila studenti e dodicimila professori.
L’articolo è costellato di buoni propositi. I docenti, l’ultima barriera, ricevono una formazione apposita per insegnare l’uso cosciente e consapevole; in classe si analizzano testi prodotti dal chatbot per capire se e quanto siano affidabili, di valore, esplicativi, convincenti; una riga sì e una no leggiamo di tutte le misure prese perché l’assistente generativo non venga usato per generare ricerche e tesine al posto dello studente pigro e furbetto.
Devo alla gentilezza di
Filippo questo resoconto impareggiabile di
come Matt Gemmell ha scoperto emacs e di come lo ha adottato dopo avere superato pregiudizi e naturalmente la sua curva di apprendimento. Perché
emacs, lo scrive lui, non è per tutti:
Se, comunque, quello che ho descritto suona eccezionale e super interessante, e sei un po’ fuori di testa con problemi di controllo, probabilmente un procrastinatore cronico, magari nel mezzo di qualche problema mentale per via del quale hai bisogno di immergerti in qualcosa di complicato come reazione per evitare il problema, sei esattamente come me. Lo amerai. Ti sentirai così considerato.
Periodicamente si parla, qui e altrove, di sistemi e configurazioni possibili per la cosiddetta gestione della conoscenza personale (Pkms, Personal Knowledge Management System).
Vari sono i prodotti, diversi i punti di vista e le esigenze, sempre presenti le controindicazioni perché sembra proprio che, per quanto un prodotto faccia bene, gli manchi sempre qualcosa.
Intanto la tecnologia procede e lo sviluppo del software va avanti. E così si arriva al punto in cui una persona sufficientemente preparata e motivata decide di
smettere di usare Obsidian per crearsi un proprio sistema fatto in casa.