Come se non fosse già stressante dover accettare che ci siano utenti di
Vim invece che di
emacs, o gente che
preferisce lo scorrimento artificiale a quello naturale, ecco che prende forma un’altra diatriba nella comunità Mac: quando clicco su una finestra, deve salire in primo piano solo lei o tutte le finestre di quella app?
Il primo comportamento è proprio di macOS dai tempi in cui si chiamava Mac OS X e, nel mondo Mac, fu una discontinuità importante, perché per tutto il XX secolo le cose erano andate nel secondo modo. Ora è uscita una
utility firmata nientemeno che da John Siracusa, la quale riproduce lo stesso comportamento su macOS e diverse penne autorevoli prendono posizione su un fronte o quell’altro.
Rss è una delle mie necessità quotidiane; eppure i lettori di feed Rss non lo sono.
Meglio, non lo sono più. Se prima consideravo le alternative a disposizione, ora non trovo motivi validi per pensare a passare a un altro lettore.
Prima consideravo un valore la sincronizzazione tra apparecchi, gli stessi feed su Mac, iPad, iPhone (e, prima delle figlie, anche su più iPad). Adesso non mi interessa; passo da un apparecchio all’altro con frequenza e certo non perdo una pagina che mi interessi davvero, anche se il suo feed non è ubiquo.
Dieci anni di fatturati, vendite di Mac, iPad e iPhone. Utile per vedere quando i professionisti sono scappati da Mac, o quando iPhone ha iniziato a declinare.
A volte succede anche a loro, vedi
AirPower. Fortunatamente è l’eccezione.
C’è da pensarci visto il gran parlare di realtà virtuale che si fa e del diffondersi di caschi e caschetti che vorrebbero creare una realtà alternativa immersiva ma sono invece sufficientemente scomodi per dare fastidio nella realtà consueta e risultare assai poco utili salvo casi limite.
L’ultima annata di iPhone si è contraddistinta soprattutto per le novità nel campo della fotocamera, un componente che comunque continua a migliorare anno dopo anno, cui viene dedicata molto attenzione dai media e dal pubblico. Anche qualche polemica, da parte di chi considera il sottosistema fotografico come degno di interesse poco o secondario.
Dietro a tutto questo c’è però un rivolgimento epocale che riguarda il ruolo assunto della fotografia nel nostro tempo. Sono finiti i tempi della fotografia di élite, anche se i fotografi di élite esistono e si distinguono a prima vista dal principiante ambizioso; sono finiti i tempi del dilettante pioniere, che spendeva molto tempo e molto denaro su uno spettro di equipaggiamento molto ampio, che comprendeva anche il telone da salotto e il videoproiettore per le diapositive. Oggi il dilettante ordina una fotocamera che fa da sola o quasi, a una frazione della spesa, soprattutto di tempo.
Così funziona il mondo Mac: dopo anni di critiche ai MacBook Pro che non sono performanti come dovrebbero e sbagliano immancabilmente la scheda grafica, Apple tira fuori
MacBook Pro 16”.
È da quel momento si inizia a chiedere un
Low Power Mode per farlo andare più piano. Anche spegnendo la scheda grafica, se necessario.
(Che mi trova pure d’accordo, eh. Solo che colgo la dolce ironia della situazione).
Con un passato nella divisione Core OS di Windows, protagonista della demoscene (programmatori che si sfidano a creare cose incredibili con una quantità ridicola di codice e risorse hardware) e startupper, Sedat Kapanoglu si stacca certamente dalla massa dei programmatori comuni.
Quindi tocca ascoltarlo, quando scrive di come è cambiata la programmazione negli ultimi vent’anni e nell’elenco annota anche questa differenza:
La gente sviluppa software su Mac.
Il pezzo contiene molte altre osservazioni, alcune polemiche, altre di costume, altre ancora ironiche, e merita una scorsa. Per esempio:
Reduce dalla visione di
Daughter, il corto di Apple prodotto in occasione del Capodanno cinese, ho voluto guardare il
making of. A parte la storia, strappalacrime con formula tipicamente orientale ma capace di coinvolgere anche da questo lato della Muraglia, la cosa che mi interessava maggiormente era come fosse stato svolto il compito di magnificare
iPhone 11 Pro, con cui è stato girato Daughter.
Di film fatti con iPhone se ne conoscono a tonnellate e da questo punto di vista non c’è niente da scoprire. Il modo in cui parlarne, invece, può essere interessante.
Il termine non è stato rinnegato: viene usato routinariamente per ricordare che nel 1984 ha debuttato Macintosh. Tuttavia non viene più associato ai prodotti odierni, salvo che per una eccezione: il disco interno dei Mac si chiama Macintosh HD.
Nei commenti, i lettori hanno aggiunto che sulla scatola di iMac compare ancora la scritta Macintosh e si può persino leggere Think Different. (Almeno in USA, devo ancora verificare per l’Italia). Inoltre, le Informazioni sul Finder contengono la scritta The Macintosh Desktop Experience (anche qui in lingua inglese, non so l’italiano).
Dopo due anni abbondanti mi sono ritrovato master per una serata di Dungeons & Dragons e una differenza fondamentale è che, fino a due anni fa, usavo
Roll20 su Mac. Ora il mio portatile è un iPad Pro e di conseguenza mi sono preparato con l’obiettivo di riuscire a usare Roll20 nel modo più completo possibile.
Una cosa positiva è che in questo intervallo Roll20 è migliorato in modo perfettibile. Una meno positiva è che sono state introdotte incompatibilità importanti con Safari.