Giusto perché domani Apple tiene un evento di lancio di qualcosa, tengo a ricordare oggi che esiste Parallels Desktop 16.5 che supporta i Mac con processore M1.
Con Parallels Desktop si può accendere una macchina virtuale su cui eseguire per esempio un Linux per Arm e
farla andare il 30 percento più veloce di quanto succede con un consueto Mac Intel equipaggiato con Cpu i9 e abbondanza di Ram.
Una cosa da usare su Parallels e che funziona più veloce ignorando il sovraccarico di elaborazione dato dalla infrastruttura della macchina virtuale, è da uscire di testa.
Jeff Bezos ha scritto la sua
ultima lettera agli azionisti come amministratore delegato di Amazon. E, come ha sempre fatto, in fondo ha allegato anche la prima, scritta nel secolo scorso, era il 1997. L’una e l’altra insieme sono due letture assolutamente raccomandate.
Bezos era l’uomo più ricco del mondo. Poi ha divorziato. Ha riconosciuto metà del patrimonio alla moglie. Ora è ancora l’uomo più ricco del mondo. Chiaro che disponga di mezzi sconosciuti ai comuni mortali (ha disposto finanziamenti personali ad aziende di avanguardia nelle iniziative di contrasto al cambiamento climatico per dieci miliardi di dollari). Altrettanto chiaro che qualcosa lo abbia capito e lo capisca.
Abbiamo sentito tutti infinite volte il suono di un Mac che si accende e pochissime o neanche, per fortuna, quello di un Mac che annuncia un problema serio.
512 Pixels ne ha raccolti
una serie e ritengo che nessuno sul pianeta sia riuscito a sentirli tutti nelle circostanze previste (addetti alle riparazioni, programmatori ficcanaso, retroappassionati con emulatore: non vale).
Che esistesse anche il suono di un’auto in collisione, per esempio, mai lo avrei detto.
Mi sono ricordato. Le tre virtù del programmatore, il codice come soluzione per entrare in uno stato mentale più elevato.
Poi però, serve una dote speciale ed eminentemente umana: la disposizione a macinare.
Ne scrive Jacob Kaplan-Moss:
A volte la programmazione somiglia alla magia: declami un qualche incantamento arcano e una flotta di robot ti obbedisce. A volte, tuttavia, la vera magia è quella di tutti i giorni. Se sei disposto ad apprendere l’arte della macina, puoi ottenere l’impossibile.
Oltre a
giocare per entrare in uno stato mentale speciale (vorrei dire superiore ma si può fraintendere), si può fare anche dell’altro.
Scrivono su Wired che per alcuni di noi – isolati, felici nell’oscurità – il codice è una terapia, una via di fuga e un percorso verso la speranza in un mondo travagliato.
Dire terapia è esagerato, stare nell’oscurità mi rende generalmente poco felice, ma mi è impossibile dissentire da una affermazione come questa:
Apple ha dedicato recentemente una pagina a una delle sue Distinguished School, la
scuola primaria cattolica di Santa Teresa a Sydney, che
utilizza massicciamente iPad per attuare i progetti di studio della serie
Everyone Can Create.
Chiaro che il vino dell’oste sia per forza il migliore e che non valga la pena di cercare spunti intriganti o cronaca imparziale in un redazionale che è di autopromozione. Nondimeno, qualche frase qua e là meriterebbe un pizzico di attenzione sopra la media.
Mi è sfuggito il
ventinovesimo compleanno di BBEdit.
Perché, quando avrei dovuto pensarci, litigavo con le app dei canali per bambini
RayPlay Yoyo e
Cartoonito. I modi di fallire che adottano nel momento in cui tu vorresti passare la diretta del canale da iPhone al televisore attraverso tv sono creativi come riescono a esserlo in Rai quando si dilettano con il digitale.
Sì, beh, niente male approfittare del codice a disposizione degli sviluppatori per
inserire un’istanza di Flappy Birds dentro le Notifiche di macOS.
Neil Sardesai, ingegnere iOS, ha già messo
Pong dentro un’icona del Dock – riferisce Gizmodo – e
Dino Runner nella barra dei menu.
Tuttavia sono solo exploit fini a se stessi e lui lo sa benissimo, tanto che perfino nel pezzo gliene chiedono conto: lo standard è farcela con
Doom, che è arrivato persino
sul display di un test di gravidanza.
Ho avuto nella vita contatti sporadici e superficiali con discipline orientali come zen o yoga. Non ne ho mai fatto niente di serio. Eppure ho fato esperienza di varie situazioni di vita tipicamente occidentali che ben si prestavano a favorire l’insorgere di stadi della mente prossimi a quello della meditazione.
Da cestista, uno dei miei punti di forza NON erano i tiri liberi. La mia tecnica era approssimativa e non sono mai riuscito a sviluppare un automatismo durevole. La mia percentuale in carriera è giudicabile come appena sufficiente.
Sono ventisettemila macchine nuove più dodicimila rinfrescate, secondo la municipalità di Edimburgo, che
verranno consegnate da qui a fine 2022 a studenti tra i dieci e i diciotto anni e docenti, nell’ambito del programma Edinburgh Learns for Life.
Siccome le macchine senza una struttura serie di rete, nel 2021, sono uno spreco, assieme alla distribuzione degli iPad avverrà un potenziamento della connettività nelle scuole, in primo luogo wireless.
Analogamente, per i docenti verranno organizzati corsi di aggiornamento professionale, dato che un iPad è una macchina splendida per insegnare, per chi la padroneggia.