Quickloox

Dal mondo Apple all'universo digitale, in visualizzazione rapida dell'ovvio

7 dic 2018

Nuove sensazioni

Nuovo hardware e nuovo software dopo molto tempo e, così, nuove esperienze.

Su iPad Pro ho scaricato una app e, invece di dover digitare il lunghissimo ID Apple di ordinanza, ho schiacciato due volte il pulsante di accensione. Autenticazione facciale e via libera alla app, senza premere altro. Adesso il mio ID Apple mi sembra ancora più lungo di prima.

Come d’abitudine, ho installato macOS Mojave su un disco esterno, per i casi di emergenza. La manovra tuttavia richiede di entrare nella partizione di recupero e di abilitare Mac al boot con dischi esterni tramite una utility apposita. Altrimenti non si può fare.

6 dic 2018

Pensieri unici

Per più di due settimane ho lavorato esclusivamente con un iPad di sei anni fa, senza finestre multitasking e con una certa lentezza. Si può assolutamente fare, solo che non è sostenibile nel lungo periodo.

Ora ho un iPad Pro 12”9 con processore A12, con le finestre multitasking, ma anche un nuovo Mac mini. Avrei potuto fare a meno di quest’ultimo? Certamente. Anche nel lungo periodo? Sì.

Allora, perché hai preso un mini? Per preferenza personale. Capirei benissimo uno che decide di non prenderlo. O di prendere un MacBook Pro e fare a meno di un iPad. Il bello di quest’epoca è che è possibile scegliersi la configurazione preferita di lavoro. Tutte hanno pregi e difetti, tutte funzionano.

5 dic 2018

Doppio is peggio che quadruplo

L’ho già scritto, è un autunno di viaggi di lavoro e con il nuovo iPad Pro avevo bisogno, anche urgente, di connettori video Vga e Hdmi.

Continua a sfuggirmi il motivo per cui organizzazioni di ogni genere si rifiutino di collegare i videoproiettori e le Lim a un qualunque succedaneo di Apple TV: arrivi in aula, entri nel Wi-Fi, sei collegato. Invece no, ci vuole il cavo, e l’adattatore, e le canaline, e le multiprese, e se devono attaccarsi due macchine parte un balletto, staccalo di qui, attaccalo di là eccetera. Tutto questo sembra, apparentemente, più economico. Come al solito, ponendo a valore zero il tempo di chi deve domare la connessione.

4 dic 2018

Non può durare

Bel pezzo del New York Magazine sul rallentamento globale delle vendite di smartphone, pardon, computer da tasca.

Il mercato mondiale è saturo perché il tasso di crescita è praticamente zero, cioè si vendono tante unità quanto nell’anno precedente, o magari anche meno. E la frequenza di sostituzione è passata da venti a ventiquattro mesi.

Dati interessanti, peccato i soliti toni da catastrofe ambientale inevitabile per quanto riguarda Apple. Che è in una situazione diversa dai concorrenti, ma non può sfidare la gravità indefinitamente, riferito al vendere apparecchi dal prezzo superiore a quello medio. Apple esaurirà la sua strategia, si legge, come se fosse una scoperta.

3 dic 2018

Le nostre tradizioni

Da alcune settimane sto girando per aeroporti di mezza Europa e non lo sapevo, ma ho acquisito una dipendenza da Wi-Fi.

Da mesi non prendevo un Frecciarossa e ho nuovamente metabolizzato che il suo Wi-Fi non funziona. Neanche su un treno deserto che approda a Milano a mezzanotte (in ritardo).

La differenza con il passato è che prendevo spesso il Frecciarossa quando non c’era ancora LTE. Adesso ho dimenticato quel Wi-Fi inutile e in un istante la connessione è schizzata a piena velocità.

2 dic 2018

Il fine giustifica i mezzi

Trecentotrenta degli ultimi tremiladuecentoventuno tweet di Samsung Mobile sono stati eseguiti da un iPhone.

Forse avevano bisogno di farsi pubblicità, oppure di un apparecchio più efficiente, chissà.

Su tutto, il commento di John Gruber:

Quando accadono questi inconvenienti vedo talvolta gente chiedersi perché questi tweet siano inviati da un telefono e non da un computer desktop. Questi tweet sono lavoro. Credo che queste persone non si rendano conto di quanto lavoro – serio lavoro professionale – venga svolto su telefoni.

1 dic 2018

Caro Babbo Natale

Caro Babbo Natale,

è stato un anno sull’ottovolante, con una (nuova) figlia che ha dato i punti al papà in fatto di non dormire per periodi indefiniti, più un Mac nuovo e un iPad nuovo, per limitarsi al tema.

Al centro di tutto, nel tema e fuori tema, si è ruotato molto attorno allo hardware.

Quindi non ti offenderai se per l’anno che arriva ti chiedo di portarmi tanto software. Tutto quello che gira su un iPad Pro nuovo fiammante e che forse neanche ho in mente, avendo saltato diverse versioni di sistema operativo. Lo stesso vale per Mac, chiaro.

30 nov 2018

Motion perpetuo

Ho visitato Codemotion Milano 2018 e sono rimasto anche quest’anno favorevolmente impressionato dall’atmosfera del luogo. Si parla di programmazione e design applicativo, anche in modo pesante, ma si vedono persone motivate, allegre, entusiaste e lontane dallo stereotipo del nerd asociale e avulso dalla realtà.

C’erano tanti Mac e ne ho fotografati alcuni in contesti particolari. L’obiettivo era fotografare Mac e farlo in fretta senza disturbare; la resa delle immagini è pessima e me ne scuso, anche se l’illuminazione certo non aiutava.

29 nov 2018

Non-recensioni: iPad Pro 12,9” / 3 - gli avanzi

Mi spiace di andare per spizzichi e bocconi, con una prima e una seconda parte prima di questo post. Avrei scritto volentieri un megapezzo stile John Gruber solo che lui è più organizzato e così per metà mi sono rimaste sulla tastiera cose che volevo dire e altre le ho scoperte cammin facendo. Le pubblico in ordine sparso.

Sono passato dalla tastiera virtuale di iPad vecchio stile a quella full size di iPad Pro, che possiede tutti i tasti della tastiera convenzionale. Sul 12,9” le dimensioni dei tasti corrispondono alla memoria dei polpastrelli e l’efficacia mi sembra equivalente a quella di prima.

28 nov 2018

Non-recensioni: iPad Pro 12,9” / 2

Dicevo ieri che Face ID di fatto elimina o quasi il fastidio di avere il codice di sblocco. E da questo punto di vista, proprio è diverso guardare per un attimo lo schermo che dover poggiare il dito per l’impronta.

Face ID viene in aiuto anche per l’attenzione inversa, come l’ho chiamata: iPad Pro fa attenzione a quando gli facciamo attenzione. Una delle cose che mi hanno disorientato un attimo all’inizio è stata la mancanza dell’impostazione del tempo di funzionamento prima di andare in stop (per me i quindici minuti erano ottimali). Con Face ID, sostanzialmente la macchina va in stop quando vede che nessuno le bada. Per rientrare non ci sono tasti e basta toccare per poi scorrere dal basso.