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Dal mondo Apple all'universo digitale, in visualizzazione rapida dell'ovvio

22 lug 2017

Il codice, il codex, il coding

Che bella l’operazione di Fabrizio Venerandi: prendere un vecchio gioco digitato pazientemente per il Basic di Apple ][ e riadattarlo in JavaScript a una qualsiasi finestra del browser .

Non sono capace di esprimere il portato culturale, storico, intellettuale e passionale di quello che ha fatto in forma più sintetica di quella usata da lui, ergo gli passo la parola:

La cosa affascinante di questa cover, è quella del tramandare in qualche modo una idea di codice nata e conservata per cinquant’anni. Pensare al codice non come a qualcosa di strutturale e meccanico, ma come a un codex, un impianto di intelligenza pari a un sonetto, una poesia.

Era già un codice, di altro tipo, quello di Hammurabi .

Ecco. Bene la nostalgia per HyperCard , così come quella per Apple Basic. Poi, però, se ha significato qualcosa, accetti una sfida analoga a quella di trent’anni fa e magari, nei ritagli, lo rifai in Swift, in Html, in Python. Rendi attuale quella storia che hai vissuto e che merita di essere trasmessa in forma diversa da quella del sarcofago e del come eravamo, tanto romantico quando noioso.

Non sto neanche a parlare della scuola, dove un esercizio del genere è logica, pensiero computazionale, aritmetica, programmazione e persino storia contemporanea (perché a questi bambini e ragazzi qualcuno dovrà pure dirlo, come è nato tutto ciò).

Già di notte ho da fare di mio, e ora mi tocca pure finire Hamurabi.

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